Bagnoli Friularo o Friularo di Bagnoli è una DOCG riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia di Padova.

Zona di produzione La zona di produzione omprende l'intero territorio dei comuni di: Agna, Arre, Bagnoli di Sopra, Battaglia Terme, Bovolenta, Candiana, Due Carrare, Cartura, Conselve, Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario, Terrassa e Tribano in provincia di Padova.

La zona di produzione della tipologia "classico" è limitata al comune di Bagnoli di Sopra..

Storia Il più antico documento conosciuto che parla dei vini di Bagnoli è l'atto di donazione al vescovo di Padova da parte del marchese di Bagnoli, risalente al 954. Tra il XII e il XIII secolo esiste notevole documentazione di donazioni di vigneti nella zona e di decime pagate alla locale corte benedettina.

Nel 1521 lo scrittore e commediografo padovano Ruzzante descrisse un «vino sgarboso», le cui caratteristiche ampelografiche paiono identificare il Raboso autoctono, cioè il Friularo. Il nome del vino appare in un preziario di vini del 1774, che indica nel Friularo quello più costoso e richiesto. Nel 1787 il poeta veneziano Ludovico Pastò scrisse il ditirambo "El Vin Friularo de Bagnoli", declamandone le virtù. Nel 1924 Arturo Marescalchi affermò: «II Friularo è il vino rosso di piano più rinomato del Padovano»

Etimologia Alcuni studiosi ipotizzano che il termine dialettale "Frigoearo" con cui viene chiamato il vino derivi dalla radice latina “Frigus” (freddo), seguita dalla desinenza “Arus”Inteso come "colui che fa", collegandolo alla raccolta tardiva, già praticata anticamente.

Tecniche di produzione

Le operazioni di appassimento delle uve, vinificazione, invecchiamento e affinamento devono aver luogo all'interno della zona di produzione nonché nei comuni di Cona e Albignasego.

Nella preparazione dei vini diversi dalla tipologia passito e vendemmia tardiva possono essere utilizzate uve sottoposte ad appassimento fino ad un massimo del 50% dell'intera partita.

La menzione "Vendemmia Tardiva" è riservata al vino prodotto con almeno il 60% delle uve raccolte e vinificate dopo l'11 novembre (Estate di San Martino).

La tipologia "Passito" richiede un appassimento naturale delle uve in locali idonei; le uve destinate all'appassimento possono essere pigiate dopo l'8 dicembre.

Nella designazione dei vini può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal toponimo registrato e che le varie operazioni avvengano separatamente.

È obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.

Il Bagnoli friularo deve essere imbottigliato in contenitori di vetro di capacità massima di 3 litri, chiuse con tappo raso bocca in sughero.

Disciplinare già riconosciuta a DOC con DM Approvato con Modificato con Sito ufficiale Mipaaf - Qualità - Vini DOP e IGP Modificato con

La DOC Bagnoli Friularo è stata istituita con DM 16.08.1995 e riconosciuta come DOCG con DM 08.11.2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 276 del 26.11.2011 Successivamente è stata modificata con DM 30.11.2011 - G.U. 295 del 20.12.2011 La versione in vigore è stata approvata con DM DM 07.03.2014 pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf

Tipologie

Sono previste le versioni riserva e vendemmia tardiva uvaggioRaboso Piave minimo 90% Bagnoli Friularo Bagnoli FriularoRiservaClassicotitolo alcolometrico effettivo minimo 11,50% vol.12,50%acidità totale minima5,50 g/l.estratto secco minimo24,00 g/l.26,00 ?Non definito nel disciplinare resa massima di uva per ettaro120 q.110 q.resa massima di uva in vino70%invecchiamento minimo12 mesi24 mesi12 mesi

Bagnoli Friularo passito PassitoClassico passitotitolo alcolometrico effettivo minimo12,50%12,50%titolo alcolometrico totale minimo15,50%15,50%acidità totale minima5,50 g/l.5,50 g/l.estratto secco minimo30,00 30,00resa massima di uva per ettaro120 q.110 q.resa massima di uva in vino45%45%invecchiamento minimo24 mesi24 mesi

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Vini DOCG della provincia di Padova Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Raboso Piave