Biografia Orfano del padre Giuseppe all'età di due anni, frequentò le scuole dell'obbligo nel paese natio, mostrando fin dalla fanciullezza predilezione per la letteratura, a tal punto che a nove anni, in tempi in cui nel Meridione d’Italia poco più di una famiglia su dieci aveva un’utenza elettrica, lesse I promessi sposi a lume di candelaMarina Cavalieri, Quando la luce non c'era, un giro d'Italia dei racconti, la Repubblica 11 maggio 2010. Intraprese poi le scuole superiori diplomandosi al Liceo Classico "Giannone" di Benevento.

Nel gennaio 1946, non ancora diciassettenne, esordì poeta nell’antologia di poeti e prosatori contemporanei "Il pensiero", pubblicata a Napoli dall’omonima casa editriceDa Moravia a Valgimigli in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale.

A diciannove anni, nel 1948, suoi versi furono pubblicati sul settimanale a tiratura nazionale "Ambra. Etica, politica e letteratura" e recitati in pubblico al Circolo Culturale Sannita.

Si trasferì a Firenze per gli studi universitari che, per necessità di assistere la madre vedova Adelina Meola, terminò a Napoli dove conseguì la laurea in lettere classiche, discutendo una lodata tesi su "L'arte di Giovanni Boldini", uno dei principali artisti di fine Ottocento, tra i più ispirati e talentuosi ritrattisti della Belle Époque. Appena letta la tesi, la scrittrice Emilia Cardona, vedova del pittore e sua ultima musa ispiratrice Boldini mon amour: opere note e mai viste, nuove scoperte, fotografie e documenti inediti / a cura di Tiziano Panconi in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale, telegrafò entusiasta all’autore: "Ho letto con vivo interesse suo brillante et appassionato studio…". Nell’annunciata lettera scrisse che era disponibile e pronta a collaborare per la pubblicazione del lavoro; cosa che il giovane Matarazzo, impegnato subito nei concorsi scolastici, non fece.

Nel suo percorso accademico seguì i corsi di Attilio Momigliano, Giacomo Devoto, Eugenio Garin, Giuseppe Toffanin, Gaetano Salvemini e Giuseppe De Robertis. Dei due ultimi si dimostrò particolarmente grato, dedicando agli stessi suoi scrittiSalveminiana: memorie fiorentine (più o meno pertinenti) di un vecchio alunno in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale.

Nel 1954, venticinquenne, ottenne una segnalazione d’onore ai Premi Gastaldi per il teatro con la commedia in tre atti "Una rondine".

Nel 1967 pubblicò il suo primo libro "Da Moravia a Valgimigli"In seconda di copertina di Da Moravia a Valgimigli (vedi nota precedente sulla pubblicazione). Lo storico e scrittore Ferdinando Santoro, recensendo il volume sulla rivista Aspetti letterariAspetti letterari in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale, diretta dall’intellettuale Gerardo Raffaele ZitarosaGerardo Raffaele Zitarosa e la sua creatura "Aspetti Letterari", asseriva: "Un critico onesto, coraggioso, intelligente e agguerrito come Raffaele Matarazzo è quello che si dice una provvidenza… "Da Moravia a Valgimigli" costituisce, perciò, un’opera di critica che vorrei definire non solo utile ma necessaria per quello che dice e per l’esempio che dà agli altri critici"in Rivista Aspetti letterari, XXVII 1967-68.

Dopo alcuni anni di insegnamento di ruolo, nel 1962, in prospettiva della nascita dell'istruzione secondaria di primo grado unificata obbligatoria, fu incaricato dal Ministero della Pubblica Istruzione di fondare e dirigere la prima scuola media del Rione Libertà di Benevento, intitolata su sua proposta al grammatico e didatta beneventano Orbilio Pupillo, severissimo maestro del poeta Orazio, dallo stesso ricordato per i metodi educativi e formativi estremamente rigorosi. Nel 1965 divenne preside titolare nelle scuole medie e poi nel 1973 nelle superiori, dove è rimasto in servizio fino al 1996Atti cartacei depositati nell'Ufficio periferico del MIUR. Concluse la sua carriera dirigendo dal 1992 al 1996 il Liceo Classico Giannone di Benevento.

Dal 1976 al 1992 fu preside dell’Istituto Magistrale Guacci di Benevento. A seguito della riforma che impose la soppressione dell’originaria struttura quadriennale di formazione per maestri di scuola elementare e materna, aderì alle pionieristiche sperimentazioni dell'epoca, partecipando attivamente ai lavori delle commissioni ministeriali e traghettando l’Istituto verso la trasformazione in liceo polispecialistico. Alla sua poderosa determinazione si deve la costruzione del più grande edificio scolastico della provincia beneventana, sede del Liceo Guacci e poi di corsi di laurea dell’Università degli Studi del Sannio del cui Comitato Popolare per l'istituzione fu presidente.

Fin dalla costituzione, in particolare durante la direzione del pedagogista Giovanni Gozzer, fu attivo e prolifico componente di gruppi di lavoro del CEDE - Centro Europeo dell'Educazione (dal 1997 trasformatosi nell'INVALSI), all'epoca situato presso la storica Villa Falconieri di Frascati, istituito per curare la raccolta, l'elaborazione e la diffusione della documentazione pedagogico-didattica italiana e straniera e per condurre studi e ricerche sugli ordinamenti scolastici di altri Paesi con particolare riguardo a quelli della Comunità europea e sull'attività in campo educativo delle organizzazioni internazionali.

Negli anni settanta fu collaboratore di riviste scolastiche a diffusione nazionale. Mentre per "Scuola e didattica" edita da La Scuola di Brescia trattava argomenti di politica scolastica, per "La scuola media" edita da Fratelli Fabbri di Milano dettava ben trenta proposte didattiche per l'insegnamento dell'italiano e del latino, seguite dai docenti di ogni regione d'Italia.

Nel 1980 fu relatore al convegno nazionale sui Liguri Bebiani in Versilia. Il suo intervento suscitò salaci commenti sulla politica contemporanea al solo ricordo della condotta esemplare tenuta in altri tempi dal giurista ligure bebiano sannita Antistio Labeone che divenne la personalità-simbolo del convegno. Su Labeone pubblicò poi uno scritto edito dall’Istituto Storico LuccheseMarco Antistio Labeone, giurista ligure bebiano in Catalogo del servizio bibliotecario nazionaleIstituto Storico Lucchese in Ministero della cultura - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.

Già direttore del locale Centro di Cultura dell'Università Cattolica, coordinò per conto della stessa diverse edizioni di "Lectura Dantis", considerata dai qualificati frequentatori "splendida avventura culturale".

Negli anni novanta fu consigliere e vicepresidente del comitato beneventano dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano e presidente di quello della Società Dante Alighieri, l'ente fondato da Giosuè Carducci per la tutela e la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo.

Le sue iniziative, spesso innovative, sono sempre state accolte dal consenso generale. Il poeta e critico Ugo Piscopo, nella sua rubrica Bravi Maestri, all'interno del Corriere del Mezzogiorno, il 23 giugno 2004 pubblicò un articolo dal titolo "Matarazzo e le invenzioni degli anni Settanta".

Con Pier Luigi Rovito fondò la rivista "Archivio Storico del Sannio", quindi rifondò la “Rivista Storica del Sannio" e il periodico “Momus”, pubblicandovi vari saggi, così come su altri volumi (atti di convegni e dibattiti).

Autore di saggi storici e letterari nella storia di Benevento edita a cura di Pier Luigi RovitoBenevento: immagini e storie in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale e in quella a fascicoli curata da Errico CuozzoVi è voce dello storico Errico Cuozzo in Wikipedia francese, sempre con Rovito diede vita alle “Giornate Giannoniane”, iniziativa patrocinata dal Ministero dell'istruzione, collaborandovi inoltre con la redazione di saggi storici.

Rilanciò gli studi sul Medioevo sannita, fondando e dirigendo con Rovito la collana “Thesaurus rerum beneventanarum”, per la quale curò la riedizione delle cronache di Storia dei Longobardi beneventani di Erchemperto, Chronicon di Falcone Beneventano, Storia di Ruggero II di Alessandro di Telese e Chronicon dell'Anonimo Salernitano.

Le predette pubblicazioni, insieme con “Civiltà beneventana al tempo di Arechi II” e “La chiesa Beneventana delle origini”(in “Cristiani nell'impero romano: giornate di studio; S. Leucio del Sannio, Benevento; 22, 29 marzo e 5 aprile 2001” – Arte Tipografica – Napoli – 2002), sono citate anche nei Regesta Imperii dell'Akademie der Wissenschaften und der Literatur di Magonza.

Nel 2000 partecipò alla mostra bresciana “Il futuro dei Longobardi”, rivendicando allora l’importanza della Longobardia meridionale che parve - e in effetti lo fu - inadeguatamente rappresentata in quella rassegna.

Iscritto all'Ordine Nazionale, di rilievo fu la sua lunga attività giornalistica. Numerosi artisti e intellettuali devono a Matarazzo buona parte della loro notorietà.

Fu proboviro nazionale dell'UCIIM, l'associazione cattolica scolastica sostenuta dai papi Pio XII e Paolo VI e fondata da Gesualdo Nosengo, l'estensore del capitolo sull'educazione del Codice di Camaldoli.

Da sempre ispirato ai valori del cattolicesimo, fu cofondatore, al fianco di Padre Ambrogio MannoAmbrogio Giacomo Manno, 1919 - 2009, filosofo, professore, pubblicista, presbitero, religioso, e primo direttore del Centro Studi del Sannio, importante punto di riferimento culturale promosso dalla Provincia dei Frati Minori del Sannio e dell’Irpinia “S. Maria delle Grazie” .

Fu consigliere comunale di Benevento dal 1960 per due mandati, capogruppo della Democrazia Cristiana e assessore alla pubblica istruzione dal 13 giugno 1963 al 14 febbraio 1965 nella giunta guidata da Ciriaco Del Pozzo, ultima amministrazione beneventana di coalizione centrista tra partito dello scudo crociato, Partito Liberale Italiano e Partito Socialista Democratico Italiano1943-1963 : il ventennio democratico : Benevento e il Sannio, dalla guerra e dalla miseria agli anni del benessere economico in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale. Individuato da più parti quale naturale successore di Del Pozzo, fu preconizzato sindaco, ma, secondo quanto riportato in pubblicazioni da attendibili cronisti e protagonisti dell’epocaLa politica a Benevento nei primi cinquant'anni della Repubblica in Catalogo del servizio bibliotecario nazionaleStoria di Benevento e dintorni in Catalogo del servizio bibliotecario nazionale, interposizioni endogene ed esogene al riassetto della maggioranza portarono, invece, il 15 febbraio 1965 alla prima giunta cittadina di centro-sinistra capeggiata da Pasquale Meomartini.