Il Cannone è un violino costruito da Giuseppe Guarneri del Gesù a Cremona nel 1743. È stato il violino di Niccolò Paganini, che gli diede tale nome in omaggio alla sua potenza sonoraGrove Dictionary of Music and Musicians, voce Paganini, Nicolò.. È conservato ai Musei di Strada Nuova, Genova.

Storia Le circostanze che portarono Paganini ad acquisire il Cannone sono storicamente incerte: il musicologo Edward Neill indicava come ipotesi più probabile che il violinista genovese avesse ricevuto lo strumento nel 1802 a Livorno, in dono da un certo Livron, gentiluomo francese.Edward Neill, Paganini, il cavaliere filarmonico, De Ferrari, Genova, 1990, 2ª ed. 2004, pp. 25, 294

Dalla corrispondenza di Paganini è comunque certo che il celebre virtuoso italiano fece uso dello strumento per tutta la sua carriera e che fosse solito chiamarlo affettuosamente il mio Cannone violino, in virtù della potenza e della ricchezza sonora con cui riempiva le sale da concerto. Il maestro era solito suonarlo, secondo l’uso del tempo, senza utilizzare la mentoniera e appoggiando il mento direttamente sulla parte terminale della tavola armonica, che conserva ancor oggi i segni d'usura.

Paganini morì a Nizza il 27 maggio 1840: nel testamento redatto nel 1837 aveva disposto che lo strumento fosse lasciato alla sua città natale, Genova, "onde sia perpetuamente conservato". Le vicende del lascito furono tuttavia complesse e si conclusero solo il 14 luglio del 1851, con la consegna dello strumento da parte del barone Achille Paganini, figlio del maestro, all'allora sindaco di Genova Antonio Profumo. Il violinista aveva infatti mantenuto un profondo legame con Genova, nonostante l'esistenza tormentata e il grande talento che lo avevano condotto ben presto a esibirsi nei principali teatri italiani ed europei.

Da allora il Cannone è conservato a Palazzo Tursi presso il Municipio di Genova, prima nella Sala Giunta Vecchia e poi nella rinnovate sale paganiniane. Nella stessa collezione è presente il Sivori, ovvero la copia del Cannone costruita da Vuillaume. Paganini dovette infatti consegnare il suo strumento al liutaio parigino nel 1833 per farlo riparare. Il Sivori venne donato sette anni più tardi dal maestro stesso al suo talentuoso discepolo Camillo Sivori, che alla sua morte lo donò a sua volta al Comune di Genova. Nelle sale, oltre ai due violini citati, sono esposte due chitarre, uno dei leggii di Paganini, alcuni suoi autografi, una sua scacchiera con relative pedine, la custodia del Cannone, alcune sue effigi e altri cimeli appartenuti al maestro.

Il Cannone viene eccezionalmente concesso in uso ad alcuni violinisti di chiara fama per speciali occasioni concertistiche; viene inoltre suonato ogni anno dal vincitore del Concorso Internazionale di violino 'Premio Paganini'. Nel 2024 lo strumento è stato sottoposto a un'accurata analisi presso un centro specializzato per verificarne lo stato di conservazione.

Note

Bibliografia Angelo Boscassi, Il violino di Niccolò Paganini conservato nel Palazzo Municipale di Genova, Genova, Fratelli Pagano, 1909 Carlo Nardi, Il liutaio Cesare Candi e il violino di Paganini, Genova, Di Stefano Editore, 1949 Edward Neill, Niccolò Paganini, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Genova, 1978 Edward Neill, Cronologia essenziale delle vicende del violino di Paganini, in Paganini, il cavaliere filarmonico, De Ferrari, Genova, 1990, 2ª ed. 2004, pp. 313-318 Peter Biddulph (ed.), The Violin Masterpieces of Guarneri del Gesù, London, [stampa] Peter Biddulph, 1994, pp. 58-59 Edward Neill, A. Giordano, Il violino di Paganini: il suono, la storia, le immagini, Dynamic, Genova, 1995 Paola Ruminelli, Una città, un violino e la musica, Genova, Accademia ligure di scienze e lettere, 1996 Mimmo Peruffo, Nicolò Paganini and gut strings: the history of a happy find, in Recercare XII, 2000, pp.137-147 -, Originali, modelli e copie, Il Cannone di Niccolò Paganini e la natura morta musicale. Due Casi a confronto, [Catalogo], Cremona, Consorzio liutai e archettai Antonio Stradivari, 2001 Alberto Giordano, Cesare Candi liutista, i liutai della famiglia Candi, Edizioni Cremonabooks, Cremona, 2003, pp. 28-31

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