Il Vangelo secondo Luca (in greco: ) è uno dei vangeli canonici del Nuovo Testamento ed è suddiviso in 24 capitoli. Narra della vita di Gesù e si apre con le nascite miracolose di Giovanni Battista e di Gesù, per poi descrivere il ministero di quest'ultimo in Galilea, fatto di predicazione, esorcismi e miracoli; dopo aver rivelato ai discepoli la propria natura divina con la trasfigurazione, Gesù si reca a Gerusalemme, dov'è crocifisso e sepolto per poi risorgere, comparire ai suoi discepoli e infine ascendere al cielo.

Descrizione L'autore, tradizionalmente identificato con Luca evangelista, è interessato a temi quali l'etica sociale, i diseredati, le donne e altri gruppi oppressiHarris.. Alcune storie popolari riguardanti questi temi, come le parabole del figlio prodigo e quella del buon samaritano, si trovano solo in questo vangelo, che pone una enfasi speciale sulla preghiera, le attività dello Spirito Santo e sulla gioiaGuthrie, p. 105.. Secondo Donald Guthrie «è pieno di storie superbe e lascia il lettore con una profonda impressione della personalità e degli insegnamenti di Gesù»Guthrie, p. 102.. L'autore intendeva scrivere un resoconto storicoN. B. Stonehouse, The Witness of Luke to Christ (1951), pp. 24-45; H. J. Cadbury, The Beginnings of Christianity II, 1922, pp. 489-510; R. Bauckham, Jesus and the Eyewitnesses (Eerdmans, 2006)., mettendo in evidenza il significato teologico della storiaGuthrie, p. 107.. Aveva inoltre intenzione di raffigurare la cristianità come divina, rispettabile, rispettosa delle leggi e internazionale. Gli studiosi concordano ampiamente che l'autore del Vangelo secondo Luca scrisse anche gli Atti degli ApostoliUdo Schnelle, The History and Theology of the New Testament Writings, p. 259..

Secondo gli studiosi credenti contemporanei, l'autore di Luca è probabilmente un gentile cristiano che scrisse intorno all'80-90 circaHarris, "The Gospels", pp. 266-268., utilizzando, come l'autore del Vangelo secondo Matteo, il Vangelo secondo Marco per la propria cronologia e la fonte Q per molti degli insegnamenti di Gesù; è possibile anche che abbia fatto uso di racconti scritti indipendentiFunk, Robert W., Roy W. Hoover, and the Jesus Seminar. The five gospels. HarperSanFrancisco. 1993. "Introduction," p 1-30.. Altri studiosi propendono per una datazione tra gli anni 50-70J. Dupont, Bible de Jerusalem, 1973, p.1567A. Harnack, The Date of Acts and the Synoptic Gospels (1911), p. 90; I. H. Marshall, Luke, p. 35 (1974); A. J. Mattill Jr., ‘The Date and Purpose of Luke-Acts: Rackham reconsidered, in Catholic Biblical Quarterly 40 (1978), pp. 335-350..

Composizione Autore

L'autore di questo vangelo, probabilmente un cristiano gentile,Secondo Sabourin, "È probabile che Luca fosse un cristiano nato da pagani" (Léopold Sabourin, Il vangelo di Luca, 1985). Barclay rileva inoltre come Luca sia l'unico autore non ebreo del Nuovo Testamento (William Barclay, The Gospel of Luke, 1975). non fornisce il suo nome. Le testimonianze della tradizione cristiana primitiva – attestata dal Canone muratoriano e da Ireneo di Lione, Clemente Alessandrino, Origene e Tertulliano – è comunque unanime nell'attribuire il Vangelo secondo Luca e gli Atti degli Apostoli a Luca, compagno di Paolo di TarsoGuthrie, pp. 37-40..

Questa attribuzione è stata oggetto di dibattito tra gli studiosi. Secondo i sostenitori dell'attribuzione a Luca, egli non era una figura di rilievo della prima Chiesa e, se non fosse stato lui l'autore del testo, non ci sarebbe stata ragione di attribuirglielo, se non quello di dare valore al testo, attribuendogli comunque la paternità di un nome conosciuto. Guthrie, quindi, afferma che la versione tradizionale è «ampiamente sostenuta come quella che spiega meglio tutti i dati»Donald Guthrie, New Testament Introduction, Leicester, England, Apollos, 1990, p.119., «sebbene alcuni studiosi diano poca importanza a questa testimonianza»Idem, p.114.. Raymond Brown, concordemente con altri studiosi, ritiene invece che i vangeli canonici sarebbero di autori ignotiIl teologo John Dominic Crossan, tra i cofondatori del Jesus Seminar, in merito ai vangeli canonici e agli evangelisti a cui la tradizione li attribuisce, ritiene che "gli scritti che portano i loro nomi furono attribuiti a loro piuttosto che scritti da loro" e "nel secondo secolo, ognuno di questi fu fittiziamente legato direttamente o indirettamente a un'importante autorità apostolica come affermazione di tradizione ininterrotta". (John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, pp. 16-26, ISBN 978-0-06-061480-5.).Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 27, 573, ISBN 0-385-47202-1.Bart Ehrman, Jesus apocalyptic prophet of the new millennium, Oxford University Press, 1999, pp. 41-48, ISBN 978-0-19-512474-3. e sottolinea altresì che tali autori non furono neppure testimoni oculariNel caso del Vangelo secondo Luca, a differenza degli altri canonici, il fatto di non essere stato testimone oculare si evince anche dalle stesse affermazioni dell'autore (). (Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, p. 236, ISBN 0-385-47202-1.).; tale teologo - nel constatare le varie imprecisioni storiche e geografiche del testo lucano - osserva inoltre come "il risultato è una strana combinazione di una conoscenza generale dell'ebraismo con una conoscenza imprecisa dei dettagli, un'indicazione che l'autore difficilmente è cresciuto nel giudaismo o in Palestina"Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 448-449, ISBN 0-385-47202-1..

C'è invece generale consenso sul fatto che il Vangelo secondo Luca e gli Atti furono scritti dallo stesso autore.Horrell, DG, An Introduction to the study of Paul, T&T Clark, 2006, seconda edizione, p. 7; si veda W. L. Knox, The Acts of the Apostles (1948), p. 2-15 per un'esposizione dettagliata di motivi ancora validi. La prova più evidente è fornita dalla prefazione dei due libri: entrambi indirizzati a Teofilo, probabilmente il patrono dell'autore. La prefazione degli Atti parla inoltre esplicitamente di un "mio precedente libro" sulla vita di Gesù ed esistono anche somiglianze linguistiche, teologiche e tematiche tra i due lavori, che suggeriscono un autore comune, oltre a presentare riferimenti incrociati tra le due opere.Per la linguistica si veda A. Kenny, A Stylometric Study of the New Testament (1986).F. F. Bruce, The Acts of the Apostles (1952), p. 2.

Il titolo "Vangelo secondo Luca", non presente nel testo originale, deve comunque essergli stato attribuito molto presto;Léopold Sabourin, Il vangelo di Luca, 1985. il papiro 75, risalente al 200 circa, presenta l'attribuzione «Secondo Luca».Immagine del Papiro 75 che mostra la fine del Vangelo secondo Luca e l'inizio di quello secondo Giovanni, separate dalle parole Κατά Λουκαν, Kata Loukan, "Secondo Luca". Il manoscritto 4, probabilmente anteriore a 75Gregory, A. (2003) The Reception of Luke and Acts in the Period Before Irenaeus, Mohr Siebeck, ISBN 3-16-148086-4 p.28 non presenta invece ancora tale attribuzione.

Datazione La composizione del Vangelo secondo Luca può essere datata tra l'80 e il 90,Albertus Frederik Johannes Klijn, Luke in An introduction to the New Testament, 1967.Treccani.it, [Luca (gr. Λουκᾶς, lat. Lucas), santo http://www.treccani.it/enciclopedia/santo-luca/.]Per Franklin, Luca ha probabilmente scritto il suo vangelo verso l'80-85 (Eric Franklin, Luke in The Gospels - The Oxford Bible Commentary, 2010).Per una datazione tra l'80 e il 90 cfr. Brown, p. 226; Meier, volume 1, pp. 43, anche se esiste un gruppo di studiosi che propende per una datazione anteriore, tra gli anni 60 e 70.Tra questi, Sabourin (Léopold Sabourin, Il vangelo di Luca, 1985.) Buona parte degli studiosi colloca il terzo vangelo in una data successiva al 70 perché in esso è narrata con estrema precisione la distruzione del Tempio di Gerusalemme e della stessa cittàPrima guerra giudaica. Tuttavia secondo altri autori “non sarebbe degno di una buona critica supporre che una predizione precisa che si è avverata debba essere posteriore all'evento stesso”, e "nessun indizio sicuro obbliga a porre il terzo vangelo dopo il 70, e la stessa cosa si deve dire degli Atti”. Donald Guthrie afferma che il vangelo era, con tutta probabilità, molto diffuso prima della fine del I secolo e riconosciuto ampiamente già all'inizio del II secolo,Guthrie, p. 125. mentre Helmut Koester, che propone comunque una datazione entro il I secolo,Helmut Koester, From Jesus to the Gospels: interpreting the New Testament in its context, 2007. sostiene che, ad eccezione di Marcione, «non c'è prova certa del suo uso» prima del 150 circa.Koester, p. 334.

Il terminus ad quem per Luca, cioè la più tarda datazione possibile, può essere definita sulla base delle opere del II secolo che citano o fanno riferimento a Luca: questo vangelo, infatti, ha delle eco nella Didaché, negli scritti gnostici di Basilide e di Valentino, nelle apologie di Giustino, e fu utilizzato da MarcioneGuthrie, pp. 125-126., oltre ad essere citato da Ireneo di Lione.

Dopo il 70 Molti studiosi contemporanei ritengono che l'autore di Luca abbia utilizzato come fonte il Vangelo secondo Marco ("priorità marciana").Koester, p. 336. Se fosse vero che Marco è stato scritto intorno al 70, anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme, Luca non potrebbe quindi essere antecedente a questo episodio. Secondo tale punto di vista, la predizione della distruzione del tempio presente in Luca non può essere riconducibile ad una realizzazione di una previsione di Gesù, ma deve essere il risultato di una conoscenza a posteriori dei fatti; la discussione contenuta in Luca , inoltre, sarebbe così precisa da implicare con forza una data successiva al 70."Matthew, Gospel acc. to St." Cross, F. L., ed. The Oxford Dictionary of the Christian church. New York: Oxford University Press. 2005Brown, p. 24.

Gli studiosi che sostengono la priorità marciana propongono quindi date di composizione di Luca che, partendo dal 70, giungono talvolta sino al 100; il sostegno per una datazione tarda è supportato anche da differenze in cronologia, stile e teologia che suggeriscono che l'autore di Luca/Atti non fosse familiare con la caratteristica teologia di Paolo di Tarso ma invece stesse scrivendo un decennio o più dopo la sua morte, quando si era realizzata già un'armonizzazione significativa tra le differenti tradizioni del cristianesimo primitivo.Brown, p. 29. Inoltre, Luca e Atti hanno cristologia, escatologia e soteriologia che sono simili a quelle presenti nelle lettere pastorali, spesso considerate pseudoepigrafi e di composizione successiva alle lettere paoline di attribuzione certa.Brown, p. 27

La narrazione della natività di Gesù presente in Luca e Matteo è uno sviluppo successivo nell'elaborazione dei vangeli.Funk 1998, "Birth & Infancy Stories" p. 497-526. È possibile che originariamente Luca iniziasse con con Giovanni Battista.

L'eresiarca Marcione di Sinope utilizzò questo vangelo, attorno al 144, al quale apportò diverse modifiche e lo ribattezzò Vangelo del Signore..

Prima del 70 Altri studiosi hanno proposto datazioni più basse per la composizione di Luca. Esistono in particolare diverse ragioni per collocare la redazione del Vangelo al periodo della guerra giudaica, fra il 66 e il 70: la persecuzione di Nerone è infatti una cornice più convincenti di situazioni posteriori, così come l'importanza attribuita a Gerusalemme risulterebbe anacronistica in uno scritto più tardo. La stessa predicazione ai pagani descritta negli Atti, scritti dopo il vangelo, pare inoltre essere ancora nella sua fase iniziale.