Lo è stato un incrociatore pesante della Marina imperiale giapponese, seconda unità appartenente alla classe Myoko e così chiamato da una delle Tre montagne di Dewa sull'isola di Honshū. Fu varato nel marzo 1928 dal cantiere navale di Nagasaki.

Con gli altri incrociatori della classe formò dapprima la 4ª, poi la 5ª Divisione, operando nelle acque nazionali e cinesi nel corso degli anni trenta. Rimodernato più volte durante il decennio, fu assegnato alla 3ª Flotta all'inizio degli anni quaranta e partecipò in prima fila sia alle facili operazioni anfibie nelle Filippine orientali, sia alla battaglia del Mare di Giava (27 febbraio 1942), nella quale ultima ebbe un ruolo principe. Fu quindi presente alla battaglia del Mar dei Coralli (4-8 maggio 1942) come scorta alle portaerei Shokaku e Zuikaku e quindi alla pivotale battaglia delle Midway (4-6 giugno), nella quale non ebbe parte diretta ai combattimenti. Nei mesi di agosto e settembre operò nelle acque delle isole Salomone senza entrare in contatto con le forze avversarie, quindi in ottobre tornò in Giappone per un raddobbo; all'inizio del 1943 fu coinvolto nelle manovre diversive relative all'operazione Ke, quindi rimase per alcuni mesi nella base aeronavale di Truk e poi nelle acque nipponiche. In autunno fu inviato con il Myoko a Rabaul e nella notte tra il 1º e il 2 novembre prese parte alla battaglia della baia dell'imperatrice Augusta, conclusasi con una netta sconfitta giapponese: tornò dunque in patria dove fu revisionato e dotato di più cannoni contraerei. Nuovamente a Truk dall'inizio del 1944, accompagnò mercantili e navi trasporto in alcune missioni di rifornimento, per poi formare con altre unità la scorta a distanza della fallita operazione Kon e lo schermo alle portaerei impegnate nella battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno).

Dopo un altro ciclo di scorte e ulteriori potenziamenti di equipaggiamento, fu aggregato con il Myoko alla 2ª Flotta del viceammiraglio Takeo Kurita, una delle formazioni più importanti coinvolte nella battaglia del Golfo di Leyte (23-26 ottobre). Danneggiato da una bomba d'aereo nel combattimento al largo di Samar, rientrò a Brunei e poi a Singapore; da questo porto condusse missioni di rifornimento in Birmania e isole Andamane a partire dall'aprile 1945. Fu affondato nelle prime ore del 16 maggio da un gruppo di cacciatorpediniere britannici mentre tentava di riguadagnare Singapore e affondò con due terzi dell'equipaggio.

Caratteristiche

L'incrociatore pesante Haguro era uno dei quattro componenti la classe Myoko. Presentava una lunghezza fuori tutto di 203,76 metri, una larghezza massima di 17,34 metri e un pescaggio medio di 5,90 metri; il dislocamento standard era pari a tonnellate (un poco superiore al limite imposto dal trattato navale di Washington del 1922) e quello a pieno carico a tonnellate invece delle tonnellate di progetto.

Rispetto alla precedente classe Aoba l'armamento era stato incrementato nettamente. In cinque torri binate, tre a prua con quella mediana sopraelevata e due a poppa sovrapposte, erano stati distribuiti dieci cannoni Type 3 modello 1 da 200 mm lunghi 50 calibri (L/50). Inoltre, nonostante alcune polemiche da parte della squadra tecnica, lo stato maggiore generale impose l'installazione in ogni murata di sei tubi lanciasiluri fissi da 610 mm. Poiché la minaccia aerea al naviglio militare era ancora poco riconosciuta, erano disponibili solo sei cannoni Type 10 da 120 mm L/45;. erano coadiuvati da due mitragliatrici Lewis da 7,7 mm. La corazzatura fu più curata rispetto agli Aoba: alla cintura era spessa 100 mm e si estendeva per circa 123 metri; le barbette erano state rivestite con un guscio spesso 75 mm; il primo ponte era dotato di acciaio spesso 35 mm e quello superiore era formato da due strati di corazza distanziati. Sotto la linea di galleggiamento furono fissate delle controcarene che, combinate a un sistema interno di paratie stagne longitudinali, costituivano la protezione contro siluri e detonazioni subacquee.. Le torri erano protette da piastre spesse 25 mm.

Il sistema di propulsione contava dodici caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica. Era erogata una potenza totale di  shp e la velocità massima di toccava i 35,5 nodi; l'autonomia era pari a miglia (circa chilometri) alla velocità di crociera di 14 nodi. La scorta di carburante ammontava a tonnellate di olio combustibile. L'incrociatore era manovrato da un equipaggio di 773 tra ufficiali e marinai e disponeva di una catapulta a poppavia, rivolta al lancio dei due idrovolanti Nakajima E2N di bordo poi ricuperabili mediante un argano.

L'Haguro fu modificato più volte assieme alle unità sorelle. Tra il 1931 e il 1934 scambiò i pezzi principali con la versione aggiornata a 203 mm. Tra il novembre 1934 e il 1936 i lanciasiluri fissi furono completamente rimpiazzati con due complessi quadrinati brandeggiabili, sul tetto della nuova sala furono inchiavardate due catapulte di modello recente (gli idrovolanti erano ora quattro Nakajima E8N) e i pezzi Type 10 furono sostituiti da quattro torri binate con cannoni Type 89 da 127 mm L/40; furono anche rafforzata e allargata la controcarena, riorganizzata la distribuzione dei proiettori di nuovo tipo e aggiunti due impianti quadrinati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. Gli ultimi interventi furono rivolti a rafforzare lo scafo e gli alberi tripodi di prua e poppa. Tra il 1939 e l'inizio del 1941 furono implementati una catapulta ancora più capace e moderni sistemi per il controllo del tiro; furono poi aggiunti altri due impianti quadrinati di lanciasiluri atti a utilizzare gli ordigni Type 93 da 610 mm, le caldaie vennero ritubate e la controcarena antisiluro fu nuovamente allargata (con effetti positivi su stabilità e pescaggio).. Furono invece rimossi gli affusti quadrinati e le Lewis in favore di quattro installazioni binate di cannoni contraerei Type 96 da 25 mm L/60 e di due altre su mitragliatrici Type 93. L'aumento di dislocamento ( tonnellate a vuoto, a pieno carico) significò la riduzione dell'autonomia a miglia a 14 nodi e della scorta di olio combustibile a tonnellate, mentre l'equipaggio salì a 970 uomini..

Impiego operativo Varo e 1930-1940

L'incrociatore pesante Haguro fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1923. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Nagasaki, gestito dalla Mitsubishi, il 16 marzo 1925 e il varo avvenne il 24 marzo 1928; fu completato il 25 aprile 1929. Il comando fu affidato il 1º ottobre 1929 al capitano di vascello Keitarō Hara, rimpiazzato il 29 novembre da un altro ufficiale. Tra il 22 e il 23 ottobre 1930 l'imperatore Hirohito fu accolto a bordo e vi passò la notte. Dalla fine dell'anno al 1935 il comando fu tenuto dai capitani Sonosuke Kobayashi (1º dicembre 1930-10 ottobre 1931), Naokuni Nomura (10 ottobre 1931-20 ottobre 1932) e Tomoshige Samejima (dal 15 novembre 1935). Con il resto della classe formò la 4ª Divisione incrociatori (2ª Flotta), dal cui organico fu però rimosso in favore della classe Takao; dal maggio al settembre 1933 entrò nella 5ª Divisione incrociatori, con la quale partecipò alle esercitazioni annuali. La divisione fu nuovamente sciolta e lo Haguro servì tra gli Squadroni di guardia di Kure e Sasebo, sino al biennio 1934-1936 quando fu sottoposto all'ammodernamento più radicale. Nell'autunno 1936 i quattro incrociatori riformarono la 5ª Divisione. Il 20 agosto 1937 salpò da Atsuta (Nagoya) con gli incrociatori , Ashigara, Nachi, , Jintsu e otto cacciatorpediniere: a bordo portava il 3º Battaglione del 6º Reggimento, appartenente alla 6ª Divisione fanteria, che il giorno successivo fu trasferito sui cacciatorpediniere. Per i successivi tre anni l'attività bellica dello Haguro nel corso della seconda guerra sino-giapponese non è nota e si sa solo che il 27 dicembre 1939, poco dopo la sua messa in bacino di carenaggio, il comando fu preso dal capitano di vascello Masaki Ogata.

1941-1942

Il 28 aprile 1941 lo Haguro poté riprendere servizio e il 25 luglio passò agli ordini del capitano di vascello Tomoichi Mori, ma anche per questo periodo non sono conosciuti i movimenti dell'unità. Nel frattempo la 5ª Divisione era passata al comando del contrammiraglio Takeo Takagi e aveva perso lo Ashigara, che operava dalla fine degli anni trenta nella zona dell'Indocina. Il reparto fu concentrato a fine novembre nelle isole Palau alle dipendenze della 3ª Flotta (viceammiraglio Ibō Takahashi), che era stata incaricata di supportare la conquista delle Filippine a opera della 14ª Armata. Il 6 dicembre arrivò l'ordine di procedere con l'attacco e la 5ª Divisione fu demandata alla difesa della squadra del contrammiraglio Kyūji Kubo, formata dalle navi portaidrovolanti e con due incrociatori leggeri e cinque cacciatorpediniere. Lo sbarco a Legaspi l'11 dicembre fu facile e il 15 la divisione fece parte del distaccamento del contrammiraglio Raizō Tanaka, inviato da Takahashi a Mindanao: il 19 e il 20 dicembre si svolse senza difficoltà la conquista del porto di Davao. Il 24 lo Haguro e gli altri incrociatori coprirono lo sbarco sull'isola di Jolo, quindi rientrarono alle Palau e poi, il 31, alla rada appena occupata. Qui, il 4 gennaio 1942, furono oggetto di un attacco condotto da una manciata di bombardieri quadrimotori Boeing B-17 Flying Fortress, che danneggiarono leggermente il Myoko. Il 9 gennaio il Nachi e lo Haguro furono messi in stato d'allerta, pronti a salpare per recare soccorso alle operazioni anfibie su Celebes se necessario; esse si svolsero tuttavia senza l'intervento navale alleato. Il 29 gennaio i due incrociatori presero il mare e si posizionarono a un ancoraggio di Celebes, da dove fornirono protezione all'invasione dell'isola di Amboina (30-31 gennaio), poi il 5 si spostarono alla baia Staring e vigilarono sull'occupazione di Makassar, che il 10 si concluse; infine tra il 17 e il 20 formarono lo schermo difensivo agli sbarchi di Dili e Koepang, su Timor. Il 24 lo Haguro salpò dalla baia con l'unità sorella e il 26 febbraio lanciò un idrovolante Aichi E13A per una ricognizione, poiché i comandi nipponici sospettavano che la flotta ABDACOM fosse in alto mare alla ricerca dei due convogli di trasporti con rotta su Giava. Il giorno successivo fu in effetti localizzata nel primo pomeriggio e impegnata nella battaglia del Mare di Giava: affiancato dal Nachi, lo Haguro sparò la prima salva della battaglia alle 16:15, quindi alle 17:08 centrò con una granata da 203 mm l'incrociatore pesante , che rimase gravemente danneggiato per l'esplosione di uno dei depositi di combustibile. In seguito, dopo una pausa nel combattimento, scambiò a lungo ma senza esito cannonate con il gruppo di incrociatori alleati; alle 23:22 della notte, imitato dal Nachi, lanciò uno sciame di siluri che tra le 23:36 e le 23:40 colpirono gli incrociatori leggeri olandesi (ammiraglia alleata) e : entrambi saltarono in aria e affondarono rapidamente..