Il Consiglio dei ministri è il principale organo collegiale esecutivo del governo della Repubblica Italiana; è costituito dal presidente del Consiglio dei ministri, ovvero il capo del governo, e dai ministri.

Origine storica

L'origine del Consiglio dei ministri italiano risale al 1848, anno di emanazione dello Statuto Albertino nell'ordinamento del Regno di Sardegna. In realtà la lettera di questa carta costituzionale, che sarebbe in seguito diventata la Costituzione del Regno d'Italia, non prevedeva la riunione collegiale dei singoli ministri, ma semplicemente l'esistenza di questi ultimi come capi di dicastero, responsabili del loro operato.

Il Consiglio dei ministri si formò quindi dapprima in modo consuetudinario, data la necessità di incontro e di progettazione politica del governo; allo stesso modo la figura del presidente del Consiglio emerse dall'esigenza di coordinare l'attività di tutti i ministri. Nell'ordinamento repubblicano vigente in Italia dal 1948, invece, sia il Consiglio dei ministri sia il presidente del Consiglio sono sanciti e normati dalla Costituzione e dalle leggi.

Formazione Nomina In base alla Costituzione, il Consiglio dei ministri si compone: del presidente del Consiglio dei ministri, nominato dal presidente della Repubblica tenendo conto della maggioranza parlamentare e a seguito di consultazioni; dei ministri, nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. Tutti i componenti del Consiglio dei ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri partecipa alle sedute del Consiglio, con funzione di segretario.

Il giuramento

Controfirmati i decreti di nomina, prima di assumere le funzioni, il presidente del Consiglio e i ministri devono prestare giuramento davanti al capo dello Stato, secondo la formula rituale indicata dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 400/1988. Il giuramento rappresenta l'espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo generale su tutti i cittadini e, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione).

Revoca

La costituzione prevede la revoca della fiducia al Governo all'articolo 94; non è invece esplicitamente normata la revoca di singoli ministri. La prassi prevede la possibilità di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del singolo ministro da parte del Parlamento. Il primo - e finora unico - caso di dimissioni a seguito dell'approvazione di una mozione di sfiducia risale al 1995 e interessò Filippo Mancuso, ministro di grazia e giustizia nel governo Dini. Viceversa, nella pratica si sono verificati diversi casi di ministri dimessisi prima che la mozione di sfiducia contro di loro venisse discussa in Parlamento.

Funzionamento Attualmente il Consiglio dei ministri è disciplinato dalla Costituzione (articoli 92 e seguenti) e dalla legge 23 agosto 1988, n. 400 ("Disciplina dell'attività di Governo e dell'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri"). Rapporti con gli altri organi costituzionali Il Consiglio dei ministri, in una forma di governo parlamentare quale quello italiano, è il principale detentore del potere esecutivo, cioè il potere di rendere concreto un determinato indirizzo politico. Nei confronti del Parlamento, cruciale è il rapporto di fiducia che si instaura tra i due organi. Affinché il CdM e il suo presidente siano legittimati a operare, è necessario il sostegno politico di entrambi i rami del Parlamento. È nel rapporto di fiducia parlamentare il fulcro di una forma di governo parlamentare, perché il Governo in tal modo si "responsabilizza" nei confronti delle Camere. Il presidente della Repubblica ha il potere di nomina del presidente del Consiglio e dei suoi ministri. La magistratura ordinaria è organizzata dal punto di vista amministrativo-strutturale dal Ministero della giustizia. Rimane fermo e necessario il carattere di indipendenza che gli organi giudiziari devono avere nei confronti degli altri organi dello stato, reso in modo palese dall'istituzione del Consiglio superiore della magistratura, che ha sottratto all'esecutivo qualunque potere effettivo su nomina, trasferimento, promozioni e sanzioni disciplinari dei magistrati ordinari. I membri del CdM, anche se cessati dalla loro carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione di una delle Camere (art. 96 Costituzione).

Poteri Essendo l'organo principale del potere esecutivo, il CdM ha come principale scopo l'attuazione di una determinata politica nazionale. Gli strumenti previsti dalla Costituzione con i quali questa viene portata avanti sono: L'iniziativa legislativa Il CdM ha il potere di presentare disegni di legge alle due Camere del Parlamento. Il potere di decretazione Il CdM può adottare due diversi tipi di decreti con forza di legge (cioè con un valore gerarchico normativo pariordinato alla legge): il decreto legge (in caso di urgenza) e il decreto legislativo (in caso di delega espressa ricevuta dal Parlamento). Un ampio utilizzo della decretazione fa traslare il potere legislativo dal Parlamento al CdM. Il potere regolamentare I ministri possono essere intesi in due modi diversi e coesistenti. Essi sono politicamente le figure supreme del potere esecutivo appoggiate dalla maggioranza parlamentare, ma sono anche i capi dell'amministrazione dello Stato, di quell'attività, cioè, che concretamente dà attuazione a un indirizzo politico. Come amministrazione il CdM e i singoli ministri possono emanare dei regolamenti, che sono atti normativi di rango secondario (disciplinati dalla legge n. 400 del 1988). Ciò vuol dire che i regolamenti contrastanti con un atto avente forza di legge (legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo) sono illegittimi e quindi possono essere disapplicati dal giudice ordinario e annullati dal giudice amministrativo. Compiti del presidente e dei ministri Il presidente dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Componenti attuali

Presidenza del Consiglio Membro Titolare Simbolo Dal Giorgia Meloni Presidente del Consiglio dei ministri 22 ottobre 2022 Alfredo Mantovano Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Segretario del Collegio 22 ottobre 2022Ministri con portafoglio Membro Titolare Simbolo Dal Antonio Tajani Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale 22 ottobre 2022 Matteo Piantedosi Ministro dell'interno 22 ottobre 2022 Carlo Nordio Ministro della giustizia 22 ottobre 2022 Guido Crosetto Ministro della difesa 22 ottobre 2022 Giancarlo Giorgetti Ministro dell'economia e delle finanze 22 ottobre 2022 Adolfo Urso Ministro delle imprese e del made in Italy 22 ottobre 2022 Francesco Lollobrigida Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 22 ottobre 2022 Gilberto Pichetto Fratin Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica 22 ottobre 2022 Matteo Salvini Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 22 ottobre 2022 Marina Elvira Calderone Ministra del lavoro e delle politiche sociali 22 ottobre 2022 Giuseppe Valditara Ministro dell'istruzione e del merito 22 ottobre 2022 Anna Maria Bernini Ministra dell'università e della ricerca 22 ottobre 2022 Alessandro Giuli Ministro della cultura 6 settembre 2024 Orazio Schillaci Ministro della salute 22 ottobre 2022 Gianmarco Mazzi Ministro del turismo 3 aprile 2026Dipartimenti della Presidenza del Consiglio - Ministri senza portafoglio Membro Titolare Simbolo Dal Luca Ciriani Ministro per i rapporti con il Parlamento 22 ottobre 2022 Paolo Zangrillo Ministro per la pubblica amministrazione 22 ottobre 2022 Roberto Calderoli Ministro per gli affari regionali e le autonomie 22 ottobre 2022 Nello Musumeci Ministro per la protezione civile e le politiche del mare 22 ottobre 2022 Tommaso Foti Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR 2 dicembre 2024 Andrea Abodi Ministro per lo sport e i giovani 22 ottobre 2022 Eugenia Maria Roccella Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità 22 ottobre 2022 Alessandra Locatelli Ministra per le disabilità 22 ottobre 2022 Maria Elisabetta Alberti Casellati Ministra per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa 22 ottobre 2022

Eventuali componenti aggiuntivi I presidenti delle regioni a statuto speciale hanno diritto di partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri in cui si trattano questioni riguardanti interessi propri delle rispettive regioni. Mentre i presidenti di Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno solo voto consultivo, al Presidente della Regione Siciliana è riconosciuto diritto di voto deliberativo e rango di ministro.

Presidenti delle Regioni a statuto Speciale Membro Titolare Simbolo DalRenato SchifaniPresidente della Regione Siciliana13 ottobre 2022Alessandra ToddePresidente della Sardegna26 marzo 2024Renzo TestolinPresidente della Valle d'Aosta2 marzo 2023Massimiliano FedrigaPresidente del Friuli-Venezia Giulia3 maggio 2018Arno KompatscherPresidente del Trentino-Alto Adige13 marzo 2024

Elenco cronologico dei governi italiani

Note

Bibliografia

Voci correlate Cerimonia della campanella Formazione del governo nella Repubblica Italiana Governo italiano Presidenza del Consiglio dei ministri Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Ministro della Repubblica Italiana Ordine delle cariche della Repubblica Italiana Palazzo Chigi Italia

Altri progetti

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