Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (ramo ispano-napoletano) è un ordine cavalleresco-religioso dedicato a san Giorgio, di collazione della Real Casa Borbone Due Sicilie, una delle tre incarnazioni moderne dell'Ordine costantiniano di San Giorgio.

Relativamente alla legge n. 178/1951, l'Ordine è riconosciuto dallo Stato Italiano come "ordine dinastico non nazionale" legittimamente conferibile e il suo uso sul territorio italiano è autorizzabile a domanda dal Ministero degli affari esteri.

L'ordine è conteso dalla morte di Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie nel 1960, così come il ruolo di capo della casata dei Borbone Due Sicilie. A rivendicare il titolo di Gran Maestro dell'Ordine sono i principi Carlo di Borbone-Due Sicilie, Duca di Castro (ramo detto "franco-napoletano"), e Pietro di Borbone-Due Sicilie, Duca di Calabria (ramo detto "spagnolo-napoletano").

Storia

Origini mitiche e fittizi legami bizantini Secondo la leggendacfr. Bibliografia., l'istituzione dell'ordine dovrebbe essere fatta risalire all'imperatore Costantino: il suo nucleo sarebbe stato formato da cinquanta cavalieri scelti per la guardia personale dell'imperatore, ai quali sarebbe stato affidato il labaro imperiale, sul quale, dopo la battaglia di Ponte Milvio del 312 sarebbe stato presente il monogramma di Cristo. L'ordine sarebbe stato posto sotto la regola di san Basilio Magno e nel 456, su richiesta dell'imperatore d'Oriente Marciano, sarebbe stato approvato dal papa Leone Magno. Nel 1190 l'imperatore bizantino Isacco II della dinastia degli Angeli concesse all'ordine gli statuti.

La leggenda della nascita dell'ordine (che include is presupposti legami a Costantino, San Giorgio, e le crociate) appare per la prima volta dopo la caduta di Costantinopoli e la cattura di Rodi da parte degli Ottomani. Benché la leggenda implichi gli imperatori Bizantini nella storia dell'ordine, in realtà gli ordini cavallereschi (come questo stesso, i Templari, o gli Ospedalieri) non esistevano come istituzione nell'Impero Bizantino ma sono legati all'Europa occidentale.

La leggenda delle origini romane e bizantine fu creata nel XVI secolo dalla famiglia degli Angeli Flavi per aumentare il prestigio dell'ordine.

Storia La nascita dell'ordine è invece legata alla famigli degli Angeli Flavi, una dinastia cattolica dei Balcani. Gli Angeli Flavi reclamavano varie discendenze, tra cui quella da Constantino I (ritenuta dagli storici moderni fittizia) e da Isacco II Angelo (ritenuta improbabile ma possibile dagli storici). La data di nascita esatta dell'ordine è sconosciuta, ma deve essere apparso all'inizio del '500. Fonti secondarie danno notizia dei primi statuti noti dell'ordine risalgono al 1522 ad opera di Giovanni II Cesare Nemagna Paleologos e descrivono l'ordine col nome di «Milizia Aureata Angelica Costantiniana sotto il titolo di Santo Stefano e la protezione di San Giorgio». Tra i "compatrioti" dell'ordine vi era anche la famigli degli Angeli Flavi. Non è certo se questo ordine fosse quello attuale, di cui poi gli Angeli Flavi abbiano preso il comando, oppure uno precedente.

Un motu priorio di Paolo III, Cum sicut accepimus, datatao tra il 1545-49 conferma alcuni presunti privilegi Leone I e Michele Paleologo agli per le creazione di cavalieri del toson d'oror, ma non menzioni l'ordine costantiniano. Uno dei primi documenti certo a descrivere l'ordine è da parte di Alessandro Riario, protonotario apostolico, e parente alla lontana degli Angeli, che rilasciò il «Processus fulminatus ad favorem Ordinis Militaris, sub titulo sancti Georgij» il 10 giugno 1568. Questo documento contiene la descrizione dell'ordine e i privilegi dei Gran Maestri.

Dopo gli Angeli Flavi, l'ordine passò ai Farnese, duchi di Parma, approvata dal papa Innocenzo XII il 24 ottobre 1699 con il breve apostolico Sincerae fidei e confermata da papa Clemente XI il 20 aprile 1701 con il breve apostolico Alias feliciter.

Nel 1705 il duca Francesco Farnese procedette alla riforma degli statuti dell'ordine, che furono approvati dalla Santa Sede nel 1706. Papa Clemente XI, con la bolla pontificia Militantis Ecclesiæ del 27 maggio 1718, approvò l'ordine accordandogli numerosi privilegi.

Alla morte di Antonio Farnese, ultimo duca di Parma, il gran magistero dell'ordine fu trasmesso a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese. La trasmissione venne approvata da papa Clemente XII con bolla pontificia del 12 maggio 1738 e confermata da papa Benedetto XIV con una bolla pontificia del 30 giugno 1741.

Carlo di Borbone, divenuto nel 1734 re di Napoli, trasferì la sede dell'ordine nella capitale del suo Regno; divenuto, poi, re di Spagna nel 1759, rinunciò, successivamente, al gran magistero costantiniano, che fu assunto dal figlio Ferdinando, re di Napoli e Sicilia: la trasmissione fu confermata da papa Clemente XIII, con monitorio del 18 dicembre 1763, e da papa Pio VI, con la bolla pontificia Rerum humanarum conditio nel 1777.

Il gran magistero dell'ordine rimase ai Borbone-Due Sicilie, anche successivamente alla perdita del trono delle Due Sicilie. I privilegi dell'ordine furono confermati e accresciuti da papa Pio IX nel 1851 (breve apostolico Maxime et praeclarissima), nel 1860 e nel 1863 (brevi del 30 ottobre 1860 e del 25 settembre 1863) e da papa Pio X nel 1911 e nel 1913 (placet del 7 aprile 1911 e 2 aprile 1913). La Sacra congregazione dei riti concesse al clero dell'ordine speciali regole liturgiche con decreti del 1912, 1914 e 1919.

L'ordine è conteso dalla morte di Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie nel 1960, insieme al ruolo di capo della casata dei Borbone Due Sicilie.

Nella storia millenaria dell'Ordine gli statuti hanno avuto diverse modifiche, quelle cronologicamente più recenti sono databili al 20 luglio 1934, al 16 luglio 1943, al 31 ottobre 1987 e al 31 ottobre 2006.

Chiese La basilica magistrale dell'Ordine Costantiniano è la basilica di Santa Croce a Via Flaminia in Roma: la Real Deputazione vi fa celebrare le proprie sante messe mensili, il solenne pontificale di San Giorgio, e la solenne liturgia eucaristica dell'Esaltazione della Santa Croce, feste dell'ordine.

Papa Benedetto XV, con breve apostolico Quum anno del 13 dicembre 1916, restituì all'ordine la chiesa di Sant'Antonio Abate al Reclusorio, a Napoli, e, con placet del 29 luglio 1921, concesse il privilegio di considerare la cappella della villa del gran maestro a Cannes quale chiesa appartenente all'ordine, con tutte le indulgenze, esenzioni e privilegi propri delle chiese costantiniane.

Tra gli altri luoghi sacri in cui vengono celebrati, con regolarità, riti dell'Ordine Costantiniano si annoverano: la Reale Basilica di Santa Chiara di Napolihttps://www.monasterodisantachiara.it/storia/, la Chiesa della Santissima Trinità e annesso Convento degli Eremitani di Sant'Agostino di Viterbo, la Basilica di Nostra Signora della Mercede di Barcellona, la Cattedrale di Barcellona e segnatamente la Cappella della Visitazione, la Chiesa Cattedrale Castrense di Madrid, la Chiesa di San Giuseppe dei Nudi e la Chiesa dell'Ascensione a Chiaia in Napoli, la Cattedrale di Nola in provincia di Napoli, la Chiesa di San Sepolcro a Milano, la Cattedrale di Notre-Dame di Lussemburgo, la Basilica della Santissima Annunziata di Firenze, la Basilica di Sant'Antonio di Padova.

Nel mese di dicembre 2016 il Gran Maestro dell'Ordine, Pietro di Borbone delle Due Sicilie, conclude un accordocfr. url: https://ordenconstantiniana.org/visita-reale-a-napoli-sostegno-dellordine-costantiniano-alla-basilica-di-san-giacomo-degli-spagnoli/ di collaborazione e sostegno con la Reale Arciconfraternita e Monte del Santissimo Sacramento dei Nobili Spagnoli in Napoli, affinché siano eseguiti alcuni lavori di restauro della monumentale Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, di cui la confraternita napoletana è proprietaria. A seguito di ciò la Cappella della Mater Dolorosa della basilica napoletana è concessa in uso all'Ordine Costantiniano. Inoltre nel mese di novembre 2019 la Chiesa di San Giuseppe dei Nudi di Napoli viene eretta Cappella Magistrale Costantinianacfr. url: https://www.sangiuseppedeinudi.org/work/chiesa-san-giuseppe-dei-nudi-eretta-cappella-magistrale-costantiniana/ e sede dell'Ordine in Napoli, aggiungendosi all'altra Chiesa Magistrale di Santa Teresa in Caprarola (VT)cfr. url: https://www.ontuscia.it/caprarola/pellegrinaggio-del-sacro-militare-ordine-costantiniano-di-san-giorgio-presso-la-chiesa-di-santa-teresa-in-caprarola-303460.

La disputa dinastica tra il ramo "ispano-napoletano" e quello "franco-napoletano"

L'ordine è conteso dalla morte di Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie nel 1960, insieme al ruolo di capo della casata dei Borbone Due Sicilie, in seguito alla disputa dinastica tra i due rami.

Gran magistero

Il gran magistero costantiniano è un ufficio ecclesiastico di erezione pontificia che non necessita dell'ordinazione sacerdotale: è stato sempre tenuto da un laico battezzato, anche coniugato. Con la Bolla Sincerae Fidei il pontefice Innocenzo XII stabilì la giurisdizione esclusiva della Santa Sede sull'Ufficio del Supremo Moderatore dell'Ordine, oltre che i poteri spettanti al Gran Maestro.Davide Sallustio, Lottando contro il drago, CLD Libri, 2020, p.93

Viene trasmesso al figlio maschio primogenito del gran maestro defunto seguendo la cosiddetta linea di primogenitura farnesiana, o, mancando la discendenza diretta, al maschio per nascita più vicino al defunto, che diviene il nuovo primogenito farnesiano. Il principio della successione per primogenitura venne codificato nei vari statuti (del 1190 , del 1705, del 1934). L'ordine è conteso dalla morte di Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie nel 1960, insieme al ruolo di capo della casata dei Borbone Due Sicilie, seppur la Corona di Spagna nella persona del sovrano di allora Juan Carlos I, dopo aver letto autorevolissimi pareri provenienti dai maggiori enti accademici del Regno di Spagna, ha confermato il riconoscimento di tali ruoli a Don Carlos Borbone Due Sicilie e pertanto oggi al suo figlio Don Pedro che ne ha eriditato il Gran Magistero alla sua morte per il principio indiscutibile della Primogenitura Farnesiana, sganciato da ogni altra titolarità formale o materiale di origine dinastica.

IL REGGIMENTO COSTANTINIANO

Un esempio noto a pochissimi cultori di storia è laffaire della “successione” dei Farnese, duchi di Parma e Piacenza, al Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano. Il fatto non era assolutamente pacifico a causa dei numerosi interessi in gioco. La manovra diplomatica per legittimarne l'acquisizione doveva essere, quindi, di ampio respiro e il duca Francesco Farnese (immagine apertura) voleva assolutamente completarla attraverso il conseguimento di benemerenze militari.

A tale scopo, il Duca avrebbe partecipato all'ennesima campagna anti-turca della Serenissima non in veste di Sovrano di un piccolo Stato, ma come Gran Maestro di un antico e glorioso Ordine Equestre, erede della tradizione Imperiale d'Oriente, negli stessi territori dell'antico Despotato d'Epiro, ora contesi alla Sublime Porta, in cui l'Ordine si era stabilito e aveva operato nei secoli precedenti.

La riconquista di queste terre avrebbe assicurato, tra l'altro, ovvie benemerenze da parte di papa Clemente XI che stava elaborando la Bolla definitiva d'approvazione della cessione dell'Ordine alla famiglia Farnese da parte dell'ultimo Gran Maestro Angelo Comneno rimasto senza eredi legittimi.