I brigidini sono dolci tipici di Lamporecchio, comune della provincia di Pistoia. Sono delle cialde color giallo-arancio, dalla superficie curva, molto friabili, di forma grossolanamente circolare e di circa 10 centimetri di diametro. Gli ingredienti della pasta usata per prepararli sono: zucchero, farina, uova ed essenza liquida di anice (nelle ricette tradizionali e casalinghe si possono usare anche i semi).
Origine L'origine del nome della specialità sembra derivare dalle brigidine, monache di un convento di Pistoia devote di Santa Brigida che, verso la metà del XVI secolo, inventarono questi biscotti.
Diffusione
Questo dolce è reperibile nella quasi totalità delle fiere, manifestazioni e sagre toscane (e spesso anche in altre regioni), nei luna park e in altre situazioni simili, venduto da ambulanti che lo preparano sul momento. Anticamente venivano trasportati nei caratteristici corbelli, che in un primo momento erano di vimini, ricoperti internamente di carta cerata; in seguito i corbelli divennero di zinco per consentirne un migliore mantenimento.
Preparazione
Anticamente si utilizzavano pesanti tenaglie metalliche per schiacciare e cuocere l'impasto. Le tenaglie avevano incisa nella parte interna una serie di motivi decorativi: girandole, soli, fiori stilizzati, che venivano riprodotti sui brigidini. Attualmente la preparazione avviene con un macchinario elettrico automatizzato che deposita la pasta su formelle di alluminio, in genere con inciso il disegno da realizzare sulla cialda, e la preme su di esse tramite pistoni ad aria compressa (), per poi staccare dalla piastra il brigidino appena fatto tramite uno sportello. Una volta raffreddati e induriti (appena fatti sono malleabili), i brigidini vengono confezionati in tipici sacchetti trasparenti dalla forma stretta e allungata.
Note
Altri progetti
Categoria:Biscotti italiani tradizionali Categoria:Cucina toscana Categoria:Lamporecchio Categoria:Dolci a base di anice Categoria:Cialde