LIlluminismo fu un movimento culturale, politico, sociale, e filosofico che si sviluppò principalmente in Europa nel corso del XVIII secolo, con radici nella seconda metà del Seicento. Prese avvio in Inghilterra (e, in misura rilevante, nei Paesi Bassi) dopo le trasformazioni politiche e intellettuali seguite alla guerra civile inglese e, soprattutto, alla Gloriosa Rivoluzione del 1688-1689; si diffuse poi in Francia, dove ebbe il suo massimo sviluppo e la sua formulazione più tipica, e successivamente in tutta Europa e nelle colonie nordamericane (che avrebbero dato origine agli Stati Uniti).
Il termine deriva dal francese Lumières ("lumi"), metafora della ragione critica e del metodo scientifico, capace di "illuminare" la mente degli uomini, ottenebrata dall'ignoranza e dalla superstizione, e di condurli verso un percorso di tolleranza, progresso, emancipazione, libertà, umanità, felicità, cosmopolitismo, diritti naturali e uguaglianza.Enciclopedia Garzanti di Filosofia, alla voce corrispondente.
L'Illuminismo fu preparato da grandi avvenimenti e cambiamenti avvenuti nei secoli precedenti: lo spirito critico sorto con il Rinascimento, il fermento della Riforma protestante, i cambiamenti economici della società moderna e, soprattutto, la rivoluzione scientifica del SeicentoNel Seicento vissero uomini di scienza del calibro di Galileo Galilei, Giordano Bruno, Isaac Newton, Giovanni Keplero, William Harvey, Evangelista Torricelli. Gli sviluppi del pensiero scientifico continuarono anche nel Settecento con scienziati molto importanti quali Lavoisier, Linneo, Luigi Galvani, Alessandro Volta. con i suoi progressi nelle indagini fisico-matematiche condotte con rigoroso metodo sperimentale. Tutta la storia fu chiamata davanti al tribunale della ragione critica, la quale, antitradizionalista per natura, assunse una funzione educatrice e liberatrice. L'azione demolitrice si esercitò sulla realtà effettuale, sulle istituzioni, sui costumi, penetrando nel vivo della società e suggerendo programmi di ricostruzione, piani di attività e idee innovatrici."L'Illuminismo", in Storia della filosofia di Giuseppe Faggin, pagg. 228-229, Principato editore, Milano, vol.2, 1975. Politicamente influì sul riformismo dei monarchi illuminati e sulle rivoluzioni americana e francese.
Lâge des lumières "L'età dei lumi": con questa espressione, che mette in evidenza l'originalità e la caratteristica di rottura consapevole nei confronti del passato, si indica la diffusione in Europa del nuovo movimento di pensiero degli illuministi francesi. Le basi su cui questa organizzazione fu costruita, sebbene spesso non accreditate a causa delle violente persecuzioni qualora se ne fosse riconosciuta l'eredità, furono poste dal filosofo olandese Baruch Spinoza, uno dei più importanti teorici della tolleranza religiosa e politica e del regime democratico. Voltaire, Montesquieu, Fontenelle, nonostante avessero letto Spinoza, riconoscevano tuttavia più spontaneamente di essersi ispirati a quella filosofia inglese fondata sulla ricerca empirica e sulla conoscenza scientifica che sorse dopo lo spinozismo e che discese da esso, elementi essenziali del pensiero di Locke e di Newton e David Hume che risalivano a loro volta a quello di Francis Bacon.Andrea Tagliapietra, Silvia Manzoni, Che cos'è l'Illuminismo: i testi e la genealogia del concetto, Milano, Bruno Mondadori, 2000, p. 186.
Se l'illuminismo assunse prevalentemente un'impronta francese questo si deve alle particolari condizioni storiche della Francia del XVIII secolo. Lo sviluppo della borghesia durante il regno di Luigi XIV è assicurato dall'assolutismo monarchico ed è fondato sulla distinzione tra l'uomo privato e quello pubblico. Il suddito potrà fare i suoi affari ed esprimere una certa libertà di pensiero, ma questa non dovrà mai entrare in conflitto con l'autorità del sovrano.
Alla borghesia evoluta, alla fronda nobiliare e al movimento ugonotto, che continuano nascostamente ad esercitare la loro critica, si aggiungono i nuovi finanzieri, creditori dello stato ma privi di potere politico che esprimono il loro dissenso nelle società segrete come quella della Massoneria. Quanto più repressa sarà la loro contestazione politica tanto più diverrà appariscente evidenziando così l'illuminismo francese che, rispetto a quello inglese, meno condizionato dal potere politico, diverrà il rappresentante dell'illuminismo in generale.
I salotti letterari
Una particolare funzione sociale e politica venne svolta nel "Siècle des Lumières" dai salotti letterari: una tradizione culturale già presente in Francia dai tempi di Luigi XIV, quando ci si riuniva a intervalli regolari presso una signora di mondo nei bureaux d'esprit.Il termine bureaux d'esprit (salotto letterario, nella libera traduzione italiana) apparirà soltanto nel XIX secolo ad opera della duchessa Laure Junot d'Abrantès (Cfr. Albert Tornezy, Un bureau d'esprit au 18e siècle: le salon de Madame Geoffrin (1895), Biblio Bazaar, 2009)
Gli incontri erano ora organizzati da alti membri dell'alta borghesia o dell'aristocrazia riformista francese che erano soliti invitare in casa loro intellettuali più o meno noti per conversare e discutere su temi d'attualità o argomenti particolarmente graditi all'anfitrione come accadeva nel salotto di Madame Geoffrin, che invitava celebrità letterarie e filosofiche come Diderot, Marivaux, Grimm, Helvétius o nel salotto del barone d'Holbach, le premier maître d'hôtel de la philosophie, (primo direttore dell'albergo della filosofia)In una lettera dell'abate Galiani a lui inviata da Napoli il 7 aprile 1770: La philosophie, dont vous êtes le premier maître d'hôtel, mange-t-elle toujours de bon appétit? (La filosofia, di cui voi siete il primo direttore d'albergo, mangia sempre con buon appetito?) nella cui casa si riunivano Diderot, d'Alembert, Helvétius, Marmontel, Raynal, Grimm, l'abate Galiani e altri filosofi. In genere, nei salotti si leggevano opere giudicate politicamente eretiche dall'assolutismo monarchico o si discuteva di cosa stesse accadendo fuori del mondo salottiero.
In questo ambiente culturale svolgono un ruolo preminente le donne, le salonnièries (salottiere) alle quali il nuovo ideale egualitario illuminista offriva l'opportunità di collaborare, mostrando le proprie doti intellettuali, ad un progetto radicalmente riformista non più riservato a una cultura soltanto maschile.Maria Luisa Betri ed Elena Brambilla, a cura di, Salotti e ruolo femminile in Italia. Tra fine del Seicento e i primi del Novecento, Marsilio, 2004.
Il compito pedagogico dell'intellettuale
Compito degli intellettuali illuministi, che si autodefiniscono philosophes o idéologues, deve quindi essere il coraggioso uso della ragione:
Questa è la responsabilità dell'intellettuale di fronte alla società in cui vive: un compito pedagogico di liberazione dalla metafisica, dall'oscurantismo religioso, dalla tirannia della monarchia assoluta. Questo programma educativo secondo Jean-Jacques Rousseau significherà riportare l'uomo al suo iniziale stato di natura trasformandone la spontanea bontà della condizione naturale in una conquista consapevole e definitiva della sua razionalità. Poiché
I maggiori esponenti L'Illuminismo fu anche un movimento profondamente cosmopolita: pensatori di nazionalità diverse si sentirono accomunati da una profonda unità d'intenti, mantenendo stretti contatti epistolari fra loro. Furono illuministi Pietro Verri, Cesare Beccaria e Mario Pagano in Italia, Wolff, Lessing, Kant in GermaniaL'Illuminismo tedesco, a differenza di quello francese e inglese, è in genere caratterizzato dai rapporti culturali che ebbe con i filosofi e teologi pietisti del «Circolo di Halle», Benjamin Franklin e Thomas Jefferson nelle colonie americane, Montesquieu, Voltaire e Rousseau in Francia.
Durante la prima metà del XVIII secolo, molti tra i principali esponenti dell'Illuminismo furono perseguitati per i loro scritti o furono messi a tacere dalla censura governativa e dagli attacchi della Chiesa, ma negli ultimi decenni del secolo il movimento si affermò in Europa ed ispirò la rivoluzione americana e successivamente quella francese.
Il successo delle nuove idee, sorretto dalla pubblicazione di riviste e libri (fra cui Lettere Persiane e Dei delitti e delle pene) e da nuovi esperimenti scientifici (come quelli di Franklin e Newton) inaugurò una moda diffusa persino tra i nobili e il clero. Alcuni sovrani europei adottarono le idee e il linguaggio dell'Illuminismo. Gli illuministi, sostenitori del concetto di filosofo-re che illumina il popolo dall'alto, guardarono con favore alla politica dei cosiddetti despoti illuminati, come Federico II di Prussia, Caterina II di Russia e Maria Teresa d'Austria.
La Rivoluzione francese, specie nel periodo compreso tra il 1792 e il 1794, espressione dell'ala più rivoluzionaria dell'Illuminismo, che è stato definito come "radicale"M. C. Jacob, L'Illuminismo radicale, Bologna, Il Mulino, 1983 (Cfr. Rivista storica italiana, Volume 115, Edizioni scientifiche italiane 2003 p.286 e sgg.) pose fine alla diffusione pacifica, ma talvolta anche solo elitaria, dell'Illuminismo e, per i suoi episodi più sanguinosi, viene citata come motivo per esprimere una valutazione negativa sull'Illuminismo.
Aspetti chiave La critica della ragione
In senso più ampio si parla di "illuminismo" riferendolo anche al mondo greco antico nell'ambito, ad esempio, del pensiero dei sofistiGiuseppe Saitta, L'illuminismo della sofistica greca, ed. Fratelli Bocca 1938 pag.61 e sgg., autori di una critica corrosiva alle presunte leggi di origine divina e all'antropomorfismo religioso. Ugualmente illuministi ante litteram possono essere ritenuti Democrito e gli atomisti, gli scettici e gli stoici e soprattutto Epicuro, che vuole liberare l'uomo dalla paura, indotta dalla religione, degli dei e della morte.Mauro Nervi, La chimica dell`anima: Illuminismo e consolazione nel III libro del"De rerum natura", ed. GRIN Verlag, 2010
Erede della ragione, intesa nel senso di Locke, l'illuminismo vuole adattare alla filosofia il metodo della fisica newtoniana affidando alla ragione la determinazione tanto delle proprie possibilità che dei propri limiti, indipendentemente da ogni verità che si presenti come rivelata o innata.
La fede nella ragione, coniugandosi con il modello sperimentale della scienza newtoniana, sembrava rendere possibile la scoperta non solo delle leggi del mondo naturale, ma anche di quelle dello sviluppo sociale. Si pensò allora che, usando correttamente la ragione, sarebbe stato possibile un progresso indefinito della conoscenza, della tecnica e della morale: convinzione questa che verrà successivamente ripresa e rafforzata dalle dottrine positiviste.
Fin dagli inizi gli illuministi presuppongono che la gran parte degli uomini, pur essendo stata creata libera dalla Natura (naturaliter maiorennes) si accontenti molto volentieri di rimanere "minorenne" per tutta la vita. Questa condizione è dovuta o a comoda pigrizia o a viltà, al non avere cioè il coraggio di cercare la verità. In ogni caso il risultato di questa non-scelta è la facilità per i più scaltri e per i detentori del potere di erigersi a guide di costoro: «Se io ho un libro che pensa per me, se ho un direttore spirituale che pensa per me...io non ho più bisogno di darmi pensiero di me. Non ho bisogno di pensare, purché possa solo pagare...».Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?, 1784.
Gli interessati tutori imprigionano dunque i vili e i pigri in una «carrozzina da bambini» paventando loro i rischi che si corrono a voler camminare da soli. Non s'impara a camminare senza cadere, ma questo li terrorizza, per cui rimarranno infanti per tutta la loro vita.I. Kant, "Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?" in Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto di Immanuel Kant, a cura di N. Bobbio, L. Firpo e V. Mathieu, Torino, UTET, 1965, passim.