Calculus Minervae è un'espressione proverbiale latina, traduzione del greco Ἀθηνᾶς ψῆφος (Athēnâs Psêphos). Letteralmente significa "pietruzza di Minerva" e sta ad indicare il voto decisivo espresso in una votazione tramite la deposizione di un coccio in una delle due urne, una per votare a favore, una contro.
Origine L'espressione latina ha un'origine tarda, attorno alla fine del II - inizio III secolo. Il corrispettivo greco invece si riferisce ad un episodio descritto ne Le Eumenidi, tragedia di Eschilo: nella votazione della Boulé che doveva stabilire se Oreste doveva essere considerato colpevole per l'uccisione della madre Clitemnestra, la dea Atena in persona esprime il proprio voto, sancendo l'assoluzione dell'imputato. È bene specificare che l'interpretazione dell'episodio è duplice: nelle votazioni a favore o contro un imputato la sua assoluzione era sancita anche da un'eventuale pareggio nei voti (); in questa occasione non è chiaro se il voto di Atena avesse permesso di raggiungere il pareggio in modo da determinare l'assoluzione del matricida o se questo sarebbe stato comunque assolto e il voto della dea avesse solo valore simbolico.
Cassio Dione ci racconta poi nella sua Storia romana che tra i vari onori concessi ad Ottaviano Augusto al suo ritorno dall'Egitto nel 29 a.C., c'era anche quello di poter esprimere un Ἀθηνᾶς ψῆφος. Ci sono diverse interpretazioni riguardo a quale potere gli sia stato effettivamente concesso: se, qualora ci fosse un pareggio, potesse esprimere un voto per sbilanciare la conta; se, qualora i voti per la condanna fossero maggiori di uno, potesse esprimere un voto per portare al pareggio e quindi all'assoluzione dell'imputato; se a discapito della votazione il suo voto fosse il solo da tenere in considerazione e quindi egli solo determinasse la sentenza; se avesse il potere di perdonare un accusato. Oltre a questo è importante specificare che la stessa veridicità del racconto è messa in discussione, in quanto quello di Cassio Dione è l'unico testo che ci parli di questa prerogativa concessa all'imperatore.
Nel mondo moderno
Nel mondo moderno il medesimo ruolo è attribuito in alcuni ordinamenti giuridici al Presidente con voto decisivo in caso di parità. Tra questi casi vi è quello del Senato degli Stati Uniti d'AmericaAna Faguy, Pete Hegseth confirmed as US defence secretary in tie-breaking vote, BBC news, 25 gennaio 2025.; anche nella Commissione per la Verità e la Riconciliazione del Sudafrica il presidente Desmond Tutu espresse un voto decisivo nell'ultima sedutaDesmond Tutu, Non c'è futuro senza perdono, Milano, Feltrinelli, 2001, p. 160..
Nei paesi anglosassoni questa modalità di voto è definita tie-breaking vote e si distingue dallo swing vote, che è invece il voto oscillante di un componente non ideologizzato in un organo collegiale dispari, che tendenzialmente è portato a decidere chi vinceIl caso del giudice Sandra Day O'Connor della Corte suprema degli Stati Uniti è considerato quello più appropriato a rendere il concetto, almeno nei tempi più recenti..
Note
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