Lo spionaggio è un'attività di raccolta di informazioni, in modo riservato e non pubblico e talvolta clandestino, volta a ottenere la conoscenza di segreti solitamente da rivali o nemici, per ottenere vantaggi militari, politici o economici.
Preposte a tali attività sono spesso organi o strutture di uno Stato, detti servizi segreti, spesso facenti capo a determinate agenzie, in ambito sia militare che civile, come ad esempio nel caso dello spionaggio industriale. L'attività di contrasto allo spionaggio viene definita controspionaggio.
Storia Età antica Gli antichi egizi svilupparono in modo approfondito un sistema per l'acquisizione di informazioni, a danno degli Ittiti, dopo la Battaglia di Qadeš (1296 a.C.) e per controllare la Nubia. In poche occasioni il servizio segreto egizio mancò al suo compito. Il primo di questi periodi coincide con la situazione caotica che seguì al tentativo di riforma religiosa in senso monoteistico attuata dal faraone Akhenaton (1369 a.C. – 1332 a.C.), culminata in un colpo di Stato militare dopo una serie di regni di faraoni poco rappresentativi, da parte del generale Horenheb (1342 a.C. – 1303 a.C.), quando il regno s'indebolì progressivamente. Il secondo di questi periodi vede l'avvento della XXV dinastia di faraoni nubiani (760 a.C.) e la loro cacciata da parte degli Assiri (671 a.C.). In entrambi i casi non fu prevista l'invasione straniera, del Regno di Kush prima e dell'Assiria poi. Infine, il tracollo definitivo del plurimillenario regno egizio nel 525 a.C., quando il re persiano Cambise (563 a.C. – 521 a.C.) sconfisse il faraone Psammetico III (548 a.C. – 525 a.C.) nella battaglia di Pelusio, il che fu possibile grazie anche alla disorganizzazione del servizio informativo egizio. È noto che anche gli Ebrei usavano delle spie nella secolare contesa con i Filistei.
I Fenici utilizzavano una vasta rete di spie militari sotto copertura di mercanti, presenti in ogni porto del Mar Mediterraneo. Una rete di tal genere operava anche a Roma fin dall'epoca regia e, grazie ai dispacci inviati da tali agenti segreti, fu possibile a Cartagine redigere trattati a lei vantaggiosi con i Romani (Trattati Roma-Cartagine).
Gli Assiri erano costantemente informati di quanto succedeva in Egitto, tanto che lo invasero preventivamente e lo tennero per un ventennio soggiogato quando si profilò il pericolo di una guerra duratura. (671 a.C. – 649 a.C.) La situazione caotica che si sviluppò in Assiria a partire dal 621 a.C., di vera e propria guerra civile fece sì che il servizio d'informazione venisse meno e ne approfittarono i nemici interni (Babilonia) ed esterni (Media ed Elam) per stringere un patto di alleanza con cui sconfiggere l'ultimo re assiro, Sin-shar-ishkun (633 a.C. - 612 a.C.) e distruggere per sempre la potenza assira (distruzione delle città di Assur, 614 a.C., Ninive, 612 a.C., capitolazione della piazzaforte di Harran, 609 a.C.).
Alla caduta dell'Assiria seguì un sessantennio di equilibrio di forze tra le potenze dell'epoca. Le sfere d'influenza vedevano un sostanziale equilibrio tra la Media di re Ciassare (Hvakhshathra, 651 a.C. – 584 a.C.) prima e di re Astiage (Ishtovigu, 607 a.C. – 549 a.C. poi, l'Egitto, il Regno Caldeo di Babilonia sotto re Nabucodonosor II (629 a.C. – 562 a.C.), la Lidia di re Creso (626 a.C. – 546 a.C.) e Sparta. Ma nessun servizio segreto previde la rivolta di Ciro il Grande (591 a.C. – 529 a.C.) di Persia contro la Media e il fulmineo colpo di mano che gli fece conquistare l'impero dei Medi nella primavera del 550 a.C. Rotto l'equilibrio, i diversi servizi segreti non riuscirono più a mantenere lo stato di bilanciamento delle forze tra i summenzionati stati e i Persiani procedettero ad annettersi, nell'ordine, la Lidia nel 547 a.C. con le città greche della Ionia, Babilonia nel 538 a.C., Cipro e le isole del Dodecaneso nel 532 a.C., la Tracia nel 528 a.C., l'Egitto nel 525 a.C., la Macedonia nel 521 a.C., l'Epiro nel 519 a.C. È altresì attestato che, nel 518 a.C., terminata la conquista dell'India e del Pamir, il re persiano Dario I (549 a.C. – 486 a.C., avesse inviato emissari sotto mentite spoglie per avere notizie della Grecia e della Magna Grecia al fine di procedere all'annessione di tutti questi territori e, forse, dell'intera Italia.
Anche la rivolta ionia contro i Persiani (500 a.C. – 494 a.C.) pare fosse iniziata tramite un messaggio segreto, stando al racconto dello storico Erodoto d'Alicarnasso (484 a.C. – 425 a.C.). Egli tramanda infatti come Aristagora di Mileto (538 a.C. – 487 a.C.) aspettasse l'ordine di Istineo (554 a.C. - 494 a.C.) per iniziare la ribellione e che tale ordine gli giungesse scritto sulla nuca di uno schiavo, dopo che gli erano ricresciuti i capelli.
Di nuovo Erodoto (ripreso alcuni secoli dopo da Cornelio Nepote) narra che la Seconda Guerra Persiana (481 a.C. – 479 a.C.) fallì, forse a opera di un informatore greco alla corte del re persiano Serse I (519 a.C. – 465 a.C.), tale Demarato (530 a.C. - 467 a.C.) che, venuto a conoscenza del piano d'invasione persiano, inviò in Grecia un suo schiavo recante una tavoletta scrittoria di cera vergine, ma il cui sottostante supporto di legno recava dipinto il messaggio d'allarme per Sparta. Questo al fine d'eludere il controllo delle guardie di frontiera persiane. Comunque, anche da parte persiana, si provvide a preparare l'invasione della Grecia con la corruzione tramite un agente segreto di sesso femminile, Targhelia di Mileto (502 a.C. - 448 a.C.), una bellissima etera originaria di Mileto una delle polis dell'attuale Turchia allora sottomesse alla Persia. Il re persiano corrompeva gli uomini più in vista delle città greche con oro e favori di natura sessuale al fine di non trovare ostacoli nell'avanzata.
Se, durante la Guerra del Peloponneso (aprile 431 a.C. - maggio 404 a.C.), sia Atene che Sparta spesso fecero utilizzo di spie, è durante il regno di Alessandro Magno (21 luglio 356 a.C. - 13 giugno 323 a.C.) che lo spionaggio compie un salto di qualità, come dimostra la soppressione della rivolta che vide coinvolti il generale Parmenione (401 a.C. - 329 a.C.) e il di lui figlio, il generale Filota (358 a.C. - 330 a.C.).
Incidenti di spionaggio sono ben documentati nel corso della storia: gli scritti dello stratega cinese Sun Tzu (548 a.C. – 496 a.C.) contengono informazioni sull'inganno e sulla sovversione,
Agenti segreti erano al servizio dei Romani almeno dall'epoca dell'ultimo re, Tarquinio il Superbo (551 a.C. - 474 a.C.), quando organizzò un complotto per impossessarsi della città di Gabi, dopo averne fatto uccidere i personaggi di maggior risalto grazie ad un commando di spie. Anche gli Etruschi della città di Chiusi possedevano agenti segreti. Romani ed Etruschi non riuscirono però a prevenire l'invasione dei Galli di Brenno nel 390 a.C., che sconfisse l'esercito romano nella battaglia del fiume Allia.
I Romani utilizzarono più volte i propri servizi segreti nei momenti cruciali per la sopravvivenza dello Stato. Osservatori romani in incognito prepararono il terreno sia alla conquista di Veio (396 a.C.), sia alla sofferta vittoria sui Latini presso il Lago Regillo (496 a.C.). Inoltre, la sorte della campagna italica del re dell'Epiro, Pirro (318 a.C. - 272 a.C.), fu segnata dalla vittoria romana a Maleventum (poi ribattezzata "Beneventum") nel 275 a.C. grazie alle informazioni ottenute dai servizi segreti cartaginesi alleati dei romani stessi. Nella seconda Guerra Punica, i romani intercettarono i messaggeri di Annibale (247 a.C. - 183 a.C.) nella cittadina spagnola di Ampurias od Emporio e là appresero il piano strategico dell'invasione dell'Italia attraverso le Alpi (218 a.C.), fallendo nel tentativo di bloccare il condottiero punico presso il fiume Rodano. Intercettarono anche gli araldi di Asdrubale Barca (245 a.C. - 207 a.C.) che aveva attraversato, a sua volta, le Alpi, per portare aiuti ad Annibale e lo affrontarono presso il fiume Metauro facendo fallire il piano cartaginese ed - infine - affrontarono ed uccisero Magone Barca (241 a.C. - 203 a.C.) presso Savona, ancora una volta dopo aver intercettato gli emissari cartaginesi.
Giulio Cesare (101 a.C. – 44 a.C.) impiegò la crittografia dei documenti durante la Guerra Gallica (58 a.C. – 52 a.C. Il metodo, semplice ma efficace, consisteva nella traslitterazione, dove ad una lettera ne veniva sostituita un'altra, come attestato nel De bello Gallico. La stessa campagna contro la Britannia (settembre 55 a.C. - luglio 54 a.C.) fu preparata grazie all'aiuto degl'informatori gallici.
Fallirono apparentemente il loro còmpito le spie al soldo di Marco Licinio Crasso (114 a.C. - 53 a.C.), ma si scoprì che erano passate al soldo dei Parti, il che condusse alla disastrosa battaglia di Carre (odierna città turca di Harran).
Il generale romano Agricola (40 d.C. - 93 d.C.) preparò l'intera campagna contro l'attuale Scozia e una spedizione punitiva contro l'attuale Irlanda mediante l'utilizzo di esploratori - spia che precedevano l'avanzare dell'esercito (80 d.C. - 84 d.C.).
Il canto del cigno del servizio segreto romano si ebbe sotto l'imperatore Flavio Claudio Giuliano (331 - 363): la vittoria di Argentoratum (odierna Strasburgo) nel 357 e le vittorie della campagna contro i Persiani Sassanidi del 363 (campagna in cui l'imperatore trovò peraltro la morte) furono ottenute dopo una meticolosa pianificazione tramite i dati inviati da spie e osservatori.
In tempo di guerra l'intelligence dell'esercito era affidata agli exploratores e agli speculatores che andavano in avanscoperta e interrogavano i prigionieri. Incarichi speciali per raccogliere informazioni erano affidati anche ai frumentarii, funzionari militari addetti al reperimento di vettovaglie. Nell'Impero Romano gli addetti ai servizi di informazione e spionaggio furono poi denominati agentes in rebus (agenti in missione) ed erano detti curiosi poiché investigavano ovunque. Dipendevano da una sorta di "ministro dell'informazione", il magister officiorum e furono istituiti da Diocleziano."Le orecchie dell'imperatore", Focus storia, marzo 2016, n. 113, pag. 44-45.
Medioevo L'Impero Bizantino possedeva un notevole organico di uomini dediti allo spionaggio, al sabotaggio, alla corruzione, all'omicidio mirato. Ne è testimonianza l'episodio della congiura ordita ai danni del re degli Unni, Attila (406 - 453), che avrebbe dovuto concludersi con l'omicidio del re barbaro. Ma anche Bisanzio pullulava di agenti che praticavano il doppio gioco e di agenti del controspionaggio e il piano venne sventato. Con gli Unni il conto venne saldato l'anno successivo alla morte di Attila, quando la rivolta dei barbari sottomessi portò alla definitiva sconfitta degli Unni medesimi e al collasso del loro impero, al termine della battaglia del fiume Nedao nel 454 d.C. Verosimilmente, come lascia intendere lo storico goto Jordanes, impiegato nella cancelleria imperiale di Costantinopoli, anche se non coevo della summenzionata battaglia, i Bizantini fomentarono tale rivolta barbarica e addestrarono i rivoltosi.
Età moderna Anche lo Stato pontificio ebbe i suoi servizi segreti, a iniziare dal 1566 quando papa Pio V fondò un servizio di "intelligence" per combattere il protestantesimo. Organizzazioni di spionaggio e controspionaggio del Vaticano furono Octagonus nel XVI secolo, Ordine Nero nel XVII secolo e Sodalitium agli inizi del Novecento, quest'ultimo con il compito di combattere la diffusione del Modernismo teologico nella Chiesa."Sua Santità segreta" in Focus storia, n. 163, maggio 2020, pagg. 60-63.