La Bielorussia (; ), formalmente Repubblica di Bielorussia (; ), in passato chiamata anche Russia Bianca, è uno Stato che si trova nell'Europa orientale. Confina a ovest con Polonia e Lituania, a est con la Russia, a sud con l'Ucraina e a nord con la Lettonia; è uno Stato senza sbocco al mare con corsi d'acqua navigabili.

Le lingue ufficiali sono il bielorusso e il russo dal 1995. È l'unico Paese in Europa nel quale è ancora in vigore la pena di morte.

Etimologia Varie sono le ipotesi sull'origine del nome, nessuna tuttavia confermata da prove certe. Una si basa sul fatto che l'etnia bielorussa si è formata dalle interazioni tra etnie slave e baltiche. Nelle lingue del ceppo baltico, la radice "balt-" significa "bianco": "mar Baltico", Balta jura in lituano, significa letteralmente "mar bianco". Quindi "Balta Rusija" potrebbe essere stata un'originale autodenominazione, oppure una successiva denominazione derivata dalla "Russia". Altre la fanno derivare dal colore predominante degli abiti tradizionali in lino grezzo o da quello dei capelli. Un'altra teoria fa risalire l'etimologia del termine "Belarus'" a una corrispondenza, tipica dei toponimi di origine slava, tra i colori e i punti cardinali: secondo quest'ipotesi il colore bianco sarebbe stato associato dagli antichi slavi all'Ovest, per cui la Belarus non sarebbe altro che la "Rus' occidentale". A supporto di questa teoria si adduce l'etimologia del toponimo Belgrado, in serbo Beograd, cioè "città bianca", ovvero "città dell'Ovest". Esempi simili di nomi "colorati" nelle etnie slave sono i serbi bianchi e i croati bianchi.

Storia

Le prime tracce di presenza umana risalgono al Paleolitico (- anni fa). I primi insediamenti compaiono - anni fa. Fra il VII e IX secolo il territorio è abitato dalle popolazioni baltiche dei Dregovici, Kriviči e Radimici. Le prime entità a carattere statale sono i Principati di Polack, di Turov e di Smolensk. Le prime testimonianze scritte riguardo a Polack sono datate all'862 e il primo principe a essere menzionato è Rogvolod. Il Principato di Polack raggiunge la massima potenza nell'XI secolo, sotto il governo di Vceslav Čarodej, detto "Il Mago". Con il diffondersi del feudalesimo, i Principati di Polack e Turov si dividono in entità di minori dimensioni.

Alla fine del X secolo inizia a diffondersi il cristianesimo secondo il rito bizantino. Ciò favorisce lo sviluppo della cultura, la comparsa della pittura e della letteratura. All'inizio del XIII secolo comincia a formarsi la lingua bielorussa. Nel XIII secolo i territori della Bielorussia, insieme con una parte di quelli dell'odierna Lituania, formano il Granducato di Lituania, con capitale Kernavė; nel 1323 la capitale viene trasferita a Vilnius. Il granducato raggiunge il culmine della propria potenza sotto il governo di Vitoldo.

I confini dello Stato si estendevano dal Mar Baltico fino al Mar Nero. Grande importanza per il consolidamento dello Stato ebbe la vittoria in alleanza con la Polonia nella battaglia di Grunwald (1410) contro l'Ordine teutonico. Nel XVI secolo venne stabilizzata la struttura statale con gli statuti del 1529, 1566 e 1588. Lo Stato era governato dal gran principe e dalla nobiltà feudale. La lingua ufficiale era l'antico bielorusso. Fra il 1558 e il 1583 entra in conflitto con il principato di Mosca. Le pesanti sconfitte, quali la caduta della città di Polack nelle mani delle truppe dello zar Ivan il Terribile e il dimezzamento della popolazione bielorussa portano nel 1569 all'unione con il Regno di Polonia in un unico Stato federale.

Il granducato mantiene la propria autonomia e, grazie all'unione, sconfigge il principato di Mosca conquistando la regione Baltica di Livonia. Nel 1596, con l'Unione di Brest, si giunge a un compromesso anche sul piano religioso e nasce la Chiesa greco cattolica: i cristiani bielorussi del Granducato di Lituania riconoscono i dogmi e l'autorità papale, ma conservano il rito bizantino. Nel XVII secolo, approfittando dei contrasti dovuti alla riforma protestante, alla crisi economica e alla guerra antifeudale, la Russia si impadronisce di gran parte della Bielorussia. Ne conseguono un grande regresso economico e un notevole calo demografico.

Fra il 1700 e il 1721 la Bielorussia è il teatro del conflitto tra Russia e Svezia, che provocò un'ulteriore crisi economica, superata solo nella seconda metà del secolo. In questo periodo lo Stato nato dall'unione del Regno di Polonia e del Granducato di Lituania viene diviso tra Russia, Prussia e Austria.

La Bielorussia è anche uno dei principali campi di battaglia della campagna russa di Napoleone, e nel suo territorio si svolge la battaglia della Beresina. Nel 1831 scoppia una rivolta patriottica per la liberazione dall'Impero russo, rivolta che viene sedata con il conseguente indebolimento dei cattolici e della nobiltà che l'avevano fomentata. Nel 1839 viene proibita la Chiesa greco-cattolica. Nel 1861 viene abolita la servitù della gleba. In Polonia, Bielorussia-Lituania e Lettonia scoppia la Rivolta di gennaio per la liberazione dallo zarismo, anche questa fallita. L'obiettivo era quello di ricreare la precedente Confederazione polacco-lituana. Lo sviluppo del movimento democratico porta alla creazione, nel 1903, del primo partito politico nazionale e alla rinascita della cultura bielorussa. Con l'entrata della Russia nella prima guerra mondiale, il territorio bielorusso diviene nuovamente teatro di cruenti eventi bellici. Dal 1915 al 1918 le truppe tedesche occupano parte della Bielorussia e, a marzo del 1918, l'intero territorio.

Il 25 marzo 1918 i rappresentanti del movimento nazionale proclamano la creazione della Repubblica Popolare Bielorussa (Беларуская Народная Рэспубліка), che viene riconosciuta dalla Lituania e dall'Ucraina, dalla Polonia e dalla Germania. Missioni diplomatiche vengono inviate in Svizzera, Danimarca e Stati Uniti. Con l'avanzata dell'Armata Rossa e il ritiro delle truppe tedesche il governo della Repubblica Popolare Bielorussa è costretto all'esilio. Nel 1919 viene proclamata la Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, la RSSB. Questo porta alla perdita di vari territori abitati da popolazioni di etnia bielorussa, che vengono assegnati in parte alla Polonia (Bialostok), alla Russia (Smolensk) e alla Lituania (Vilnius).

Nel 1921, con la Pace di Riga, i territori occidentali della Bielorussia passano alla Polonia. Nel 1922 i territori orientali vengono occupati dalle guardie rosse. Nasce così la Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, che entra a fare parte dell'URSS. Nel 1939, a seguito del patto fra la Germania nazista e l'URSS, quest'ultima invade da est la Polonia, che viene sconfitta in poche settimane. I territori occidentali della Bielorussia tornano a far parte della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa.

Nel 1937 i servizi speciali sovietici distrussero il 90% dell'élite intellettuale bielorussa di allora (artisti, scrittori, registi).

Nel 1941 la Bielorussia viene occupata dalle truppe tedesche, che iniziano l'invasione da Brėst, dove le milizie sovietiche resistono a lungo valorosamente, nonostante l'inferiorità numerica. Nel 1943 le autorità tedesche, per migliorare l'assoggettamento del territorio bielorusso, istituiscono uno Stato fantoccio filofascista, denominato Consiglio Centrale Bielorusso, che viene inserito nel Reichskommissariat Ostland. In questo contesto nasce il movimento di lotta partigiana, che coinvolge più di cittadini. A luglio del 1944, insieme ai partigiani bielorussi, le truppe sovietiche scacciano definitivamente i nazisti e l'intera Bielorussia viene liberata e riannessa all'URSS. Durante il conflitto vengono rase al suolo dai nazisti tutte le città di media grandezza, un numero considerevole di villaggi rurali viene bruciato insieme agli abitanti; muore un terzo della popolazione e tutte le industrie vengono distrutte. Minsk, la capitale, viene distrutta per la diciottesima volta in meno di mille anni.

Nel 1986, a causa dell'incidente alla centrale nucleare di Černobyl', le regioni (voblasci) di Homel', Mahilëŭ e parte di quelle di Brėst, Minsk e Hrodna vengono contaminate dalle radiazioni.

La Bielorussia si proclama indipendente dall'URSS il 27 luglio 1990 e l'indipendenza viene riconosciuta il 25 agosto 1991. La Bielorussia è uno degli Stati membri fondatori della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti), la cui sede amministrativa si trova tuttora a Minsk, adesione ratificata il 10 dicembre 1991. Il 15 marzo 1994 viene approvata la nuova costituzione. Il 10 luglio 1994 Aljaksandr Lukašėnka viene eletto primo presidente della repubblica. Lukašėnka rifiuta le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale e mantiene gran parte degli apparati pubblici esistenti, differenziando la politica economica bielorussa da quella adottata da quasi la totalità delle ex repubbliche sovietiche. La Bielorussia è l'unica repubblica ex-sovietica ad avere il servizio segreto denominato ancora KGB.

Nel 1996 viene fondata l'Unione Russia-Bielorussia, entità sovranazionale che riavvicina i due Paesi.

Nel 2011, a seguito di una grave crisi economica attribuita al controllo centralizzato dell'economia attuato dal presidente Aljaksandr Lukašėnka, il tasso di inflazione raggiunge il 108,7%, dando impulso al mercato nero delle valute. Nello stesso anno la capitale Minsk viene colpita da un attentato che provoca 15 morti e 204 feriti.

La legittimità delle elezioni presidenziali del 2020, che hanno visto la rielezione di Lukašėnka, è stata contestata dalle opposizioni. Gli scontri tra le autorità e i manifestanti ha generato un progressivo espandersi delle proteste di piazza che sono culminate nel mese di novembre (rivoluzione delle ciabatte). L'Unione europea ha condannato la repressione ed elevato sanzioni contro il governo bielorusso.

Nell'autunno del 2021 sono stati sospesi alcuni trattati bilaterali tra l'UE e Minsk per la protezione delle frontiere comuni. Il governo bielorusso guidato da Lukašėnka ha quindi allentato i controlli in ingresso anche attraverso visti turistici, spingendo poi la mole di rifugiati di origine medio-orientale contro il proprio confine con la Polonia e lasciandoli in condizioni umanitarie drammatiche.

Durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022 iniziata a febbraio di quell'anno, la Bielorussia ha consentito alle forze armate russe di attraversare il suo territorio per occupare le regioni settentrionali ucraine.

Geografia

La Bielorussia si trova nell'Europa orientale. Ha una superficie di km²; non ha sbocco al mare, ma ha laghi. Viene attraversata da quattro fiumi principali: il Nëman, il Pryp"jat', il Dnepr (che si dirige verso l'Ucraina per sfociare nel Mar Nero) e la Dvina occidentale (che attraversa le regioni settentrionali del Paese). La Bielorussia è relativamente pianeggiante e ricca di paludi. Il più grande territorio paludoso è la Polesia.

Il suo punto più alto è il monte Dzeržinskij, con , mentre il punto più basso è sul fiume Nëman, a .

Le risorse naturali della Bielorussia sono foreste, depositi di torba, piccole quantità di petrolio e gas naturale, granito, pietra calcarea dolomitica, marna, gesso, sabbia, ghiaia e argilla.

Il territorio settentrionale fa parte della regione biogeografica boreale.

È formata da estese pianure e basse colline; a sud presenta zone paludose in parte bonificate; a nord est un'ampia zona dei laghi.

Clima La Bielorussia è caratterizzata da un clima continentale con notevoli escursioni termiche. Le temperature medie invernali si aggirano sui -6 e -10 °C, e possono scendere sotto i -18 °C. Nelle notti invernali non è difficile raggiungere i -30 °C, anche se mediamente la temperatura si mantiene sui -20 °C. La neve copre il suolo per 3-4 mesi. Le precipitazioni non sono particolarmente abbondanti, rimanendo ovunque sotto i 750 mm/anno, con apporti maggiori in estate sotto forma di violenti temporali e rovesci.

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