Tra i più longevi autori di filosofiaI filosofi più longevi è ritenuto il creatore della prasseologiaSecondo Nicola Abbagnano in Dizionario di Filosofia, ed. UtetLa prasseologia o prassiologia è la teoria che si occupa dell'agire umano (praxis) dal punto di vista della sua efficacia. Il termine prasseologia secondo altri storici della filosofia venne utilizzato per la prima volta da Alfred Espinas nel 1890 in Revue Philosophique. Attualmente viene riferito al lavoro dell'economista Ludwig von Mises e alla relativa Scuola austriaca..

Biografia Appartenente ad una famiglia culturalmente elevata (il padre Milosz era compositore e pittore, la madre una pianista di talento, lo zio paterno un importante protagonista del teatro polacco) dopo un iniziale interesse per la matematica, la fisica e l'architettura, decise di studiare filosofia e psicologia a Leopoli dove si laureò nel 1912 sotto la guida di Kazimierz Twardowski con una tesi su Herbert Spencer e John Stuart Mill.

Dal 1918 è stato insegnante di filosofia teoretica presso l'Università di Varsavia. Presidente dell'Accademia Polacca delle Scienze dal 1957 al 1962 è ritenuto uno dei principali filosofi della scuola polacca di logica di Leopoli-Varsavia. Il suo pensiero risente dunque della filosofia del suo maestro Twardowski, fondatore della scuola e del metodo razionalista di Franz Brentano.

Nella Polonia degli anni '30, in cui predominava un cattolicesimo dalle forti connotazioni nazionaliste, Kotarbiński si opponeva al rilievo clericale dato ai valori religiosi nell'insegnamento ed anche ad ogni discriminazione nei confronti degli ebrei. Questo atteggiamento gli valse l'affetto di Alfred Tarski, un filosofo e logico polacco d'origine ebraica. Avverso al nazionalismo polacco corse il rischio di una condanna a morte da una frazione clandestina della destra che lo aveva dichiarato nemico del popolo polacco.Francesco Coniglione, Nel Segno Della Scienza: La Filosofia Polacca Del Novecento, ed. FrancoAngeli, 1996, p.130

Dopo la seconda guerra mondiale il regime comunista polacco vedeva con sospetto ogni forma di pensiero che non corrispondesse alla dottrima marxista rimuovendo dall'insegnamento gli insegnanti della fenomenologia realista e ostacolando quelli come Kotarbiński critici del materialismo dialettico.Karol Wojtyla, Memoria e identità, Rizzoli, 2011

Kotarbiński insieme ad altri accademici e filosofi polacchi, molti dei quali legati alla scuola di Leopoli-Varsavia e alla scuola di Poznań, tra cui Kazimierz Ajdukiewicz, Tadeusz Czeżowski, Leszek Kołakowski, Stanisław Ossowski, Adam Schaff, tentarono di sviluppare una specifica forma di marxismo polacco. Il loro tentativo di creare un ponte tra la storia polacca e l'ideologia marxista sovietica ebbe in parte successo, sebbene soffocato per la volontà da parte del regime di non rischiare le irritazioni sovietiche.

Nel dopoguerra continuò ad insegnare nella tradizione del neopositivismo filosofia e logica a Varsavia fino al pensionamento nel 1961.

Pensiero Il punto di partenza del pensiero di Kotarbiński è la definizione della filosofia che egli ritiene vada ristretta alle scienze particolari di quegli argomenti che vengono tradizionalmente attribuiti a questa disciplina. La filosofia dunque, epurata da ciò che non le compete, va limitata all'etica e alla logica intesa come scienza del linguaggio e della metodologia scientifica.

Reismo e somatismo Il cosiddetto concretismo di Kotarbiński, o reismo (termine da lui coniato che indica una concezione ontologica che unisce il nominalismo radicale al materialismo, ispirata a Stanisław Leśniewski) lo porta a considerare come reali solo gli oggetti concreti le cui proprietà e le espressioni relative a queste hanno significato solo se tradotte come affermazioni relative agli stessi oggetti particolari.

Quindi «ogni oggetto è o corpo o spirito» e «ogni essere spirituale è corpo» per cui nell'ambito del reismo si deve considerare anche il somatismo:

In sostanza, Kotarbiński ha riassunto il reismo in due postulati: «Tutto è oggetto», ossia tutto, compresi i concetti astratti, deve essere ridotto a oggetti concreti. Nessun oggetto è uno stato, una relazione o una proprietà. In termini semantici, si tratta di una teoria linguistica che distingue tra i nomi “reali”, che corrispondono a oggetti concreti, e gli “pseudo-nomi”, gli onomatoidi, che denotano stati, relazioni, proprietà, eventi e così via. Questa teoria consente inoltre di stabilire in base a quali criteri una frase ha un significato, ossia un significato diretto e letterale, o un significato indiretto a vari livelli. Réisme sur la Stanford Encyclopedia of PhilosophyTadeusz Kotarbinski from Ontological Reism to Semantical Concretism

Gli onomatoidi Bisogna distinguere i nomi genuini, che corrispondono esattamente ai corpi da quelli fittizi o apparenti che Kotarbiński chiama onomatoidi gli pseudo nomi che danno l'impressione che dietro di essi si celino delle entità reali. Se noi diciamo «La partenza del treno è rimandata» di reale in questa espressione c'è solo il termine "treno" poiché il nome "partenza" è un onomatoide, non corrisponde a nessuna realtà precisa. Un nome vero è solo il nome di una cosa tutto il resto come nomi riferiti a "avvenimenti", "cambiamenti" sono solo metafore.F. Coniglione, Op. cit, p. 135.

La prasseologia La percezione dell'oggetto, il fenomeno come si presenta al soggetto, non esiste in quanto è semplicemente una parte dell'oggetto stesso. Tutti i contenuti mentali riferiti agli altri possono essere ricondotti alle loro persone fisiche e al loro concreto modo di operare e noi possiamo capire i loro comportamenti solo attraverso l'imitazione del loro agire (imitazionismo).

L'agire stesso deve poi essere improntato a un metodo che porti a un efficace concreto risultato. È questa la prasseologia che egli così definisce:

Opere Studia praktyczne (Studi pragmatistici, 1913); Elementy teorji poznania, logiki formalnej, i metodologji nauk (Elementi di teoria della conoscenza, di logica formale e di metodologia delle scienze, 1929); Kurs logiki dla prawników (Corso di logica per i giuristi, 1951; 6ª ed. 1963); Traktat o dobrej robocie (Trattato sull'azione efficace, 1955; 3ª ed. 1965); Wykłady z dziejów logiki (Lezioni di storia della logica, 1957); Studia z zakresu filozofii (Studî di filosofia, 1970).

Note

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Categoria:Scuola logico-filosofica di Leopoli-Varsavia Categoria:Laureati honoris causa dell'Università Comenio di Bratislava