La guerra indo-pakistana del 1965, nota anche come seconda guerra del Kashmir, fu il culmine di scontri che ebbero luogo tra l'aprile e il settembre del 1965 tra Pakistan e India. Il conflitto iniziò a seguito dell'esecuzione da parte pakistana dell'Operazione Gibilterra, con la quale si intendevano infiltrare forze paramilitari in Jammu e Kashmir allo scopo di provocare un'insurrezione contro il governo dell'India. Le cinque settimane di guerra, che causarono migliaia di vittime su entrambi i fronti, si conclusero con il cessate il fuoco sotto l'egida delle Nazioni Unite e con la successiva dichiarazione di Tashkent. Nonostante la superiorità numerica dell’India, il Pakistan riuscì a mantenere il controllo su Lahore e a conquistare la città di Munabadh, situata nel Rajasthan. Inoltre, il pilota pakistano dell’aeronautica M.M. Alam abbatté cinque aerei indiani in meno di un minuto, stabilendo un record nella storia dell’aviazione militare.

Gran parte della guerra fu combattuta dalle forze terrestri dei due paesi in Kashmir e lungo il confine internazionale tra India e Pakistan. Tale guerra vide il più grande assembramento delle truppe in Kashmir dopo l'indipendenza e la spartizione dell'India nel 1947, un numero superato solo durante la situazione di stallo militare del 2001-2002 tra India e Pakistan. La maggior parte delle battaglie coinvolse fanteria e unità blindate, con il sostegno sostanziale delle forze aeree e navali. Molti dettagli del conflitto rimangono poco chiari.

Contesto storico

A partire dalla divisione dell'India britannica del 1947, tra i due neonati Stati del Pakistan e dell'India insorsero diverse contese; tra le varie, la questione del Kashmir rimane il motivo principale di contenzioso tra i due Paesi. Esistono anche altre regioni contese, in particolare il Rann di Kutch, una zona arida situata nello Stato indiano del Gujarat; la disputa sorse per la prima volta nel 1956 e si concluse con la ripresa del controllo dell'India sull'area.

Nel gennaio del 1965, dei soldati pakistani cominciarono a pattugliare i territori controllati dall'India; in seguito, l'8 aprile dello stesso anno, si verificarono degli attacchi da entrambe le parti alla postazioni avversarie. Inizialmente le scaramucce coinvolsero la polizia di frontiera di entrambi gli Stati, e le schermaglie tra le forze armate avvenivano in maniera intermittente. Nel giugno del 1965, il primo ministro inglese Harold Wilson riuscì a convincere le parti a cessare le ostilità e istituire un tribunale per risolvere la questione. Il verdetto giunse nel 1968 e assegnò al Pakistan 900 km² del Rann di Kutch, malgrado la richiesta di Islamabad fosse di .

Dopo il successo riguardante il Rann di Kutch, il Pakistan, guidato allora dal generale Ayub Khan, riteneva che l'esercito indiano non sarebbe stato in grado di difendersi di fronte ad una campagna militare di breve intensità per il conteso territorio del Kashmir; si sperava dunque di replicare il successo riportato dalla Cina nel 1962 nell'ambito della guerra sino-indiana. Il Pakistan credeva che la popolazione del Kashmir fosse scontenta del ruolo dell'India e che fosse possibile la nascita di un movimento di resistenza con l'invio di agenti provocatori. Mediante un'operazione segreta che prese il nome di Operazione Gibilterra, il Pakistan tentò di incentivare la costituzione di un movimento di ribelli, ma gli infiltrati pakistani furono scoperti nel giro di breve tempo dalla popolazione locale e l'operazione si rivelò un completo fallimento.

La guerra Gli scontri via terra Il 5 agosto 1965, tra i e i soldati pakistani varcarono la linea di controllo che separa le porzioni del Kashmir controllate dalle due nazioni. Le forze indiane, informate dalla popolazione locale, attraversarono la linea del cessate il fuoco il 15 agosto.

Inizialmente le forze indiane conseguirono successi considerevoli, assicurandosi tre importanti posizioni di montagna dopo un prolungato sbarramento di artiglieria. Verso la fine di agosto, comunque, entrambe le parti avevano raggiunto dei progressi: il Pakistan, nello specifico, aveva ottenuto il predominio in alcune aree come Tithwal, Uri e Poonch, mentre l'India aveva conquistato il passo di Haji Pir, situato 8 km all'interno della zona controllata dal Pakistan.

Il 1º settembre 1965, il Pakistan diede il via ad un contrattacco, denominato Operazione Grande slam, con l'obiettivo di conquistare la città di Akhnoor nel Jammu, snodo di vitale importanza, allo scopo di bloccare le linee di comunicazione e di approvvigionamento alle truppe indiane. Ayub Khan ritenne che: «il morale indiano non avrebbe resistito più di due duri colpi inferti al posto e al momento giusto», nonostante il fallimento dell'Operazione Gibilterra e la conquista, da parte indiana, del passo Haji Pir. Il Pakistan attaccò con un gran numero di truppe e con carri armati tecnicamente superiori, cogliendo gli avversari di sorpresa e costringendoli a patire forti perdite. Il giorno successivo, per contenere l'attacco, l'India chiamò in causa la propria aeronautica, circostanza la quale spinse per rappresaglia l'aviazione pakistana a bersagliare le forze indiane e le basi aeree situate nel Kashmir e nel Punjab. La decisione indiana di estendere il conflitto nel Punjab occidentale spinse l'esercito pakistano a ricollocare le truppe per difendere quel territorio. Ciò comportò il naufragio dell'Operazione Grande slam, con il risultato che il Pakistan non fu in grado di conquistare Akhnoor; si trattò di uno snodo fondamentale per l'andamento del conflitto, poiché l'India decise di alleviare la spinta delle sue truppe nel Kashmir con l'intento di attaccare il Pakistan più a sud.

Il 6 settembre, quando l'India attraversò la Linea Radcliffe,Definita il 17 agosto 1947, la Linea Radcliffe divideva l'India e il Pakistan. ebbe ufficialmente inizio la guerra; nello stesso giorno, la 15ª Divisione fanteria indiana, agli ordini del maggior generale Prasad, eseguì un forte contrattacco vicino alla parte occidentale del canale di Ichogil, de facto il confine interstatale.

Lo stato maggiore del generale cadde vittima di un'imboscata e fu costretto a fuggire. Un secondo tentativo di attraversare il canale Ichogil, stavolta fruttuoso, venne effettuato sul ponte nel villaggio di Barki, poco a est di Lahore. Tale attacco spinse le forze indiane all'interno dell'area dell'aeroporto di Lahore. In quel frangente, gli Stati Uniti chiesero un temporaneo cessate il fuoco per evacuare i propri cittadini residenti a Lahore. Il Pakistan con il contrattacco prese Khem Karan alle forze indiane, le quali tentarono di deviare l'attenzione posta su questo sito mediante un attacco su Bedian e sui villaggi adiacenti.

L'offensiva su Lahore venne portata avanti dalla 1ª Divisione fanteria supportata da tre reggimenti corazzati della 2ª Brigata corazzata indipendente, avanzarono velocemente attraversando il confine, raggiungendo il canale Ichogil il 6 settembre. L'esercito pakistano tenne i ponti sul canale e fece esplodere quelli che non fu in grado di controllare, bloccando ogni ulteriore avanzata degli indiani su Lahore. Il battaglione indiano Jat 3, appartenente al Reggimento Jat, riuscì ad attraversare il canale Ichogil e a conquistare la città di Batapore sulla riva est del canaleBrigadier Desmond E Hayde, "The Battle of Dograi and Batapore", Natraj Publishers, New Delhi, 2006; nello stesso giorno una controffensiva condotta da una divisione corazzata e da una divisione fanteria, supportata dall'aeronautica pakistana, costrinse la 15ª divisione indiana a ripiegare sulla propria posizione iniziale. Nonostante il 3 Jat avesse subito perdite minime, venne distrutta una grande quantità di munizioni e veicoli per l'approvvigionamento; poiché gli alti comandi non ebbero notizie della conquista di Batapore, sulla base di informazioni errate essi decisero di ritirarsi da Batapore e Dograi alla volta di Ghosal-Dial, una decisione questa che generò molta delusione. al comandante del 3 Jat, il tenente colonnello Desmond Hayde. Dograi venne riconquistata dal 3 Jat, al culmine di una cruenta battaglia, il 21 settembre.

L'8 settembre 1965 una compagnia composta da 5 plotoni del Maratha Light Infantry venne inviata nel Rajastan come rinforzo allo scopo di fornire ausilio al corpo di polizia di Munabao, un piccolo villaggio strategico distante 250 km circa da Jodhpur. Il difficile compito assegnato prevedeva la necessità di mantenere la posizione ed evitare l'invasione dei battaglioni di fanteria pakistani. Al Maratha Hill (come il luogo è stato adesso ribattezzato) la compagnia indiana riuscì a resistere ad intensi attacchi per un giorno intero. Trovatasi a corto di munizioni, fu inviata una squadra di soldati con 954 colpi di mortaio, che però non riuscì a raggiungere i difensori. L'aeronautica pakistana bombardò l'intera area e colpì anche un treno proveniente da Barmer con i rinforzi, vicino alla stazione di Gadra. Il 10 settembre Munabao cadde nelle mani pakistane e gli sforzi per riprendere il punto strategico non ebbero successo.

Il 9 settembre le migliori formazioni corazzate di entrambi gli schieramenti riportarono pesanti sconfitte in battaglia. L'esercito indiano lanciò un'offensiva verso Sialkot distribuendosi su due colonne d'attacco, ma venne costretta a ripiegare dalla 6ª Divisione corazzata pakistana dopo aver sofferto gravi perdite, tra le quali circa 100 carri armati. In seguito a questa vittoria, il Pakistan lanciò l'Operazione Windup che costrinse l'India a ripiegare ulteriormente. La 1ª Divisione corazzata, affermatasi come punta di diamante del Pakistan, diede il via ad un'offensiva verso Khem Kran con l'obiettivo di catturare Amritsar, la più grande città del Punjab, e il ponte sul fiume Beas per Jalandhar.

La 1ª Divisione corazzata tuttavia non riuscì nell'impresa di conquistare Khem Kran e il 10 settembre venne quasi distrutta dalla 4ª Divisione di montagna indiana in quella che viene ricordata come la battaglia di Usal Uttar. La zona da allora venne ribattezzata come Patton Nagar (Città Patton), poiché le forze pakistane utilizzarono molti carri armato Patton di produzione americana, circa 97 dei quali furono distrutti o danneggiati. Pur essendosi rivelatisi fondamentali in precedenza, i mezzi pakistani furono attirati in un'imboscata e gli indiani persero soltanto 32 carri.

Pur essendo entrambe le nazioni riuscite ad acquisire alcuni territori ostili, la guerra si stava avviando verso una fase di stallo. Le forze indiane avevano allora patito morti, mentre il Pakistan ; L'India controllava di suolo pakistano, il Pakistan 550 km di territorio indiano. Quanto espugnato dall'India comprendeva principalmente Sialkot, Lahore e alcune porzioni del Kashmir; il Pakistan, invece, occupava i settori desertici nei pressi di Sindh e Chumb, nella parte settentrionale della regione.

Guerra aerea La guerra vide frapporsi l'aeronautica militare indiana (IAF) e l'aeronautica militare pakistana (PAF) per la prima volta dall'acquisizione dell'indipendenza. Le due controparti si erano scontrate già durante il 1947-1948 nella prima guerra del Kashmir, ma il loro impiego, allora, apparì assai più limitato rispetto al 1965.

La IAF ricorse largamente a Hawker Hunter, Folland Gnat, De Havilland DH.100 Vampire, bombardieri English Electric Canberra e a uno squadrone di MiG-21s. Gli aerei da combattimento pakistani comprendevano 102 F-86 Sabre, 12 F-104 Starfighter con 24 bombardieri B-57 Canberra. Durante il conflitto la PAF era numericamente inferiore, in rapporto, di circa cinque a uno.