Fiorentino o comunque toscano, deve il suo nome alla tavoletta delle Effigi domenicane nella cappella del Noviziato del convento di Santa Maria Novella a Firenze. È caratterizzato da uno stile vivace, con uno spiccato senso per i colori accesi e brillanti. Tra gli artisti a lui più vicini ci fu Pacino di Buonaguida.
Tra i manoscritti miniati dal Maestro delle Effigi domenicane compare il cod. Trivulziano 1080 (un Dante del Cento copiato da Francesco di Ser Nardo da Barberino).
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Effigi domenicane