Aleinu (ebraico: עָלֵינוּ, "è nostro dovere") o Aleinu leshabei'ach ("[è] nostro dovere lodare Dio"), col significato "tocca a noi o è nostro obbligo o dovere lodare Dio" - è una preghiera ebraica che si trova nel siddur, il tradizionale libro di preghiere degli ebrei. Viene recitata alla fine di ognuno dei tre servizi liturgici quotidiani, detti Tefillot. È inoltre recitata dopo la benedizione della Luna Nuova e dopo la circoncisione. È seconda solo al Kaddish (contando tutte le sue forme) come la preghiera recitata più frequentemente nell'attuale liturgia di sinagoga.Freundel, Barry, Why We Pray What We Pray: The remarkable history of Jewish Prayer, (NY, Urim Publ'ns, 2010) page 204; Nulman, Macy, Encyclopedia of Jewish Prayer (1993, NJ, Jason Aronson) page 24.
Testo Quella che segue è la prima parte della versione ashkenazita corrente:Tradotta dal testo inglese del Rabbino Capo Jonathan Sacks, dal suo Koren Sacks Siddur, Copyright 2009.
Nr. Traduzione italiana Traslitterazione Ebraico 1 È nostro dovere lodare il Signore di tutto, Aleinu l'shabeach la'Adon hakol עָלֵינוּ לְשַׁבֵּחַ לַאֲדוֹן הַכֹּל, 2 attribuire grandezza all'Autore del creato, latet gedulah l'yotzer b'reishit, לָתֵת גְּדֻלָּה לְיוֹצֵר בְּרֵאשִׁית, 3 che non ci ha fatto come i popoli delle nazioni shelo asanu k'goyei ha'aratzot, שֶׁלֹּא עָשָׂנוּ כְּגוֹיֵי הָאֲרָצוֹת, 4 né ci ha messo come le famiglie della terra; v'lo samanu k'mishp'chot ha'adamah, וְלֹא שָׂמָנוּ כְּמִשְׁפְּחוֹת הָאֲדָמָה. 5 che non ci ha dato la nostra parte come la loro, shelo sam chelqenu kahem, שֶׁלֹּא שָׂם חֶלְקֵנוּ כָּהֶם, 6 né il nostro destino come quello delle moltitudini. v'goralenu k'khol hamonam. .וְגוֹרָלֵנוּ כְּכָל הֲמוֹנָם [Alcune congregazioni fuori di Israele omettono:] 7 Poiché adorano vanità e vacuità, Shehem mishtachavim l'hevel variq שֶׁהֵם מִשְׁתַּחֲוִים לְהֶבֶל וָרִיק, 8 e pregano un dio che non può salvare. umitpal'lim el eil lo yoshia וּמִתְפַּלְּלִים אֶל אֵל לֹא יוֹשִׁיעַ. 9 ma ci inchiniamo in adorazione e ringraziamo Va'anachnu qor`im, umishtachavim umodim, וַאֲנַחְנוּ כֹּרעִים ומִשְׁתַּחֲוִים ומוֹדים, 10 il Supremo Re dei re [dei re], lif'nei Melekh, Malkhei haM'lakhim, לִפְנֵי מֶלֶךְ מַלְכֵי הַמְּלָכִים 11 il Santo, sia Benedetto, haQadosh barukh Hu. הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא. 12 che estende i cieli e regola la terra, Shehu noteh shamayim, v'yosed aretz, שֶׁהוּא נוֹטֶה שָׁמַיִם וְיֹסֵד אָרֶץ, 13 il cui Trono di Gloria è lassù nei Cieli, umoshav y'qaro bashamayim mima'al, וּמוֹשַׁב יְקָרוֹ בַּשָּׁמַיִם מִמַּעַל, 14 e la cui Presenza di potenza è nella più alta delle altezze. ushkhinat uzo begavhei m'romim, וּשְׁכִינַת עֻזּוֹ בְּגָבְהֵי מְרוֹמִים. 15 Egli è il nostro Dio; non ve n'è alcun altro. Hu Eloheinu ein od, הוּא אֱלֹהֵינוּ אֵין עוֹד, 16 In verità Egli è il nostro Re, non ve n'è alcun altro, emet malkenu, efes zulato, אֱמֶת מַלְכֵּנוּ אֶפֶס זוּלָתוֹ. 17 come è scritto nella Sua Torah: kakatuv beTorato: כַּכָּתוּב בְּתּוֹרָתוֹ: 18 "Sappi dunque oggi e conservalo nel cuore v'yada'ta hayom,vahashevota el l'vavekha. וְיָדַעְתָּ הַיּוֹם וַהֲשֵׁבֹתָ אֶל לְבָבֶךָ, 19 che il Signore è Dio, Ki Adonai, hu haElohim, כִּי יי הוּא הָאֱלֹהִים 20 lassù nei cieli bashamayim mi ma`al, בַּשָּׁמַיִם מִמַּעַל 21 e quaggiù sulla terra. Non ve n'è alcun altro." v'al ha'aretz mitachat. Ein od. וְעַל הָאָרֶץ מִתָּחַת. אֵין עוֹד
La traduzione letterale della riga nr. 9 è "Ma pieghiamo le ginocchia e ci inchiniamo per rendere grazie". La tradizione sefardita/mizrahi abbrevia questa riga a ואנחנוּ משׁתּחום -- Va'anchnu mishtachavim -- "ma ci inchiniamo".
La citazione alle righe 18-21 sono tratte dal Deuteronomio : "Sappi dunque oggi e conserva bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n'è alcun altro".
Note
Voci correlate Preghiere e benedizioni ebraiche Preghiera ebraica
Collegamenti esterni Audio file "Aleinu" (prima parte); MP3 Audio file "Aleinu" (seconda parte); MP3
Categoria:Preghiere ebraiche