La Rus' di Kiev (; ; ) fu un'entità monarchica medievale degli Slavi orientali, sorta verso la fine del IX secolo, in parte del territorio delle odierne Ucraina, Russia europea, Bielorussia, Moldavia, Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia ed Estonia orientali. Considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale, del quale Kiev (in ucraino Kyiv) fu la capitale, nelle fonti medievali viene chiamata semplicemente Rus', oppure Terra di Rus', o appunto Rus' di Kiev.
Questa realtà politica nasce verso la fine del IX secolo lungo le sponde del fiume Dnepr ( in ucraino Dnipro), come risultato dello stanziamento, avvenuto a partire dal secolo precedente, di alcune tribù variaghe, chiamate Rus', in alcune zone dell'Europa nordorientale abitate da tribù slave (che i Romani chiamavano Poliami), finniche e baltiche. Secondo la Cronaca degli anni passati, principale fonte storica per questo periodo, verso l'anno 880 il principe variago Oleg conquistò Kiev, unendo intorno ad essa varie terre sulla rotta commerciale della via variago-greca (ovvero Kyiv-Costantinopoli), e il nome Terra di Rus''' iniziò a riferirsi alla terra degli Slavi di Kiev.
La successiva storia kievana può essere suddivisa in tre periodi, ciascuno della durata di alcuni decenni o più: il primo, dall'880 al 980, contraddistinto dall'ascesa prepotente dello Stato kievano sullo scacchiere est-europeo del tempo; il secondo, dal 980 al 1054, corrispondente all'incirca ai regni dei principi Vladimir I (detto il Santo o il Grande) e Jaroslav I il Saggio, nella quale la Rus' raggiunse l'acme della sua potenza; un terzo periodo, che si suole far partire dal 1054, caratterizzato dal lento declino, principalmente a causa dei gravi problemi di successione al trono.
Non esiste una data precisa riguardo alla fine della Rus' kievana; alcune date importanti sono il 1169, quando il principe Andrej Bogoljubskij saccheggiò Kiev, e il 1240, allorché Kiev venne rasa al suolo dai Tataro-mongoli, che cominciavano in quegli anni il lungo periodo di pesante ingerenza negli affari interni della Rus'.
Storia
Fondazione
L'inizio della storia della Rus' di Kiev è nebuloso, e su di esso sono state formulate negli anni varie ipotesi. Una delle principali fonti storiche alle quali si è attinto per la ricostruzione delle vicende è la Cronaca degli anni passati, conosciuta anche come Cronaca di Nestore, documento scritto da Nestore di Pečers'k nel primo quarto del XII secolo e riferito agli eventi fra l'850 e il 1100. Sono state tuttavia sollevate forti obiezioni ai racconti degli avvenimenti come descritti nella cronaca di Nestore; in particolare, secondo alcuni la Cronaca degli anni passati sarebbe un mito relativo alla fondazione dello Stato dei Rus', analogo nelle sue linee generali alla leggenda della fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo..
La tribù slava orientale dei Poliani viveva sul territorio della futura Kiev. Le loro terre erano il crocevia di molte importanti rotte commerciali. Secondo il Cronaca degli anni passati, Kiev fu fondata dagli antichi capi dei Poliani — Kij, Šček e Choriv e, in futuro, la città sarebbe diventata il centro tribale. La Cronaca sottolinea l'alto livello di sviluppo della loro cultura rispetto alle altre tribù Slave orientali.
Il termine Rus' deriva da una parola di probabile origine finnica che indica un uomo venuto d'oltre mare.Enciclopedia Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/variaghi_(Enciclopedia-Italiana)/ Le più antiche testimonianze del nome Rus, ma nella variante Rhos, sono presenti negli Annales Bertiniani, del IX secolo, nel De administrando imperio e nel De ceremoniis dell'imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito, il primo scritto intorno al 950 e il secondo a breve distanza, in cui si dà notizia di popolazioni svedesi, indicate con il nome di Variaghi, una tribù dei quali si dà il nome di Rhos (nel De Cerimoniis si fa riferimento al "principe" e all'"archon" di "Rhosia").Cit. in Edward N. Luttwak, The Great Strategy of the Byzantine Empire, Cambridge, Massachusetts, 2009, ed. it. La grande strategia dell'impero bizantino, Rizzoli, Milano, 2009, p. 178. Gli Annales Bertiniani di Prudenzio vescovo di Troyes in particolare forniscono la prima notizia dell'esistenza di questi Rhos, quando citano un'ambasceria dell'imperatore Teofilo a Ludovico il Pio, giunta a Ingelheim, alla quale si aggregarono alcuni rappresentanti di questo popolo:
L'origine normanna dello Stato kievano (ipotesi normanna), quale emerge dagli Annales Bertiniani, fu postulata per la prima volta da alcuni storici tedeschi del XVIII secolo, che si basavano essenzialmente su quanto esposto nella Cronaca degli anni passati; in questo periodo di tempo è stata tuttavia contestata da alcuni storici, prevalentemente russi, che descrivevano la Rus' di Kiev come uno Stato eminentemente slavo. Encyclopedia of Ukraine - Normanist theory Secondo altre correnti storiografiche, la Rus' di Kiev sarebbe sorta grazie a un accordo tra gli slavi orientali Poliani e vichinghi-variaghi provenienti dalla Scandinavia.
La Cronaca degli anni passati cita le discordie insorte negli anni fra l'859 e l'862 fra le tribù finniche e slave stanziate nelle regioni intorno ai laghi dei Ciudi, Il'men' e Beloozero e parla di alcuni gruppi di Variaghi, chiamati per l'appunto Rus', provenienti presumibilmente dall'Europa nordoccidentale, che si stanziarono nella zona compresa fra il lago Ladoga e il corso dello Dnepr nell'VIII secolo, dando origine a una presunta entità statuale chiamata Khaganato di Rus'; una data certa della loro presenza in Rus' è l'anno 861, quando arrivarono ad attaccare l'Impero bizantino.
Stando alla fonte storica, i Rus' assoggettarono al tributo queste tribù, che successivamente si ribellarono al loro giogo:
Successivamente, la Cronaca degli anni passati narra come, dopo aver scacciato i Rus', le tribù non riuscirono a governarsi in maniera soddisfacente, a tal punto da arrivare a chiedere ai Rus' di tornare per amministrarli (chiamata dei Variaghi):
Sempre secondo la stessa fonte, i tre fratelli si stanziarono in diverse zone della regione, diventandone i signori:
Due parenti di Rurik, Askold e Dir, salparono verso le terre dell'Impero bizantino con un esercito e raggiunsero la città di Kiev. Decisero di rimanervi e divennero i primi sovrani norreni di Kiev nell'862. Da qui organizzarono una campagna di successo contro l'Impero bizantino, attaccandolo di sorpresa, ma non riuscirono a conquistare Costantinopoli.
Secondo la Cronaca, Rjurik morì nell'879 o nell'882, lasciando il potere a Oleg reggente in nome di suo figlio Igor. Oleg, intorno all'882, prese possesso di Kiev uccidendo Askold e Dir; Oleg dichiarò la città madre di tutte le città della Rus', segnando convenzionalmente la nascita dello Stato della Rus' kievana..
Va sottolineato che la figura di Rjurik è stata da più parti messa in dubbio in quanto giudicata leggendaria, facendo presente che nessuna fonte kievana precedente alla Cronaca (che è della prima metà del XII secolo) fa cenno di un governante chiamato Rjurik.
L'ascesa della Rus' di Kiev
Alla morte di Rjurik, quindi all'incirca intorno all'880, il potere passò a Oleg, reggente in nome del presunto figlio di Rjurik, Igor', che terrà il potere fino al 913. Oleg, con il sostegno dei suoi seguaci (la sua družina), estese i suoi domini ai danni di alcune tribù slave che vivevano nei pressi, come i Drevliani, i Severiani, gli Sloveni ilmeni e i Kryvichi; alcune di queste (come i Drevliani) opposero una strenua resistenza, mentre altre vennero sottomesse e sottoposte al tributo più facilmente, o addirittura scelsero esse stesse di pagare tributi a Kiev e allearsi con essa, senza tuttavia riconoscerne la supremazia assoluta. Negli ultimi anni del suo regno, l'esercito della Rus' tentò addirittura un attacco diretto a Costantinopoli, il primo di una serie piuttosto lunga, che a quanto pare fu coronato da successo tanto da portare a un vantaggioso accordo commerciale nel 911 che inaugurò le relazioni commerciali tra il giovane Rus' di Kiev e l'Impero bizantino, oltre a consentire la partecipazione della Rus' alle campagne militari di Bisanzio...
Nei primi decenni di storia della Rus' il potere statale sulle zone conquistate era piuttosto labile, tanto che parecchi dei primi sovrani dovettero ripetere, in una certa misura, le imprese compiute dai sovrani precedenti. Il successore di Oleg, Igor', prese il potere nel 913; oltre che nuovamente contro Bisanzio nel 941 (con uno sbarco di forze in Bitinia, la devastazione della parte asiatica del Bosforo, anche se le forze di Igor' furono sconfitte sulla via del ritorno in una battaglia navale dal parakoimomenos Teofane). e nel 943 (con una spedizione in alleanza con i Peceneghi sul Danubio che portò al rinnovo dell'accordo commerciale con Bisanzio l'anno dopo), tornò anche ad affrontare i Drevliani (dai quali fu ucciso nel 945). Nei tre decenni del suo governo lo Stato della Rus' si trovò tuttavia ad affrontare anche altri nemici, del tutto nuovi: intorno al 915, secondo la Cronaca degli anni passati, comparvero i temibili nomadi Peceneghi, che avrebbero rappresentato una minaccia per parecchi decenni a venire.
Nel 945, a Igor' succedette la sua vedova, Ol'ga, reggente in nome del figlio Svjatoslav ancora in fasce. Il suo regno vide nuovamente combattimenti dei Kievani contro i Drevliani, oltre a una politica finalizzata a tenere alta l'autorità di Kiev fra le altre tribù slave orientali. Alcuni anni dopo la sua incoronazione, Olga si convertì al Cristianesimo, senza tuttavia portare alla conversione il suo popolo, che rimase fedele ai culti pagani.
Nell'anno 962 a Ol'ga succedette il figlio Svjatoslav, il primo sovrano della Rus' con un nome slavo; i dieci anni del suo regno (morì nel 972) furono quelli in cui lo Stato della Rus' kievana consolidò la sua struttura e il suo ruolo nell'Europa orientale. La politica espansionistica di Svjatoslav cominciò nel 964, quando intraprese, alla testa del suo esercito, una serie di campagne nelle terre a est della Rus': sottomise i Vjatiči, una tribù slava orientale precedentemente assoggettata dalla Khazaria, successivamente scese lungo la Oka sottomettendo le popolazioni ugro-finniche della zona (Merja, Meščëra, Murom) e, sempre percorrendo il Volga, raggiunse Bolğar, la capitale della Bulgaria del Volga, saccheggiandola.
L'esercito di Svjatoslav (correva il 965) decise a questo punto di rivolgere le sue attenzioni alla Khazaria, un potente Stato fondato circa tre secoli prima nella zona compresa fra il basso Volga e il mar Nero e che alcuni decenni prima, con il suo ruolo egemone nella regione, aveva creato condizioni di stabilità politica che avrebbero facilitato la crescita della neonata Rus' di Kiev.. Nell'arco di due anni Svjatoslav inferse durissimi colpi allo Stato khazaro, mettendone a sacco la capitale Itil e prendendo possesso di importanti città e fortezze dal Caucaso alle coste del mar Nero.
Queste campagne, coronate da successo, ebbero da un lato il merito di unificare le tribù slave orientali oltre che di assicurarsi il controllo sull'intero corso del Volga, antica e importantissima arteria commerciale che garantiva il collegamento con i paesi rivieraschi del mar Caspio. D'altro canto, però, indebolendo il vicino khazaro, lasciò campo aperto alle orde provenienti dalle steppe centroasiatiche, come i già citati Peceneghi che, approfittando delle frontiere poco controllate, lanciarono durissimi attacchi alla Rus' arrivando addirittura ad assediare Kiev nel 969.
Svjatoslav intraprese, nel 968, un'altra importante campagna militare, diretta questa volta a sudovest: dietro invito dell'imperatore bizantino Niceforo Foca, attaccò i Bulgari stanziati nel bacino del Danubio, sconfiggendoli e facendo prigioniero il loro sovrano Boris II di Bulgaria.