La 12,7 mm × 81 mm SR è una cartuccia di origine britannica per mitragliatrice utilizzata soprattutto da Italia e Giappone, dalla Guerra d'Etiopia nel 1935 a tutta la seconda guerra mondiale.

Storia Questa munizione è la variante della .5V/580 progettata specificamente per l'esportazione da parte della Vickers col nome di .5”V/565 nel 1923. La modifica della cartuccia da .50 originale Vickers fu dovuta al divieto di esportazione impostole dal governo britannico. La differenza principale rispetto all'originale è il fondello semiflangiato.

Questa cartuccia incontrò particolare interesse da parte delle forze armate italiane e giapponesi. La munizione, prodotta in Italia da B.P.D. ed S.M.I., divenne nota col nome di 12,7 mm × 81 mm SR Breda per avere il fondello Semi-Rimmed e per essere stata utilizzata principalmente dalla Breda-Safat cal. 12,7.

Fu adottata dall'Italia nel 1935 con la mitragliatrice Breda-mod. SAFAT cal. 12,7 e la successiva Scotti-Isotta Fraschini cal. 12,7, che armarono la maggior parte degli aerei della Regia Aeronautica dalla Guerra d'Etiopia alla seconda guerra mondiale. Rimase in produzione fino agli anni ottanta, quando le ultime Breda-SAFAT in versione campale dell'Aeronautica Militare furono radiate.

Poiché le SAFAT armavano gli aerei del Corpo Truppe Volontarie ed i caccia Fiat C.R.32 forniti ai nazionalisti durante la Guerra civile spagnola, la cartuccia fu prodotta in Spagna dalla "Pirotécnica " di Siviglia.

L'Ungheria produceva su licenza il Reggiane Re.2000, in due modelli Heja (falco in lingua ungherese I ed II e questo caccia fu armato con la mitragliatrice Gebauer 1940.M, che utilizzava il 12,7 mm Breda.

Nel 1941 fu adottata dall'Esercito imperiale giapponese per le mitragliatrici Ho-103 Type 1.

Tecnica

Veniva prodotta con vari tipi di proiettile: pallottola incamiciata: anima in piombo incamiciata in alluminio. Pesava 34,5 grammi circa. perforante (AP: armour piercing): il proiettile è costituito da una camiciatura in rame che copre un nucleo ad elevata durezza e densità. perforante-incendiaria (API: armour piercing, incendiary): la camiciatura, nella parte dell'ogiva, presenta quattro forellini che comunicano con una cavità presente tra la punta ed il proiettile perforante, caricata con fosforo bianco. Riconoscibile dalla punta verniciata di blu. tracciante (T): nella parte posteriore dell'ogiva è presente una cavità contenente una piccola carica pirotecnica che, bruciando durante il volo, lascia una scia di diversi colori, permettendo l'aggiustamento del tiro. Sono riconoscibili per la punta verniciata di rosso. perforante-incendiaria-tracciante (API-T): riunisce le varie caratteristiche nello stesso proiettile. incendiario-tracciante (I-T): riunisce le due caratteristiche. alto esplosivo ("scoppiante" secondo la terminologia italiana, HE: high explosive secondo quella anglosassone): l'ogiva conteneva un percussore che attivava una carica di 0,8 grammi di pentrite ed esplodeva a contatto con il bersaglio. Anche altri paesi avevano sviluppato proiettili esplosivi, ma gli italiani furono i primi a produrre questa tecnologia su munizioni di così piccolo calibro, o meglio, le altre nazioni rinunciarono a costruire delle munizioni esplosive di così piccolo calibro, ritenendo che avrebbero avuto un potere decisamente inferiore al calibro 20 mm (preferito da Francia e Germania, e marina giapponese, adottato poi anche dal Regno Unito e quindi reso quasi universale) o al 23 mm (tipicamente sovietico). Quindi decisero di non intraprendere una ricerca che consideravano un'inutile spesa, persino gli USA, che utilizzavano massicciamente armi in calibro 12,7, anche se con proiettili ben più pesanti, ritennero inutile armarle con proiettili esplosivi. Era riconoscibile per la base dell'ogiva verniciata di giallo. scoppiante-incendiario-tracciante (HEI-T): riuniva le stesse caratteristiche.

La Regia Aeronautica solitamente caricava in nastri secondo lo schema: 2 × palla, 1 × tracciante, 1 × perforante, 1 × esplosiva.

Note

Bibliografia The .5" Vickers guns and ammunition, Anthony G Williams. Ruggero Filippo Pettinelli, Armi portatili e munizioni militari italiane 1870-1998, Gaspari Editore, Monfalcone, 2002.

Voci correlate Breda-SAFAT (mitragliatrice) Scotti/Isotta Fraschini

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Categoria:Cartucce per pistole e fucili Categoria:Armi costruite dal gruppo Breda