Biografia
Emilio Macro nacque a VeronaServio, Ad Eclogas, V, 1. e fu, probabilmente, in buoni rapporti con i maggiori poeti augustei: infatti, Virgilio lo avrebbe celebrato nella V Bucolica con il nome di "Mopso", indicandone, con lo pseudonimo mitologico, la capacità tecnico-didascalica legata alla descrizione della naturaCfr. il passo di Servio citato alla n. 1.. Ancora, fu amico di OvidioCfr. Tristia, IV 10, 43-44., al quale avrebbe letto, in anteprima, passi dei suoi poemi e da cui fu scherzosamente rimproverato di non dedicarsi alla poesia eroticaAmores, II 18. e, forse, di TibulloII 6, 1..
Da san Girolamo si apprende, infine, che sarebbe morto in Asia nel 16 a.C., forse seguendo un proconsoleChronicon, ad annum 2001; proprio Tibullo afferma che intorno al 20-19 a.C. partecipò ad una campagna militare..
Opere Macro compose esclusivamente poemi didascalici, ispirandosi al poeta ellenistico Nicandro di ColofoneQuintiliano, X 1, 87.. Tuttavia, di essi non restano che scarsissimi frammenti.
Per quanto concerne il poema sugli uccelli, è attestato il titolo OrnithogoniaFrr. 48-53 Hollis; il titolo in Diomede, I 374, 21 Keil e Nonio, 220, 18 e 518, 32., mentre un Theriaca, in due libriFrr. 54-66 Hollis., si dedicava, probabilmente, ai serpenti ed alle erbe medicamentose ricordati da OvidioCfr. Carisio, I 81, 18 Keil.: se ne può avere un'idea in base ad una sezione della Pharsalia di Lucano. Infatti, all'interno del nono libro del poema, la parte che tratta dei serpenti velenosi di Libia è indicata dai commenti antichi come influenzata proprio da MacroCommentaria Bernensia in Lucanum, IX, 701.. Al contrario di altri poeti didascalici di questo periodo (soprattutto Virgilio e Lucrezio), dunque, Macro si dedicò esclusivamente a temi di carattere prettamente specialistico, con un linguaggio spesso tecnicistico e humilis che, probabilmente, ne decretò la scomparsaCfr. G. P. Pighi, Emilio Macro, in "RFIC", 87 (1959), pp. 158-162..
Note
Bibliografia G. P. Pighi, Emilio Macro, in "RFIC", 87 (1959), pp. 158–162. A. S. Hollis, Fragments of Roman poetry, Oxford, University Press, 2007, pp. 98–108 (testo critico, traduzione inglese e commento dei frammenti).
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