Alba Dorata, il cui nome completo era Associazione Popolare - Alba Dorata (), è stato un partito greco e un'organizzazione criminale di estrema destra, di orientamento ultranazionalista, metaxista e fortemente euroscettico. Il suo leader era Nikólaos Michaloliákos.

Descritta dai maggiori quotidiani internazionali nonché da numerose riviste scientifiche come una formazione neofascista e neonazista, alcuni suoi membri esprimevano ammirazione per il dittatore greco Ioannis Metaxas. Durante le manifestazioni di Alba Dorata venivano utilizzati simboli riconducibili al nazionalsocialismo e al fascismo (come il saluto nazista e Horst-Wessel-Lied, l'inno ufficiale del NSDAP); in passato, membri del partito hanno espresso ammirazione per Adolf Hitler e altre personalità legate al nazismo. Il partito, però, rifiutava queste etichette, dichiarandosi semplicemente «nazionalista».

Il 7 ottobre 2020 il partito è stato riconosciuto dalla corte d'appello di Atene come organizzazione a delinquere, responsabile di omicidio, di tentato omicidio e di vari attacchi contro migranti ed esponenti della sinistra greca, ed è stato sciolto. Il 14 ottobre successivo Nikólaos Michaloliákos è stato condannato a 13 anni di carcere da un tribunale di Atene in relazione all'uccisione del rapper Pavlos Fyssas, avvenuta nel 2013.

Storia Le origini

Nel 1980 Nikólaos Michaloliákos fonda la rivista Chrysi Avgi. Egli, un matematico che era stato allontanato dall'esercito greco, era stato attivo in ambienti di estrema destra per molti anni venendo arrestato più volte per reati di matrice politica come percosse o detenzione illegale di materiale esplosivo, reati che gli causarono l'allontanamento dalle forze armate.

Mentre era in carcere Michaloliákos incontrò i leader della Giunta militare Greca e, in seguito, pose le basi per la costituzione di Alba Dorata. Secondo il quotidiano Eleftherotypia la rivista dell'organizzazione e l'organizzazione stessa avevano un carattere chiaramente nazista.

La rivista Chrysi Avgi cessò le pubblicazioni nel mese di aprile del 1984, quando Michaloliakos aderì all'Unione Politica Nazionale e assunse la guida della sua sezione giovanile. Nel gennaio del 1985, decise di uscire dall'Unione politica nazionale e fondò la "Lega Popolare – Alba Dorata" (che venne ufficialmente registrata come partito politico nel 1993).

Gli anni novanta Alba Dorata rimase ai margini della vita politica sino all'inizio degli anni 1990. Il 10 ottobre 1992, come riporta il giornale Eleutherotypia, circa 30 militanti del partito attaccarono studenti che protestavano contro l'utilizzo del termine «Macedonia» per indicare la nuova Repubblica di Macedonia, sorta dalle ceneri della repubblica Socialista di Macedonia.

Dopo questi eventi Alba Dorata aveva guadagnato un organico stabile di oltre 200 membri, ai cui vertici figurava Giannis Giannopoulos, un ex-militare che aveva avuto rapporti con l'Afrikaner Weerstandsbeweging. Alle elezioni europee del 1994 il partito ottenne 7.264 voti a livello nazionale, cioè 0,11%.

Alcuni membri di Alba Dorata hanno partecipato alla guerra in Bosnia ed Erzegovina nella Guardia Volontaria Greca (GVG), facente parte del Esercito della Repubblica Serba. Membri della GVG erano presenti a Srebrenica durante il massacro di musulmani bosniaci nella città; essi sventolarono una bandiera greca in una chiesa in rovina dopo la caduta della città. Spiros Tzanopoulos, un sergente della GVG che prese parte all'attacco contro Srebenica, affermò che molti volontari greci parteciparono al conflitto proprio perché membri di Alba Dorata. I membri di Alba Dorata, all'interno della GVG, vennero decorati con medaglie da Radovan Karadžić; secondo Charis Kousoumvris, un ex-membro del partito, coloro che sono stati decorati non fanno parte di Alba Dorata.

Nell'aprile del 1996 Giannis Giannopoulos rappresentò il partito ad un congresso europeo di partiti nazionalisti di estrema destra a Mosca; in quest'occasione egli presentò un busto di Alessandro Magno a Vladimir Žirinovskij, leader del partito Liberal-Democratico di Russia, in occasione del suo compleanno.

Alba Dorata si presentò alle elezioni parlamentari del 1996, ottenendo lo 0,07% dei voti. Nell'ottobre 1997 Giannopoulos ha pubblicato un articolo sulla rivista Chrysi Avgi in cui chiedeva l'istituzione di ronde nazionaliste contro gli immigrati e i liberali.Articolo del 1998 su Eleftherotypia

Nel 1998 un membro di primo piano del partito, Antonios Androutsopoulos, aggredì Dimitris Kousouris, uno studente e attivista di sinistra. L'attenzione dei media per l'accaduto nonché i conflitti interni nel partito (a causa degli scarsi risultati alle elezioni del 1996) portarono alcuni membri estremisti del partito a perdere importanza, poco a poco, nel determinare la linea politica di Alba Dorata. Alle elezioni europee del 1999, il partito ottiene lo 0,75% dei voti.

Dal 2000 al 2012 Alba Dorata ha avuto contatti, in questo periodo, con il partito antisemita, nazionalista e razzista statunitense National Alliance. Il quotidiano Eleftherotypia criticò duramente Alba Dorata nel 2005, dopo che i membri del partito distribuirono volantini omofobi durante il gay pride ad Atene.

Il 1º dicembre 2005 Nikólaos Michaloliákos affermò pubblicamente che il partito aveva cessato le proprie attività politiche a causa di scontri con gli anarchici. I membri del partito furono comunque invitati da Michaloliákos a proseguire il loro attivismo politico all'interno dell'Alleanza Patriottica, formazione strettamente legata ad Alba Dorata.

L'ex leader di Alleanza Patriottica, Dimitrios Zaphiropoulos, una volta era un membro del consiglio politico di Alba Dorata. Michaloliàkos divenne, nel contempo, un membro di spicco della nuova formazione politica. Molti accusarono Alleanza Patriottica di essere semplicemente «il nuovo nome di Alba Dorata» anche perché molte azioni del partito vennero attribuite ad Alba Dorata e viceversa, creando una notevole confusione.

Nel marzo 2007, dopo il ritiro di Alba Dorata dall'Alleanza Patriottica, si tenne il VI Congresso politico di Alba Dorata in cui ufficialmente si annunciò la ripresa delle attività politica da parte del partito. Nel 2010, alle elezioni amministrative, Alba Dorata ottenne il 5,3% dei consensi al comune di Atene ottenendo un seggio al Consiglio Comunale della città che verrà assegnato a Nikólaos Michaloliákos. Ottenendo il successo anche in alcuni quartieri con grandi comunità di immigrati dove raggiunse circa il 20%.

Le elezioni del 2012

Nelle elezioni parlamentari del maggio 2012 con lo slogan: "Così possiamo liberare questa terra dalla sporcizia" (con riferimento agli immigrati clandestini presenti in Grecia), condusse una campagna elettorale basata sulla lotta alla disoccupazione, alle politiche di austerità economica e all'immigrazione. Il partito è entrato per la prima volta nel parlamento greco con il 6,97% delle preferenze, ottenendo 21 seggi su 300, accattivandosi anche le simpatie dei greci spaventati soprattutto dall'immigrazione clandestina.

Il 17 maggio 2012, durante la cerimonia di insediamento del neoeletto Parlamento Ellenico, i deputati di Alba Dorata sono entrati in Parlamento a passo militare. Durante la conferenza stampa indetta per commentare il risultato elettorale, i militanti di Alba Dorata hanno ordinato ai giornalisti di alzarsi all'ingresso in sala di Nikólaos Michaloliákos in segno di rispetto. Chi si fosse rifiutato sarebbe dovuto uscire. L'episodio è stato criticato duramente dalla stampa internazionale, preoccupata per la situazione dell'informazione in Grecia.

Anche alle successive elezioni parlamentari del giugno 2012, tenutesi un mese dopo, Alba Dorata riduce di poco la propria rappresentanza parlamentare, scendendo a 18 deputati con il 6,92 per cento dei voti e 18 seggi. La maggior parte dei suoi sostenitori si trova lungo il confine con la Turchia, ad Atene, Salonicco e nelle località portuali che guardano verso l'Italia, tutte aree da cui transita la maggioranza dell'immigrazione irregolare. Nell'Attica il partito ha ottenuto il 10 per cento dei consensi.

A metà giugno, subito dopo le elezioni, il partito organizzò ad Atene una grande distribuzione di derrate alimentari a base di pasta e olio, solo per i cittadini greci muniti di carta d'identità, escludendo gli immigrati, pagata con parte degli stipendi dei neoeletti deputati e in parte con libere sottoscrizioni allo stesso partito. Anche le auto blu furono messe a disposizione della cittadinanza (rigorosamente greca) che ne avesse avuto bisogno.

L'organizzazione di tale evento era stata vietata, con un'ordinanza comunale che verrà ignorata da Alba Dorata, dal sindaco di Atene Giorgos Kaminis, ritenendo che Piazza Syntagma, di fronte al Parlamento Ellenico, non fosse adatta allo svolgersi di manifestazioni di questo tipo. Alba Dorata annuncia che il Portavoce nazionale del partito Ilias Kasidiaris sarà il candidato alle elezioni comunali per la carica di sindaco di Atene.

L'arresto di Michaloliákos e la decapitazione dei vertici Il 28 settembre 2013 il leader-fondatore e segretario nazionale del partito Nikólaos Michaloliákos, il portavoce nazionale Ilias Kasidiaris (candidato alle successive elezioni comunali di Atene), il vicepresidente nazionale Chrístos Pappás, i deputati Ilias Panagiotaros, Yannis Lagos e Nikos Michos, il segretario della sezione di Alba dorata del quartiere ateniese di Nikeia Nikos Patelis nonché due commissari di polizia, tra cui l'ex commissario capo di polizia di Agios Panteleimonas, quartiere centrale di Atene abitato da numerosi immigrati, oltre a dodici dirigenti minori del partito e numerosi attivisti, per un totale di trentasei mandati spiccati dalla Procura di Atene, sono stati prima portati in caserma per essere semplicemente interrogati o perquisiti e successivamente arrestati, con l'accusa di essere membri di un'associazione criminale mandante dell'omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, ucciso da un attivista di Alba Dorata di Nikeia, Georgios Roupakias.

Secondo attendibili fonti, per le autorità greche erano fondate le prove di un possibile colpo di Stato ad opera di Alba Dorata, accusata di aver costituito gruppi armati paramilitari suffragato dall'esistenza di appositi campi di addestramento per prendere il potere con la forza disponendo inoltre di un vastissimo consenso tra i membri della polizia e dell'esercito nazionale (dopo gli arresti si sono improvvisamente dimessi i due ex numeri due della sicurezza nazionale, il coordinatore per la Grecia centrale e quello per l'area del sud). Dopo gli arresti Alba Dorata ha annunciato manifestazioni di protesta in favore del suo leader mentre i 18 deputati hanno annunciato le loro dimissioni di massa per costringere lo scioglimento forzato del Parlamento per recarsi a nuove elezioni, possibilità esclusa dal premier Antōnīs Samaras che ha inoltre decretato la sospensione dei finanziamenti pubblici al partito.

Militanti di Alba Dorata assassinati