Biografia Alessandro, partito da umili inizi, arrivò ad essere titolare di un oracolo e ricchissimo, oltre che il fondatore del culto di Glicone, che raggiunse in breve vasta popolarità nel mondo romano. Lo scrittore suo contemporaneo Luciano di Samosata, che gli dedica un velenoso pamphlet intitolato Alessandro o il falso profeta, affermò, in realtà, che tutto fosse una frode, in quanto il dio Glicone era stato presumibilmente costruito a partire da un burattino.

La narrazione assai vivida della sua carriera data da Luciano potrebbe essere presa come fittizia, ma è, in realtà, confermata da alcune monete degli imperatori Lucio Vero e Marco AurelioJ. H. Eckhel, Doctrina Nummorum veterum, Vindobona, Ioseph Camesina, 1798, II, pp. 383, 384. e da una statua di Alessandro, che, come detto da Atenagora di Atene, era situata nel foro di ParioAtenagora, Apologia , c. 26..

Luciano lo descrive come responsabile di aver truffato molte persone e impegnato, attraverso i suoi seguaci, in varie forme di ricatto e proselitismo a fini di lucro: tuttavia, è possibile che l'acredine del Samosatense dovesse essere dovuta all'odio di Alessandro verso gli epicurei, che Luciano aveva ammirato. Se Alessandro era il maestro di frodi e inganno come risulta dal ritratto di Luciano, comunque, non può essere stato troppo diverso da altri oracoli dell'epoca, quando una grande massa di sfruttamenti lucrosi era attuata da alcuni santuariC. D. Nuttall Costa, Lucian. Selected dialogues, Oxford, OUP, 2005, p. 129..

La satira sulla sua genealogia

A testimonianza della grandissima risonanza (e delle critiche) sulle sue attività, la tradizione scoliastica antica all'opera di Luciano di Samosata, creò per Alessandro una genealogia fittizia e satirica per ridicolizzarne le sue pretese divine. Sebbene egli si proclamasse intermediario di Asclepio, gli scoliasti lo definirono ironicamente figlio di Podalirio e di Teia.Scoli a Luciano di Samosata, Alessandro o il falso profeta, 4.Per il testo completo dell'opera in inglese con note storiche e filologiche, si veda: . Questa discendenza lo univa filologicamente ai Cercopi (i gemelli mitologici imbroglioni ed anch'essi figli di Teia), istituendo un preciso parallelismo tra i briganti mitologici ed il ciarlatano di Abonutico, entrambi accomunati dalla medesima madre e dall'arte della menzogna.

Note

Bibliografia T. W. Gillespie, A Pattern of Prophetic Speech in First Corinthians, in "Journal of Biblical Literature", XCVII (1978), n. 1, pp. 74–95. C. P. Jones, Culture and Society in Lucian, Cambridge, MA, 1986. D. Elm, Die Inszenierung des Betruges und seiner Entlarvung. Divination und ihre Kritiker in Lukians Schrift „Alexander oder der Lügenprophet“, in D. Elm von der Osten-J. Rüpke-K. Waldner (Hrsg.), Texte als Medium und Reflexion von Religion im römischen Reich, Stuttgart, Teubner, 2006, pp. 141–157.

Altri progetti

Collegamenti esterni Traduzione del libello di Luciano, a cura di G. Caccia.