La punizione corporale è una forma di violenza fisica che comporta da parte di chi la esegue il desiderio d'infliggere intenzionalmente dolore: allo scopo di punire un reato, disciplinare o correggere un atto o una condotta giudicata errata, o per scoraggiare atteggiamenti o comportamenti ritenuti inaccettabili.

Tipologie Il termine si riferisce di solito nel colpire metodicamente il trasgressore con un attrezzo in un ambiente che può essere domestico, scolastico o giudiziario; la punizione corporale può pertanto essere suddivisa in tre tipologie principali: Punizioni corporali in famiglia all'interno del nucleo familiare, eseguite da genitori o tutori legali sui figli o bambini piccoli. La punizione corporale di minori in ambito domestico è legale in tutti i 50 stati degli USA e, secondo un sondaggio svolto nel 2000, ampiamente approvata dai genitoriReaves, Jessica. "Survey Gives Children Something to Cry About" , Time, New York, 5 October 2000.. È invece stata ufficialmente bandita in 51 paesi, per lo più europeiGlobal Initiative to End All Corporal Punishment of Children (GITEACPOC).. Punizioni corporali nelle scuole all'interno del sistema educativo, eseguite da insegnanti o dirigenti scolastici sugli studenti (in passato anche dai maestri artigiani sugli apprendisti). Sono state dichiarate illegali in gran parte dell'Europa, Canada, Nuova Zelanda e Sudafrica; rimane legale in quasi tutto il resto del mondo, tra cui 19 stati degli USAFrance State Report , GITEACPOC, February 2008.. Punizioni corporali giudiziarie come parte di una condanna penale ordinata da un tribunale per far rispettare la legge. Strettamente correlata è la punizione corporale all'interno delle carceri, ordinata e amministrata direttamente da parte delle autorità carcerarie: in alcuni ambienti militari la punizione corporale è ancora consentita. Sono praticamente scomparse dal mondo occidentale, ma rimangono comunque ancora in vigore in molte parti dell'Africa e dell'Asia.

Vi sono infine vari organismi nazionali e internazionali che si occupano di fare campagne d'informazione contro le punizioni corporali, sia come metodo di condanna sia come strumento di dissuasione.

Una premessa: la pena fisica Una pena fisica o castigo fisico è un qualsiasi tipo di punizione in ambiente giudiziario, educativo o familiare (violenza domestica) che preveda una forma fisica, con l'intento d'infliggere al condannato dolore, lesioni, disagio e umiliazione.

Essa comprende tutti i tipi di punizioni corporali e di pena capitale, così come tutte le forme di reclusione e alcune di mutilazione.

Tipologie di pene fisiche Pena di morte Morte sul rogo Bollitura a morte Crocifissione Sedia elettrica Fucilazione Scorticamento Camera a gas Impiccagione Iniezione letale Lapidazione

Punizione corporale Cinghiata Belting Strapping Fustigazione Bastonatura Gatto a nove code Sculacciata Staffile Paddle (BDSM) Slippering Punizioni corporali in famiglia Punizioni corporali giudiziarie Punizioni corporali nelle scuole

Mutilazioni Amputazione Branding, ovvero la marchiatura a fuoco

Altro Disciplina scolastica Cappello dell'asino Reclusione Gogna o messa alla berlina.

Storia delle punizioni corporali

Una delle testimonianze più autorevoli riguardo all'uso di punizioni corporali nell'antichità ci viene nientemeno che dal testo sacro per eccellenza del mondo occidentale, la Sacra Bibbia. Nel Libro dei Proverbi, attribuito al leggendario re Salomone, vengono infatti registrate e impresse nei secoli a venire le seguenti affermazioni: "Chi risparmia la verga odia suo figlio. Ma colui che lo ama lo corregge per tempo"Proverbi 13:24; e poi "Non negare la correzione ad un bambino: se tu lo punisci con la frusta egli non morirà, ma se trascurerai di farlo consegnerai la sua anima alla dannazione eterna"Proverbi 23:13–14.

Le punizioni corporali sono state certamente presenti, e anche con un uso intensivo, nelle civiltà classiche dell'Antico Egitto, dell'Antica Grecia e dell'Impero romano come metodo di disciplina sia giudiziaria sia educativaMcCole Wilson, Robert. A Study of Attitudes Towards Corporal Punishment as an Educational Procedure From the Earliest Times to the Present , Nijmegen University, 1999, 2.3 to 2.6..

Alcuni stati e popoli si sono guadagnati una reputazione imperitura anche per l'utilizzo, nelle sue forme più crudeli, di tali pene: Sparta in particolare utilizzava le punizioni corporali come parte integrante del suo regime di disciplina; esse erano concepite essenzialmente per costruire la forza di volontà e rafforzare la resistenza fisica, prima del ragazzo e poi del soldato adultoMcCole Wilson, 2.5..

Anche se l'esempio spartano è il più estremo, in tutte le civiltà storiche il tipo più frequente di pena comminata per una colpa era quella data dalla punizione corporale: nell'impero romano la pena massima che un cittadino poteva ricevere ai sensi della legge era quella di "40 colpi" di frusta sulla schiena, o in alternativa con i fasci (simili a quelli che costituiscono il Birching), composti da 8 o 10 rami intrecciati di salice, applicati sulle natiche. Erano punizioni che potevano far sgorgare il sangue ed erano spesso inflitte sulla pubblica piazza davanti a tutti: ne danno testimonianza anche gli Atti degli Apostoli e Saulo di Tarso.

Quintiliano (35-100) è stato uno dei primi autori classici a opporsi fermamente contro le punizioni corporali; secondo McCole, mai accusa fatta nei successivi duemila anni fu più lucida di questa nel criticare e condannare la pena di tipo fisico come forma di punizione: "Anche se ricevute come consuetudine io non approvo che i ragazzi debbano subire punizioni corporali: in primo luogo perché costituisce un'onta, una vergogna difficilmente sanabile, e un affronto in quanto li mette allo stesso livello degli schiavi; in secondo luogo perché se la disposizione intima d'un ragazzino è così vile da non esser in alcun modo modificata dal semplice rimprovero verbale, la pena fisica non farà che indurirlo ulteriormente, proprio come il peggiore degli schiavi. Se invero avrà una guida severa ma giusta, non vi sarà bisogno mai d'alcun castigo... Poi, dopo aver costretto un ragazzo a subire la fustigazione, come dovrà trattarlo quando sarà divenuto un giovane uomo, quando non avrà più un tal timore? Aggiungi a queste prime considerazioni anche il fatto che avrà molte cose spiacevoli da ricordare nei tuoi confronti... spesso capita ai ragazzi mentre vengono frustati, sotto l'influenza del dolore o della paura, di provare vergogna, e questa snerva e deprime la mente, facendoli infine fuggire dalle altre persone e dal consorzio civile; in costante disagio di fronte al prossimo... scandalosamente infine uomini indegni possono abusare del privilegio di punire, e tale opportunità può procurare a molti bambini infelicità se non terrore" (Institutio oratoria I, III)Citato in McCole Wilson, 2.5..

Plutarco, anche lui nel primo secolo, dice qualcosa del tutto simile: "Affermo che i bambini dovrebbero essere indotti a pratiche onorevoli per mezzo d'incoraggiamenti e ragionamenti, e certamente non da punizioni e maltrattamenti, ché è sicuramente convenuto che questo metodo di correzione li fa crescere intorpiditi ed impauriti in uno stato di degradazione. Lode e riprovazione sono di molto più utili per il bambino, anche il più piccolo, in quanto la lode lo spinge verso ciò che è onorevole, mentre il rimprovero gl'impedisce di far ciò ch'è vergognoso."Plutarco, 'De liberis educandis', pubblicato in Vol. I, Moralia, 1-14.

Nell'Europa medioevale la punizione corporale è stata incoraggiata dagli atteggiamenti estremamente austeri della chiesa verso il corpo umano: la flagellazione era un mezzo comune d'auto-disciplina all'interno delle mura conventuali. Questo ha influenzato l'uso di punizioni corporali nelle scuole, essendo gl'istituti scolastici strettamente collegati in quel periodo con la Chiesa.

Tuttavia occorre anche dire che la pena fisica non è mai stata utilizzata acriticamente, in quanto già nell'XI secolo Anselmo d'Aosta, santo e dottore della chiesa nonché arcivescovo di Canterbury, ha parlato contro quello che ha visto come l'uso eccessivo di punizioni corporali nel trattamento dei bambiniWicksteed, Joseph H. The Challenge of Childhood: An Essay on Nature and Education, Chapman & Hall, London, 1936, pp. 34–35..

A partire dal XVI secolo, nuove tendenze hanno cominciato a essere osservate in campo di punizioni corporali: le punizioni corporali giudiziarie sono sempre più state trasformate in spettacoli pubblici, con la flagellazione dei criminali o presunti tali nella piazza principale della città, intese a esser viste come un deterrente ad altri futuri eventuali aspiranti autori di reati. Nel frattempo i primi scrittori in materia d'istruzione, come ad esempio Roger Ascham, si lamentavano del modo assolutamente arbitrario con cui venivano puniti allora i bambiniAscham, Roger. The scholemaster, John Daye, London, 1571, p. 1. Republished by Constable, London, 1927..

Newell presuppone che forse lo scrittore più influente sull'argomento sia stato il filosofo inglese John Locke ove, nel suo trattato intitolato "Alcune considerazioni in materia d'istruzione" (in italiano "Pensieri sull'educazione") esplicitamente e senza remore critica il ruolo centrale dato alle punizioni corporali in materia d'istruzione: l'opera di Locke s'è rivelata molto influente, e potrebbe aver contribuito a far decidere i legislatori polacchi a vietare l'uso di punizioni corporali nelle scuole dello stato (questo nel 1783, il primo paese al mondo a farlo)Newell, Peter (ed.). A Last Resort? Corporal Punishment in Schools, Penguin, London, 1972, p. 9. ISBN 0-14-080698-9.

Nel corso del XVIII secolo il concetto di punizione corporale è stato attaccato da alcuni filosofi e riformatori legali: avevano osservato che infliggere soltanto dolore ai malfattori risultava esser del tutto inefficace, potendo influenzar il soggetto per un breve periodo di tempo, ma non provocava nessun cambiamento permanente nel loro comportamento. Alcuni di loro credevano che lo scopo della pena avrebbe dovuto essere la redenzione, non la punizione pura e semplice; questo viene molto ben espresso dall'accurata riflessione di Jeremy Bentham in Panopticon, ove aveva pensato a un'idea di prigione in cui i prigionieri venivano controllati ma anche invogliati a varie attività, percepita come vantaggiosa in quanto riduceva la necessità di misure costrittive alternative quali le punizioni corporaliBentham, Jeremy. Chrestomathia (Martin J. Smith and Wyndham H. Burston, eds.), Clarendon Press, Oxford, 1983, pp. 34, 106. ISBN 0-19-822610-1.

Una conseguenza di questo modo di pensare è stata una riduzione progressiva nell'uso delle punizioni corporali in Europa e Nordamerica: in alcuni paesi ciò è stato favorito anche da scandali che coinvolsero individui feriti gravemente durante gli atti di punizione corporale.

In Gran Bretagna ad esempio l'opposizione popolare alla pena è stata incoraggiata da due casi significativi: gli omicidi di Frederich John White, morto dopo una fustigazione militare nel 1846 e di Reginald Cancellor, ucciso a bastonate dal suo insegnante nel 1860Middleton. Jacob. "Thomas Hopley and mid-Victorian attitudes to corporal punishment". History of Education 2005.. Eventi estremi come questi hanno fatto sì che si verificasse un'autentica mobilitazione dell'opinione pubblica; in risposta a ciò molti paesi introdussero una regolamentazione completa sui casi e i modi in cui fosse concesso d'eseguire una pena fisica all'interno d'istituzioni statali come scuole, carceri e riformatori.