La necropoli ipogeica di Su Crucifissu Mannu è un sito archeologico situato nella Nurra, regione della Sardegna nord-occidentale.
La necropoli si trova all'interno di un porzione di territorio che registra una rilevante presenza di monumenti preistorici poco distanti fra loro. Tra i più importanti da segnalare il complesso di Monte d'Accoddi, Li Lioni, Sant'Ambrogio, Su Jaiu, Spina Santa e Marinaru, i dolmen e menhir di Frades Muros, oltre ad una decina di nuraghi.
Assieme ad altre aree archeologiche prenuragiche, nel 2025 il sito è stato inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Descrizione Il sepolcreto, scavato su un banco orizzontale di roccia calcarea, comprende almeno ventidue domus de janas, tutte realizzate nel periodo compreso tra il Neolitico Recente (IV millennio a.C.) e l'Eneolitico Iniziale (III millennio a.C.) ed intensamente utilizzate, salvo sporadici riutilizzi in epoca romana, sino al tempo della cultura di Bonnanaro (1.500 a.C. circa).
Le tombe risultano tutte pluricellulari, ossia composte da più vani comunicanti; al loro interno si accede attraverso un pozzetto o calatoia ("a proiezione verticale") oppure mediante un corridoio orizzontale detto dromos ("a proiezione longitudinale"). Lungo le pareti della grande stanza principale, che in alcuni ipogei è provvista di pilastro centrale, si aprono le celle più piccole dalle quali in taluni casi si dipartono radialmente altri piccoli ambienti, fino ad arrivare, come nel caso della Tomba XIII, ad un totale di 14 vani. Alcune stanze sono adornate con gli elementi simbolici (protomi taurine diversamente stilizzate) ed architettonici (gradini, portelli sagomati, architravi) tipici del periodo, scolpiti a bassorilievo nella roccia; nella Tomba IV è presente anche l'elemento della falsa porta, allusione forse all'impossibilità per i vivi di accedere al regno dei morti.
L'esplorazione del sito ha portato alla luce abbondanti quantità di ceramiche di cultura di Bonnanaro, ma anche bottoni a calotta sferica, forati, quattro brassard (bracciali da arciere) del Vaso campaniforme ed infine tre idoletti cicladici con la figura della Dea Madre. Tra i ritrovamenti anche un cranio umano che presenta documentazione di trapanazione in vivo.
Archeogenetica Moderne indagini archeogenetiche hanno analizzato i resti di diversi individui sepolti nella necropoli di Su Crucifissu Mannu. Di seguito le proporzioni delle componenti ancestrali di alcuni individui della prima età del bronzo.Manjusha Chintalapati, Nick Patterson, Priya Moorjani (2022) The spatiotemporal patterns of major human admixture events during the European Holocene eLife 11:e77625 https://doi.org/10.7554/eLife.77625
Campione Cacciatori-raccoglitori occidentali Primi agricoltori europei Pastori delle steppe occidentaliSUC00116,2%80%3,8%SUC00520,9%77,8%1,3%SUC00721,5%68,1%10,4%SUC00917,8%79,4%2,8% (1) - Dati tratti da Manjusha Chintalapati, Nick Patterson, Priya Moorjani (2022). Table J: qpAdm analysis of Neolithic Bronze Age groups per individual.
Note
Bibliografia Maria Luisa Ferrarese Ceruti, La tomba XVI di Su Crucifissu Mannu e la Cultura di Bonnanaro, in Bullettino di Paletnologia Italiana, nuova serie, XXIII, vol. 81, 1972-1974, Roma 1976, pp. 113–210 Maria Luisa Ferrarese Ceruti, Le necropoli di Su Crucifissu Mannu-Porto Torres e Ponte Secco-Sassari, in La Cultura di Ozieri. Problematiche e nuove acquisizioni, Ozieri, 1989, pp. 37–47 Giovanni Maria Demartis, Tomba V di Montalè - Sassari. Necropoli di Su Crucifissu Mannu - Porto Torres, Collana Il triangolo della Nurra, 2-4, Viterbo, 1998, Betagamma editrice
Altri progetti
Collegamenti esterni
Su Crucifissu Mannu Su Crucifissu Mannu Categoria:Siti archeologici prenuragici Crocifissu Mannu