Dopo l'infanzia trascorsa a Bibermühle (presso Tölz, in Alta Baviera) studiò a Monaco, ed in giovane età si unì all'ordine dei Canonici regolari di Polling, dove, dopo essere stato ordinato nel 1717, iniziò ad insegnare teologia e filosofia; lì, nel 1722, fondò la rivista «Parnassus Boicus». Nel 1733 si trasferì a Roma dove rimase per due anni, come teologo presso il cardinale Niccolò Maria Lercari. Tornò a Polling nel 1735 e dedicò il resto della sua vita agli studi. Morì a Polling il 5 febbraio 1775. Amort, che aveva la reputazione di essere uno degli uomini più istruiti del suo tempo, fu uno scrittore estremamente prolifico e trattò gli argomenti più diversi, dalla poesia all'astronomia, dalla teologia dogmatica al misticismo. È ricordato, assieme a Sant'Alfonso Maria de' Liguori, come il fondatore del sistema morale dell'equiprobabilismo nella teologia cattolica.

Opere Le sue opere più conosciute sono: il trattato astronomico Nova philosophiae planetarum et artis criticae Systemata Adumbrata (Norimberga, 1723). Philosophia Pollingana ad normam Burgundicae (1730) un'opera sulle indulgenze, spesso criticata dagli autori protestanti, De Origine, Progressu, Valore et Fructu Indulgentiarum (Augusta, 1735) un trattato sul misticismo in 2 volumi, De Revelationibus et Visionibus et Apparationibus Privatis Regulæ ... (1744) Vetus disciplina Canonicorum Regularium et Saecularium (Venezia, 1747-1748). Controversia de Revelationibus Agredanis (1749) una difesa della dottrina cattolica, intitolata Demonstratio critica religionis Catholicae (Venezia, 1744, Augusta, 1751 e Würzburg, 1752) un manuale di teologia in 4 volumi, Theologia eclectica, moralis et scholastica (Augusta, 1752, che fu rivista da Benedetto XIV prima della sua ripubblicazione a Bologna nel 1753) Nova Demonstratio de falsitate Revelationum Agredanarum ... (1751) Theologia moralis inter rigorem et laxitatem media (Augusta, 1757) il manuale in 3 volumi Elementa iuris canonici (1757)

Si ricordano anche i contributi alla questione autorale della «Imitatio Christi», da lui attribuita a Tommaso da Kempis, raccolti nell'articolo di C. Toussaint contenuto nel Dictionnaire de théologie di Alfred Vacant (1900, colonne 1115-1117).

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