La rescinnamina è un composto chimico di formula C35H42N2O9 che in condizioni standard si presenta come una polvere cristallina inodore di color crema o bianco.

Storia Il composto venne scoperto nel 1954 e fu approvata per la prima volta nel 1956.

Caratteristiche strutturali e fisiche La rescinnamina è un estere metilico, un composto organico eteropentaciclico e un alcaloide indolico che deriva da un idruro della yohimbina. In particolare, si tratta del 3:4:5-trimetossicinnamoil estere dell'acido reserpico. Il composto risulta:

praticamente insolubile in acqua; moderatamente solubile in metanolo, benzene, cloroformio e altri solventi organici

Quando riscaldato fino a decomposizione forma fumi tossici. +Caratteristiche strutturaliN. di atomi pesanti46N. di donatori di legami a idrogeno1N. di accettori di legami a idrogeno10N. di elementi stereogenici atomici definiti6N. di legami ruotabili11N. di legami stereogenici1Massa monoisotopica634,28903092 uSuperficie polare118 ŲPotere rotatorio specifico97 ° a 24 °C in cloroformioRifrattività171,16 m3/molPolarizzabilità69,66 Å3

Abbondanza e disponibilità Il composto è naturalmente presente in: Rauvolfia (R. volkensii, R. mannii, R. serpentina, R. mombasiana, R. afra), Vinca (V. erecta, V. herbacea, V. major), O. alyxioides, A. excelsum e A. marcgravianum.

Reattività e caratteristiche chimiche La rescinnamina scurisce lentamente per esposizione alla luce, molto più rapidamente se in soluzione, pertanto deve essere conservata in recipienti ermetici che la proteggono dalla luce.

Spettri analitici 1H NMR 13C NMR GC-MS LC-MS UVWeast, R.C. and M.J. Astle. CRC Handbook of Data on Organic Compounds. Volumes I and II. Boca Raton, FL: CRC Press Inc. 1985., p. V2 263 FTIR ATR-IR Raman

Farmacologia e tossicologia Farmacocinetica Gli alcaloidi della Rauwolfia:

vengono assorbiti facilmente dal tratto gastrointestinale e dai siti di iniezione parenterale; superano la barriera placentale e possono avere effetti sul feto.

Farmacodinamica La rescinnamina inibisce l'enzima convertitore dell'angiotensina (ACE). L'ACE è una peptidil dipeptidasi che catalizza la conversione dell'angiotensina I in angiotensina II. L'angiotensina II stimola anche la secrezione di aldosterone da parte della corteccia surrenale e provoca una vasocostrizione generale, entrambi fattori che aumentano la resistenza vascolare. Inibendo l'angiotensina II, si riduce il riassorbimento di aldosterone e la vasocostrizione. Questo effetto combinato contribuisce a ridurre la pressione sanguigna.

Poiché l'angiotensina II è un vasocostrittore e un mediatore del feedback negativo per l'attività della renina, concentrazioni più basse portano a una diminuzione della pressione sanguigna e alla stimolazione dei meccanismi di riflesso barocettoriale, che determinano una riduzione dell'attività vasopressoria e della secrezione di aldosterone.

Effetti del composto e usi clinici È utilizzato come farmaco antipertensivo. Ha proprietà e usi simili alla reserpina.

Tossicologia I sintomi dell'esposizione a questo composto possono includere: discinesia, tossicità comportamentale ed effetti cardiovascolari. L'ingestione può causare un'attività depressa ed è antipsicotico. +Effetti acutiOrganismoTestSomministrazioneDoseEffettiEssere umanoTDLoorale4 ug/kg/Dcambiamenti nell'olfatto, sonnolenza, antipsicoticoRattoDrugs in Japan, 6(898), 1982DL50orale1 gm/kgip250 mg/kgsc540 mg/kgTopoDL50orale1420 mg/kgip65 mg/kgscFrench Medicament Patent Document., #5226M263 mg/kgiv56 mg/kgCaviaLDLoivArzneimittel-Forschung. Drug Research., 23(600), 1973 [PMID:4145743]35 mg/kg

Impatto ambientale +Valori ecotossicologiciOrganismoSpecieSomministrazioneTestRisultatiUccelloA. phoeniceusoraleDL50> 100 mg/kg

Note

Categoria:Antiipertensivi