La passione di Cristo (The Passion of the Christ) è un film del 2004 diretto da Mel Gibson.

Il film, sceneggiato con Benedict Fitzgerald dallo stesso regista che figura anche tra i produttori, racconta le vicende di Gesù di Nazareth nei suoi ultimi giorni di vita, noti come la passione di Gesù, fino al momento della sua crocifissione. L'opera, considerata un colossal cinematografico, è stata un enorme successo al botteghino, incassando oltre 600 milioni di dollari. Interamente girato in Italia (tra Matera e Cinecittà), è stato realizzato utilizzando esclusivamente la lingua latina, aramaica ed ebraica. Nonostante abbia ricevuto tre nomination ai Premi Oscar, la critica ha accolto il film in maniera mista.

Trama Nelle ore tarde della notte, nel giardino boscoso del Getsemani, Gesù prega mentre i suoi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dormono. Mentre prega in isolamento, Satana gli appare in forma androgina e lo tenta, affermando che nessuno può sopportare il peso che Dio gli chiede: soffrire e morire per i peccati dell'umanità. Il sudore di Gesù si trasforma in sangue e gocciola a terra mentre un serpente emerge dalle sembianze di Satana. Gesù sente i suoi discepoli chiamarlo e rimprovera Satana schiacciando la testa del serpente.

Giuda Iscariota, un altro dei discepoli, volendo forzare Cristo a usare i suoi poteri perché liberi gli ebrei dai romani, decide di tradirlo solo per costringerlo a fare ciò che sperava credendo che se avesse messo il suo maestro in una situazione di grave pericolo avrebbe usato i suoi poteri divini di Figlio di Dio per liberarsi dai suoi oppressori e condurre gli ebrei alla libertà. Così, dopo aver ricevuto un compenso di 30 monete d'argento, conduce un gruppo di guardie del Tempio nella foresta e tradisce l'identità del Maestro. Quando le guardie lo arrestano, scoppia una rissa in cui Pietro estrae la spada da un fodero e mozza l'orecchio di Malco, una delle guardie e servo del sommo sacerdote Caifa. Gesù raccoglie l'orecchia mozzata e compie l'ultimo suo miracolo rimarginandogliela sulla ferita di Malco, rimproverando Pietro pur sapendo che voleva solo difenderlo come gli aveva promesso, ma Gesù decide di andare incontro al suo destino pur sapendo cosa gli accadrà. Mentre gli altri apostoli fuggono, le guardie assicurano Gesù e lo picchiano durante il viaggio verso il Sinedrio. Giuda, che assiste alle percosse e ai maltrattamenti a cui Gesù viene sottoposto, lo istiga a usare i suoi poteri per liberarsi e dimostrare ai suoi nemici che è il Figlio di Dio, ma ancora una volta Gesù non cede lasciando Giuda scioccato e sconvolto dal vedere ciò in quanto non era quello che sperava che accadesse: ciò gli fa realizzare di aver commesso un terribile errore.

Giovanni informa Maria, madre di Gesù, e Maria Maddalena dell'arresto, mentre Pietro segue Gesù e i suoi rapitori. Maddalena implora una pattuglia romana di passaggio di intervenire, ma una guardia del tempio assicura loro che è pazza. Gesù viene processato nonostante l'obiezione di alcuni altri sacerdoti, che vengono espulsi dal tribunale. Contro di lui vengono mosse false accuse e testimoni. Alla domanda di Caifa se è il Figlio di Dio, Gesù risponde "Io sono". Il sommo sacerdote, al colmo dell’ira, incapace di accettare la verità si strappa le vesti e condanna Gesù a morte per blasfemia. Fuori dal palazzo, Pietro si confronta con la folla circostante che lo riconosce come seguace di Gesù, ma questi nega di esserlo. Dopo aver imprecato contro la folla durante il terzo diniego, Pietro fugge quando ricorda l'avvertimento di Gesù. Giuda, intanto, pentitosi del tradimento di un innocente, tenta di restituire il denaro che gli è stato pagato per liberare Gesù, ma viene rifiutato dai sacerdoti; a questo punto si isola e viene tormentato da un gruppo di bambini che si rivelano essere demoni. Giuda fugge dalla città e si impicca con una fune presa da un asino morto.

Caifa porta Gesù davanti a Ponzio Pilato per essere condannato a morte. Su sollecitazione di sua moglie Claudia, che conosce lo status di Gesù come uomo di Dio, e dopo averlo interrogato e non trovando alcuna colpa capendo che Caifa e i sacerdoti lo hanno accusato falsamente per invidia, il governatore lo trasferisce alla corte di Erode Antipa (poiché Gesù è di Nazareth in Galilea, che è sotto la giurisdizione di Antipa). Dopo che Gesù è stato ridicolizzato alla corte di Erode ed è tornato, Pilato offre alla folla lì radunata la possibilità di scegliere se rimettere in libertà Gesù o il brigante Barabba. La folla istigata da Caifa chiede che Barabba sia liberato e Gesù crocifisso. Tentando di placare la folla, Pilato, non volendo che Gesù muoia poiché ormai ne ha capito la chiara innocenza, ordina che Gesù venga soltanto duramente castigato. Gesù viene quindi brutalmente flagellato, maltrattato e infine deriso dalle guardie romane. Dopo il supplizio viene portato in una stalla dove gli mettono una corona di spine sulla testa e lo prendono in giro dicendo "Ti saluto, re dei Giudei". Uno stremato Gesù viene poi presentato davanti a Pilato, che vorrebbe di nuovo liberarlo, mentre Caifa con l'incoraggiamento della folla, continua a chiedere che Gesù sia invece crocifisso. Pilato, dopo essersi lavato le mani, con riluttanza ordina la crocifissione di Gesù. Satana osserva le sofferenze di Gesù con sadico piacere.

Mentre Gesù porta una pesante croce di legno lungo la Via Dolorosa fino al Calvario, Veronica, una donna, evita la scorta dei soldati e chiede a Gesù di asciugarsi il viso con il suo panno, poi gli offre un bicchiere d'acqua da bere, ma una guardia la scaglia via e la disperde. Durante il viaggio verso il Golgota, Gesù viene picchiato dalle guardie fino a quando il riluttante Simone di Cirene è costretto a portare con sé la croce. Alla fine del loro viaggio, con sua madre Maria, Maria Maddalena e altri che testimoniano, Gesù viene crocifisso.

Appeso alla croce, Gesù prega Dio Padre chiedendo perdono per le persone che lo hanno tormentato e offre la salvezza a un ladro penitente crocifisso accanto a lui. Alle tre di pomeriggio, cede il suo spirito al Padre e muore. Una sola goccia di pioggia cade dal cielo a terra, innescando un terremoto che distrugge il tempio e squarcia in due il velo che ricopre il Sancta Sanctorum. Satana urla sconfitto dalle profondità dell'Inferno. Il corpo di Gesù viene infine deposto dalla croce e sepolto. Tre giorni dopo, Gesù risorge; il suo corpo scompare dall'interno del telo sindonico che si affloscia quindi su se stesso, ed esce dal sepolcro, con i fori delle ferite visibili sui palmi delle mani.

Produzione Sceneggiatura La trama del film cerca di seguire il racconto dei Vangeli creando una sinossi-armonizzazione di essi data la loro complementarità (vedi tavola sinottica in Passione di Gesù). Alcune delle scene sono tratte dai diari di Anna Katharina Emmerick, una mistica tedesca vissuta tra il 1774 e il 1824 – in particolare dal suo libro La dolorosa passione del Nostro Signore Gesù Cristo –, da Mistica Città di Dio di María di Ágreda e da L'Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta. Secondo il giornalista del New York Times Stephen Prothero, Mel Gibson si sarebbe ispirato anche alla Storia di Cristo di Giovanni Papini per il suo film.

Secondo Prothero, «Gibson e Papini hanno molto in comune. (…) Entrambi sono cattolici tradizionalisti approdati a un'intensa fede in età matura (…). Ognuno presenta il suo Gesù con la gioia e talvolta il fanatismo di un neofita. A differenza della Passione di Cristo di Gibson, che si limita a raccontare le ultime 12 ore della vita di Gesù, il volume di Papini copre l'intera storia. Il libro, però, tende inesorabilmente verso il processo e la croce, dove i farisei si trasformano in serpenti (Pharisaical vipers) e la violenza si scatena incontrollabile. Il Gesù di Papini è indiscutibilmente divino, ma è anche intrappolato nella tomba del corpo. Così è anche Gesù di Gibson: un Servo Sofferente che soffre le torture per noi, espira il suo ultimo respiro per noi e ci viene incontro nella presenza reale dell'Eucaristia».

Riprese Per ricreare maggior realismo, il film è stato interamente girato in latino, in ebraico e in aramaico, le lingue del tempo, e sottotitolato nelle lingue moderne. La ricostruzione dei dialoghi in aramaico, lingua che nella versione parlata allora in Giudea (il cosiddetto "aramaico maccabaico"), ci è nota solo con una certa approssimazione, è stata affidata al gesuita statunitense William Fulco, mentre per il latino è stata scelta la pronuncia ecclesiastica in luogo della restituta, verosimilmente utilizzata dai Romani di quel periodo.

II film è stato interamente realizzato in Italia con un cast in prevalenza composto da attori italiani. Gli esterni del film sono stati girati in Basilicata, nelle città di Matera (come aveva fatto Pasolini nel Vangelo secondo Matteo del 1964) e Craco, paese fantasma della provincia materana. Gli interni del film presso gli studi di Cinecittà a Roma. Le riprese del film si sono svolte in 79 giorni, dal 4 novembre 2002 al 23 gennaio 2003; il budget è stato di .

Sono molti gli aneddoti che girano attorno alla lavorazione del film, avvenuta su un set blindato, nel freddo inverno lucano. Il coinvolgimento emotivo e spirituale è stato forte anche da parte di chi non si poteva dire credente: un esempio fu la conversione dell'attore Pietro Sarubbi (Barabba), che ha dichiarato di aver abbracciato il cristianesimo proprio sul set della pellicola.

L'interprete del Cristo, l'attore cattolico statunitense James Caviezel, è stato assistito per tutte le riprese da un sacerdote; nelle pause di lavorazione recitava il rosario per trarre ispirazione. Nella maggior parte delle scene nel film dove vi è Gesù morente sulla croce, Caviezel è stato sostituito con una fedele ricostruzione robotica del valore di circa , un eccellente "lavoro in ecopelle" in modalità animatronica per muovere la testa e gli arti, ansimare e far uscire fiotti di sangue e creato dal maestro degli effetti speciali Keith Vanderlaan, il quale aveva già esibito le sue truculente qualità in altri film come Dracula e Hannibal. Caviezel ha comunque girato le scene sulla croce, ma solo quelle dove recitava. Tra l'altro girò quelle scene in pieno inverno, quando la temperatura raggiungeva a malapena i 5° gradi a Matera; questo e la presenza di un forte vento gli costarono ipotermia e polmonite. La ricostruzione robotica è stata usata per il momento dell'inchiodamento alla croce e per le riprese in cui Cristo non dialoga, per le scene d'effetto.

Nella scena in cui il primo chiodo viene puntato nel palmo della mano di Cristo e poi affondato nella croce, la mano dell'inchiodatore è quella di Mel Gibson. È sempre la mano di Gibson che aiuta ad alzarsi Monica Bellucci (Maria Maddalena) nella scena in flashback della lapidazione. Per la flagellazione invece è stato applicato un accurato make-up sul dorso e torace dell'attore, in modo da avere l'effetto più realistico possibile della carne lacerata dalle fruste dei soldati munite di uncini (flagelli), anche se durante l'esecuzione del flagrum gli interpreti dei soldati romani simulavano con le fruste (prive di uncinetti sulle corde) di colpire il dorso di Caviezel e solo successivamente durante la post produzione tramite la CGI sono stati applicati sia gli uncinetti alle corde delle fruste nel momento del colpo che l'effetto dei tagli sulla pelle dell'attore.

In un'intervista rilasciata a Newsweek, Jim Caviezel ha ammesso di aver sofferto fisicamente durante le riprese, subendo perfino un intervento chirurgico al cuore. Mel Gibson pare abbia pagato di tasca sua tutte le cure, in segno di gratitudine per aver sottoposto l'attore a un forte stress psicofisico.

Distribuzione Il film è uscito nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti il 25 febbraio 2004 (Mercoledì delle ceneri). In Italia, invece, è uscito nelle sale il 7 aprile 2004 (Mercoledì santo)

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