È considerato un importante esponente dell'evoluzione della medicina francese del XIX secolo e della scuola parigina. Fu un innovatore dell'ematologia, associata alla patologia clinica, e si distinse anche nel campo dell'anatomia patologica.Huard 1983, pp. 131-153

Biografia Gli inizi Gabriel Andral nasce il 6 novembre 1797 a Parigi, da una famiglia, originaria di Espédaillac, nel dipartimento della regione dell'Occitania. La sua famiglia aveva già prodotto ben sette generazioni di medici.Bynum 1985, p. 34 Suo padre, Guillaume, era un medico piuttosto noto in Francia, in quanto membro dell’Académie nationale de médecine e medico militare: fu medico personale di Carlo X e, successivamente, di Gioacchino Murat, che seguì in Italia quando, nel 1808, il generale fu nominato re di Napoli da Napoleone. Andral trascorre buona parte della sua adolescenza in Italia, con il padre, dove intraprende i primi studi e viene presto avviato alla professione medica. Tornato in Francia, nel 1813, frequenta per due anni il Lycée Louis-le-Grand di Parigi e, nel 1815, si iscrive alla facoltà di medicina.Doyle 1989, pp.491-493 Compie il suo tirocinio presso l’Hôpital de la Charité sotto la guida del professor Eugene Lerminier, un vecchio allievo di Jean-Nicolas Corvisart des Marets, che, da allora, diviene il suo mentore. Andral si distingue, fin da subito, per la sua assiduità e la sua serietà nel lavoro. Nel 1821 si laurea con una tesi dal titolo: Ricerche sull'espettorazione in diverse patologie del torace.

Gli anni dopo la laurea In data 3 giugno 1823 è eletto deputato e membro dell'Académie nationale de médecine e resta in carica fino al 17 marzo 1833. Nel 1828 Andral ottiene l'incarico di professore d’igiene e fonda con due suoi colleghi, Jean-Baptiste Bouillaud e Claude Auguste Reynaud, una rivista medica, Le Journal Hebdomadaire, che viene pubblicata per due anni e fornisce interessanti relazioni su osservazioni condotte su vari pazienti, analisi ed esami comparativi. Queste osservazioni saranno raccolte, insieme a numerosi altri studi, nella sua Clinique medicale, un’opera in quattro volumi, pubblicata nel 1837 in collaborazione con Lerminier. Il successo professionale che Andral ottiene a partire da questo momento è dovuto, prima di tutto, alla qualità dell'opera e alla sua abilità medica, ma, senza dubbio, anche alla forza delle reti di amicizia della sua famiglia e al sostegno ricevuto dal suocero. Infatti, nel 1827, Andral sposa Angélique Royer-Collard, figlia di Pierre-Paul Royer-Collard, uno dei politici più influenti dell'epoca, e, da lei, ha un figlio: Paul Andral. Nel 1830 riceve la prestigiosa cattedra di patologia generale e nel 1839 succede a François Broussais come professore di patologia clinica, mantenendo questo incarico per ben ventisette anni. Nel 1843 diviene membro dell'Académie des sciences.

Lo scontro con Broussais

Andral, nei suoi scritti, esprime una certa diffidenza nei confronti della teoria umorale ippocratica, rifiutando l'idea che il corpo sia un sistema costituito dall'unione di quattro elementi: sangue, flegma, bile gialla e bile nera. In questo senso, tuttavia, risulta significativo il fatto che Andral, a differenza di René Laennec e di numerosi altri medici a lui contemporanei, pur respingendo tale dottrina, la discuta con rispetto, trattandola come un fenomeno puramente storico.Ackerknecht 1967, pp.105-135 La sua posizione ideologica, in riferimento all'ormai radicata dottrina ippocratica, lo espone al giudizio di François Broussais, uno dei medici parigini più influenti della prima metà dell'Ottocento, particolarmente noto come sostenitore dell'uso del salasso e del metodo delle sanguisughe.Borghi 2012, p.114 Queste due pratiche erano, del resto, assolutamente coerenti con la teoria umorale, che considerava la malattia una diretta conseguenza del difetto o dell'eccesso di uno dei quattro umori corporei. Broussais era solito applicare tra le quaranta e le duecento sanguisughe per volta sul corpo del malato. Questi eccessi cominciarono a suscitare un rifiuto da parte di diversi medici dell’epoca, tra cui Andral, il quale fu uno dei più accaniti propugnatori del cosiddetto "metodo numerico" di Pierre-Charles Alexandre Louis, un nuovo metodo d'indagine che, attraverso l'osservazione e l'analisi di un grande numero di casi clinici, riuscì a dimostrare la completa inefficacia del salasso. Inoltre, nel III e nel IV volume della Clinique medicale, Andral discute alcune patologie dell’addome, in opposizione alla teoria fisiologica di Broussais, secondo cui la causa di tutte le malattie risiede nelle lesioni, croniche o acute, dell'apparato gastrointestinale. Andral sostiene, invece, che forma e funzione non sempre corrispondono in patologia e che i sintomi possono esistere anche senza che ci siano lesioni e le lesioni senza sintomi. Schierarsi apertamente contro un professionista come Broussais, procurò ad Andral numerose critiche e veri e propri attacchi personali.

Gli studi ematologici

Andral si dedica instancabilmente allo studio del sangue, portando avanti approfonditi studi sull’argomento, i quali dimostrarono la fondamentale importanza della chimica del sangue nel processo di diagnosi. Andral, infatti, applica l’analisi microscopica, chimica e sperimentale negli animali, allo studio delle malattie del sangue, tanto da essere considerato uno dei fondatori dell'ematologia moderna. Il suo Essay d'hematologie pathologique, pubblicato nel 1843, in cui esprime il suo debito nei confronti di François Magendie, è un chiaro esempio del passaggio da una fase della patologia alla clinica.Doyle 1989, pp. 491-493

Gli ultimi anni

Il saggio sull’ematologia è il suo ultimo grande lavoro. Infatti, nel 1866, interrompe la propria carriera. Le ragioni di tale decisione sono tutt'altro che chiare. Andral avrebbe rinunciato perché si sentiva troppo stanco e provato dagli attacchi ricevuti dai numerosi detrattori. In realtà, a giocare il ruolo più importante nella sua scelta, sono due eventi personali particolarmente dolorosi: la malattia della moglie e la morte del figlio per tubercolosi. Andral, tuttavia, continua a coltivare il proprio interesse per la medicina e la ricerca. Nel 1870, lascia Parigi, insieme alla moglie, trasferendosi a Châteauvieux, nel Loir-et-Cher, dove Royer-Collard possiede una proprietà. Angèlique viene a mancare nel 1872 e, quattro anni dopo, Andral, in seguito ad una polmonite, muore il 13 Febbraio 1876, all'età di settantanove anni.

Impegno scientifico e scritti principali

Cronologicamente l'attività scientifica di Andral si divide in tre periodi. Egli, infatti, affermò di aver studiato medicina tre volte: quando studiò l'anatomia patologica, quando apprese un nuovo metodo di diagnosi e quando iniziò le sue indagini sull'ematologia.

Anatomia patologica

Prima ancora di concludere gli studi, Andral nutre già un particolare interesse per l'anatomia patologica, tanto che nel 1820 pubblica una serie di articoli sulle emorragie interstiziali dei muscoli e sui tumori dello stomaco, ancora poco noti. Negli anni successivi si dedica alla stesura di due importanti opere sull'argomento, dove chiarisce il ruolo dell'anatomia patologica nella medicina moderna e riporta una serie di osservazioni e analisi anatomiche.

Précis d'anatomie pathologique (1829)

Nella prima parte dell'opera Andral si propone di spiegare le relazioni tra la nuova scienza e la medicina pratica, aiutandosi con l'anatomia comparata, in particolare con quella del cavallo. Nella seconda parte, invece, espone i risultati di ricerche su diverse patologie umane, tra cui la pericardite. Andral dimostra come l'infiammazione acuta o cronica della membrana che riveste le cavità cardiache possa essere presente anche se non si avverte alcun rumore, e come, allo stesso modo, sia possibile sentire un "soffio" sintomatico nonostante le valvole cardiache siano ben funzionanti. Egli, inoltre, comprende la rilevanza della pericardite nello sfociare di aneurismi del cuore. Scrive, infine, sul sistema nervoso e riguardo a disturbi dovuti all'interruzione della circolazione polmonare e alla rottura di vene, arterie e capillari.Huard 1983, pp.131-153.

Traitè d'Anatomie pathologique (1843)

Nel trattato di anatomia patologica Andral definisce l'oggetto di studio della disciplina, ripercorrendone la storia e evidenziandone i rapporti con le altre branche della medicina. L'autore valuta, infatti, come l'anatomia patologica possa orientare la terapeutica, che, da sola, fornisce nozioni spesso insufficienti e incerte.

Il trattato si divide in due sezioni: nella prima, intitolata “Anatomia patologica generale”, Andral descrive i principali tipi di lesioni dell'organismo umano, in base alle caratteristiche che essi hanno in comune tra di loro e al ruolo che assumono nell'insorgenza della malattia; nella seconda sezione, dal titolo “Anatomia patologica speciale”, egli applica alla storia delle malattie il metodo illustrato nella prima parte. Particolare rilievo assume la descrizione della linfangite carcinomatosa, osservata in una paziente con cancro uterino. Andral espone, dunque, i risultati di approfonditi studi riguardo alle principali patologie umane, indagandone i rapporti e il metodo di concatenazione e successione, anche attraverso la dissezione di corpi umani e animali. In effetti il trattato di patologia contiene un gran numero di materiale comparativo fornito dalla scuola veterinaria di Alfort..

Diagnostica

Andral si distingue nel campo della diagnostica soprattutto per aver contribuito alla diffusione dello stetoscopio e del metodo di auscultazione mediata, ideato da Laennec.. Riconoscendo l'importanza di tale scoperta, Andral non si limita a servirsene, ma, piuttosto, la perfeziona individuandone le qualità e i limiti. Egli, infatti, si accorge che l'auscultazione mediata spesso non fornisce i mezzi per riconoscere la gravità di un sintomo, e non è sempre sufficiente per distinguere, ad esempio, una febbre da una tubercolosi. Inoltre egli individua la zona di ottusità legata alla presenza del cuore, sottolineando l'importanza dell'analisi del rumore respiratorio durante le crisi febbrili; fissa il numero normale di respiri al minuto; distingue i tempi di inspirazione ed espirazione e collega al primo di essi la presenza di crepitii scoppiettanti, che indicano un inizio di polmonite. Descrive, quindi, le forme di edema polmonare e di dispnea parossistica e conduce una serie di analisi sulla tubercolosi, dimostrando come nei bambini l'insorgenza della malattia si manifesti solo dopo il secondo anno di vita..

Clinique medicale ou choix d'observations recuillies à la clinique de M. Lerminier (1837)

La Clinique medicale è sicuramente l'opera più rappresentativa di questo periodo, nonché un modello delle migliori pratiche mediche di quei tempi. Il trattato si articola in quattro volumi, ciascuno suddiviso in sei parti, le quali a loro volta sono suddivise in sezioni. L'opera è stata pubblicata in cinque edizioni successive: la prima, a cui Andral si dedica quando era ancora uno studente di medicina, nel 1823, la seconda nel 1824 e, successivamente, nel 1826 e nel 1827.Hajdu 2003, pp.119-122. Nella Clinique medicale Andral espone le proprie osservazioni su pazienti a partire dai sintomi e dai segni fino alla diagnosi e alle osservazioni post-mortem. Segue, per ogni parte, un breve riassunto dei casi presi in esame, divisi per patologia, e la descrizione del metodo di osservazione adottato.

Ematopatologia