Nella storiografia greca il nome Lotta Macedone, o Makedonikòs Agònas (Μακεδονικός Αγώνας), è il periodo tra 1870 e 1912 quando in Macedonia si sviluppò un movimento per la liberazione della regione dal dominio ottomanoPiero Vereni, Vite di confine: etnicità e nazionalismo nella Macedonia occidentale greca, Meltemi Editore srl, 2004. La sua fase più decisiva fu tra il 1904 e il 1908Umberto CINI, IL RICHIAMO DEI BALCANI. n° 127, ‘Grecia versus Macedonia’, quando le potenze coinvolte, attraverso i comitati rivoluzionari istituiti già dagli ultimi decenni del ‘800Umberto CINI, Grecia versus Macedonia, p. 129, passarono allo scontro armato. Sono le bande bulgare dei komitadji, formate ufficialmente con lo scopo di fondare scuole e chiese sul territorio, che presto si attivano con iniziative antiturche. I comitati scatenano rivolte, l'ultima esplosa il 2 agosto del 1903, che provocano una dura risposta delle truppe ottomane. La repressione coinvolge anche le popolazioni greche, estranee ai fatti, e provoca la reazione di Atene che organizza un apposito comitato per la Macedonia. Da Atene cominciano ad arrivare aiuti concreti nella regione per il sostegno della popolazione greca oppressa dal dominio turco e tormentata dalle angherie dei komitadji. Nell'agosto del 1904 l'ufficiale greco Pavlos Melàs a capo di una banda armata accorre nella regione in difesa delle popolazioni grecheUmberto CINI, Grecia versus Macedonia, p. 130.

Nell'estate del 1908 le autorità ottomane, in seguito alla rivoluzione dei Giovani Turchi, concedono un'amnistia ai combattenti. La lotta però terminerà solo dopo la prima guerra balcanica nel 1912 con la liberazione dell'intera regione dal dominio ottomano.

Tra i personaggi più importanti del periodo oltre il nome di Pavlos Melas spicca anche quello di Ionas Dragoumis.

Note

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