Il cippo gromatico era uno strumento utilizzato in epoca romana dai gromatici o mensores (geometri dell'epoca) come segno confinario nelle operazioni di suddivisione del territorio (centuriazioni).

Descrizione A lungo interpretati come "cippi gromatici" o “termini muti di centuriazione” (connessi alle operazioni di suddivisione agraria del territorio in età romana repubblicana e imperiale) questi massicci blocchi lapidei di sagoma generalmente troncoconica, pesanti diversi quintali, sono in realtà contrappesi pertinenti ai cosiddetti "torchi a leva e vite" per la spremitura dell'uva (ma anche per la produzione dell'olio di oliva o di semi oleosi). Largamente diffuso in tutto l'ambito europeo continentale e mediterraneo dal V sec. a.C. fino al XIX sec., il torchio a leva e vite è ben noto dall'iconografia, dai numerosi ritrovamenti archeologici nell'ambito di insediamenti romani e medievali, nonché da alcuni esemplari superstiti anche di dimensioni monumentali, per esempio il torchio del castello di Angera conservato nel sito originale.

Note

Bibliografia

AA.VV., Il paesaggio mantovano nelle tracce materiali, nelle lettere e nelle arti, parte 1, Mantova, 2000.

Voci correlate Agrimensura Centuriazione

Cippo gromatico