La costruzione fattitiva, chiamata anche causativa, è una struttura sintattica in cui è presente un complesso verbale formato da un verbo fattitivo, cioè fare o lasciare, o da un verbo percettivo, come intendere, sentire, udire e vedere, combinato con un infinitoSalvi e Vanelli, Nuova grammatica italiana, p. 234:

(1) a. Marco fece venire Marta b. Marco fece assaggiare il vino a Marta c. Marco fece assaggiare il vino da Marta Struttura La presenza di un complesso verbale nella costruzione fattitiva spiega il fatto che nella formazione della costruzione stessa gli argomenti interni dell'infinito diventano argomenti dell'intero complesso verbale. Il soggetto dell'infinito (che rappresenta chi compie o partecipa all'azione descritta dal verbo all'infinito), è generalmente non espresso nelle altre costruzioni con l'infinito, ma può essere espresso nella costruzione fattitiva. Tale soggetto, tuttavia, non compare mai come tale, ma viene reso come un argomento (diverso dal soggetto) del complesso verbale, dato che quest'ultimo ha già il suo soggetto che coincide con quello del verbo fattitivo/percettivo.

Nella frase "Marco fece venire Marta", ad esempio, sia il verbo fattitivo fece, sia il verbo all'infinito venire, considerati separatamente, hanno degli argomenti interni: il verbo fece ha come argomento interno il soggetto Marco, il verbo venire ha come argomento interno il soggetto Marta, poiché è Marta che compie l'azione di "venire". Con la formazione del complesso verbale fece venire, sia il soggetto del verbo fece sia il soggetto del verbo venire passano da argomenti interni dei singoli verbi ad argomenti dell'intero complesso verbale. Tuttavia, mentre il soggetto del verbo fece mantiene la sua funzione sintattica, passando da soggetto del singolo verbo a soggetto del complesso verbale (Marco compie l'azione di "fare venire"), il soggetto del verbo venire cambia la sua funzione sintattica, passando da soggetto del singolo verbo a oggetto diretto del complesso verbale.

L'argomento con il quale viene espresso il soggetto del verbo all'infinito dipende dalla transitività o non transitività del verbo all'infinito. Si possono avere due strutture fondamentali: Costruzione fattitiva con infinito di un verbo non transitivo: (2) Marco fece venire Marta (= Marco fece in modo che Marta venisse)

Nel caso in cui il verbo all'infinito sia intransitivo (ad esempio, venire), il soggetto dell'infinito viene espresso sotto forma di oggetto diretto (Marta) e presenta le proprietà tipiche dell'oggetto diretto: può essere pronominalizzato con un clitico accusativo (3a) e può diventare soggetto della frase passiva (3b):

(3) a. Marco la fece venire b. Marta fu fatta venire da Marco Costruzione fattitiva con infinito di un verbo transitivo: (4) Marco fece assaggiare il vino a Marta (= Marco fece in modo che Marta assaggiasse il vino)

Nel caso in cui il verbo all'infinito sia transitivo (ad esempio, assaggiare), il soggetto dell'infinito viene espresso sotto forma di oggetto indiretto del complesso verbale (a Marta) e può essere pronominalizzato con il clitico dativo:

(5) Marco le fece assaggiare il vino Costruzione fattitivo-passiva La costruzione fattitivo-passiva è una variante della costruzione fattitiva in cui il verbo all'infinito è un verbo transitivo, ma ha valore passivo e quindi si comporta come un verbo non transitivo.Salvi e Vanelli, Nuova grammatica italiana, p. 235:

(6) Marco fece assaggiare il vino da Marta

La frase (6) può essere, infatti, parafrasata come “Marco fece in modo che il vino fosse assaggiato da Marta”, in cui il soggetto dell'infinito (che è vino e non Marta, come si potrebbe erroneamente pensare) viene espresso sotto forma di oggetto diretto del complesso verbale, e nella frase può comparire facoltativamente il complemento di agente (da Marta).

L'eventuale presenza del complemento di agente in frasi di questo tipo rappresenta un importante fattore disambiguante, perché permette di distinguere la costruzione fattitiva da quella fattitivo-passiva. È il caso di costruzioni con verbi come aumentare, che hanno sia una variante causativa (cioè possono essere transitivi), sia una variante media (cioè possono essere anche inaccusativi): se il complemento d'agente è espresso, al verbo viene data un'interpretazione causativa e un valore passivo, per cui si ha certamente una costruzione fattitivo-passiva in cui il soggetto dell'infinito si realizza come oggetto diretto del complesso verbale (7a); se il complemento d'agente non è espresso, la frase risulta ambigua, perché al verbo di modo infinito può essere data sia un'interpretazione causativa, sia un'interpretazione come verbo medio e, in quest'ultimo caso, si tratta di una costruzione fattitiva (7b):

(7) a. Fece aumentare il prezzo dal negoziante (= Fece in modo che il prezzo fosse aumentato dal negoziante; interpretazione causativa) b. Fece aumentare il prezzo (= Fece in modo che il prezzo fosse aumentato oppure Fece in modo che il prezzo aumentasse; interpretazione come verbo medio)

Anche se nella struttura tipica della costruzione fattitivo-passiva l'infinito è un verbo transitivo con valore passivo, cioè si comporta come un verbo non transitivo, è possibile formare costruzioni fattitivo-passive anche con alcuni verbi intransitivi (come telefonare) e transitivi usati senza oggetto diretto (come scrivere):

(8) a. Faccio telefonare da Marco (= Faccio in modo che Marco telefoni) b. Faccio scrivere da Marco(= Faccio in modo che Marco scriva)

La possibilità di usare la costruzione fattitivo-passiva anche con alcuni verbi intransitivi o usati intransitivamente costituisce la differenza tra questa e la costruzione passiva, che si applica solo ai verbi transitivi (*È stato telefonato da Marco (= Marco ha telefonato)/ *È stato scritto da Marco (= Marco ha scritto)).

A parte questa importante differenza, la costruzione fattitivo-passiva ha le stesse condizioni d'uso della costruzione passiva, infatti: Non può essere usata con i verbi che non ammettono la costruzione passiva (9) e, in questi casi, al suo posto si usa la costruzione fattitiva con l'oggetto indiretto che rappresenta il soggetto (10b):

(9) *Queste matite sono avute da Marco

(10) a. *Fece avere le matite da Marco b. Fece avere le matite a Marco Non può essere usata con le espressioni idiomatiche a cui non si può applicare la costruzione passiva (11) e, anche in questo caso, al suo posto si usa la costruzione fattitiva con l'oggetto indiretto che rappresenta il soggetto (12b):

(11) *Il lunario sarà sbarcato da Marco

(12) a. *Fece sbarcare il lunario da Marco b. Fece sbarcare il lunario a Marco

La costruzione fattitivo-passiva svolge, inoltre, due importanti funzioni: Viene usata al posto di una costruzione fattitiva con verbo transitivo in cui il soggetto è un referente inanimato:

(13) a. *Faranno tormentare Maria al dispiacere b. Faranno tormentare Maria dal dispiacere Sostituisce preferenzialmente una costruzione fattitiva con l'infinito che è un verbo transitivo, quando l'oggetto diretto dell'infinito è rappresentato da un clitico accusativo se entrambi gli argomenti (il clitico ed il soggetto dell'infinitiva) sono animati:

(14) a. ??Li fecero trovare ai carabinieri b. Li fecero trovare dai carabinieri

Relazioni tra funzioni sintattiche Il seguente schema rappresenta le relazioni principali tra le funzioni sintattiche dei singoli verbi componenti il complesso verbale e le funzioni sintattiche dell'intero complesso verbale della costruzione fattitiva:

(15) a.Marco ha fatto venire Maria in piscina Argomenti dei singoliverbi Argomenti del complessoverbale Fare → Soggetto (Marco) → Soggetto (Marco) + Infinitonontransitivo → SOGGETTO (Maria)→ Argomento interno(in piscina) → OGGETTO DIRETTO (Maria)→ Argomento (in piscina)

b.Marco ha fatto mangiare il gelato a Maria Argomenti dei singoliverbi Argomenti del complessoverbale Fare → Soggetto (Marco) → Soggetto (Marco) + Infinitotransitivo → SOGGETTO (Maria)→ Argomento interno(il gelato) → OGGETTO INDIRETTO (a Maria)→ Argomento (il gelato)

c.Marco ha fatto mangiare il gelato (da Maria) Argomenti dei singoliverbi Argomenti del complessoverbale Fare → Soggetto (Marco) → Soggetto (Marco) + Infinito"passivo" → SOGGETTO (il gelato)→ compl. d'agente → OGGETTO DIRETTO (il gelato)→ compl. d'agente (da Maria)

Lo schema evidenzia il fatto che nella costruzione fattitiva solo il soggetto dell'infinito cambia la sua funzione sintattica, divenendo oggetto diretto (nella fattitiva con non transitivo e nella fattitivo-passiva) o oggetto indiretto (nella fattitiva con transitivo) del complesso verbale; tutti gli altri argomenti interni dell'infinito mantengono la stessa funzione come argomenti del complesso verbale: nella costruzione fattitiva con verbo transitivo (15b), ad esempio, l'oggetto diretto dell'infinito (il gelato) rimane oggetto diretto del complesso verbale.

Costruzione causativa Quando l'analisi di una struttura che corrisponde ad una costruzione fattitiva viene spostata sul piano semantico, cioè sul piano dell'interpretazione che viene data alla costruzione al di là della sua struttura superficiale, si parla di costruzione causativa. La costruzione fattitiva, quindi, viene chiamata anche causativa, poiché sul piano semantico essa esprime spesso una relazione tra due agenti in cui il primo, detto Iniziatore o Istigatore, istiga l'agire del secondo, detto Esecutore.

(16) Mario ha fatto cantare i bambini

Nella frase (16) "Mario" è l'Iniziatore, perché causa l'agire de "i bambini" che rappresentano l'Esecutore; tra Iniziatore ed Esecutore, quindi, c'è un rapporto gerarchico per il quale l'Iniziatore ha il potere di indurre l'Esecutore a compiere un'azione. Per questi motivi, si dice che l'Iniziatore esercita una forza causativa (o controllo) sull'Esecutore. Tale forza causativa può avere un grado forte o un grado debole: quando la forza causativa ha un grado forte, l'Iniziatore impone, comanda all'Esecutore di fare qualcosa e nella costruzione causativa si usa il verbo "fare" combinato con l'infinito (17); quando la forza causativa ha un grado debole, l'Iniziatore dà un permesso o un'autorizzazione all'Esecutore e, in questo caso, si possono usare il verbo "fare" o il verbo "lasciare" combinati con l'infinito (18):

(17) Mia madre mi fa lavare i piatti tutte le sere (grado forte)

(18) a. I miei mi facevano uscire con il mio ragazzo nel fine settimana (grado debole) b. I miei mi lasciavano uscire con il mio ragazzo nel fine settimana (grado debole) Tipi di costruzioni causative In italiano la forza causativa (per cui l'Iniziatore esercita un controllo sull'Esecutore, imponendogli o permettendogli qualcosa) non si manifesta in tutte le costruzioni causative; per questo motivo, si distinguono tre tipi di causative: Al primo tipo appartengono le “false” causative, cioè costruzioni che, pur avendo l'aspetto esterno di causative (o fattitive), non presentano un controllo dell'Iniziatore sull'Esecutore, ma la forza causativa è nulla:

(19) La mamma fa trovare il pranzo pronto ai bambini

La frase (19) non può essere interpretata come “La mamma obbliga/permette ai bambini a/di trovare il pranzo pronto”; in questo caso infatti, la costruzione serve solo per mettere in relazione due agenti tra i quali non vi è alcuna forza causativa, ma solo un rapporto per cui il primo agente (la mamma) fa qualcosa per l'altro (i bambini).

Corrispondono a “false” costruzioni causative combinazioni come fare avere, fare credere, lasciare intendere, fare sapere, fare vedere, farsi vedere.

Al secondo tipo di costruzioni causative appartengono le costruzioni dal significato ambiguo, cioè quelle che possono essere interpretate sia in base alla presenza di un controllo o forza causativa da parte dell'Iniziatore sull'Esecutore, sia in base ad un altro tipo di rapporto, non causativo:

(20) Fece studiare il nipote