Linvasione alleata della Germania fu l'insieme delle operazioni e manovre militari avvenute sul fronte occidentale della seconda guerra mondiale sul territorio della Germania occidentale. Da febbraio a maggio del 1945, gli Alleati organizzarono e misero in atto una serie di manovre con l'intento di attraversare il fiume Reno, dilagare in Germania e costringere i tedeschi alla resa. L'avanzata alleata, favorita dalla schiacciante superiorità di uomini e mezzi e dalla modesta resistenza delle residue truppe tedesche, si concluse con pieno successo con il congiungimento sulla linea dell'Elba con le forze dell'Armata Rossa che avevano concluso a loro volta la battaglia di Berlino e l'occupazione della Germania orientale.
Gli antefatti
All'inizio della primavera del 1945, dopo aver respinto in gennaio l'offensiva delle Ardenne, l'ultimo grande attacco tedesco sul fronte occidentale, tutto era pronto per un'azione decisiva degli Alleati che ponesse fine alla seconda guerra mondiale in Europa.
Dopo il fallimento nelle Ardenne, l'Esercito tedesco era ormai allo stremo e le rimanenti forze non erano in grado di resistere ad un'ennesima offensiva alleata in Europa occidentale. Inoltre, tra febbraio e marzo 1945, l'avanzata in Renania aveva permesso agli Alleati di impadronirsi del ponte Ludendorff, a Remagen, consentendo alle truppe anglo-americane di oltrepassare agevolmente il fiume Reno e di dilagare in Germania, causando in quei due mesi circa perdite tedesche e facendo prigionieri..
Sul fronte orientale, l'Armata Rossa aveva conquistato la maggior parte della Polonia e si stava spingendo verso l'Ungheria e la Cecoslovacchia fermandosi sulla linea Oder-Neisse, tra Germania e Polonia. L'avanzata delle truppe sovietiche aveva travolto molte unità di combattimento tedesche limitando la capacità di Hitler e dei generali tedeschi di fornire rinforzi alle difesa sul Reno.
Le forze in campo Gli Alleati All'inizio del 1945 il Comandante supremo delle forze alleate, il generale Dwight Eisenhower aveva a disposizione 73 divisioni nell'Europa nord-occidentale: 49 di fanteria, 20 corazzate e 4 aviotrasportate. Di queste, 49 divisioni erano statunitensi, 12 britanniche, 8 francesi, 3 canadesi e una polacca. Nel febbraio 1945 allo schieramento alleato si aggiunsero 7 divisioni americane,. mentre dal fronte italiano giunsero la 5ª Divisione di fanteria britannica e il I Corpo d'Armata canadese. Ulteriori rinforzi giunsero per l'inizio dell'invasione, portando il totale di unità a disposizione di Eisenhower a 90 divisioni, di cui 25 corazzate, distribuite lungo una linea del fronte sul Reno lunga 720 km, dal confine franco-svizzero fino alla foce del fiume nei Paesi Bassi..
Le forze alleate erano organizzate in tre Gruppi d'Armate. Dal Mare del Nord fino a circa 16 km a nord di Colonia, era schierato il 21º Gruppo d'Armate britannico comandato dal generale Bernard Montgomery e costituito, da nord a sud, dalla 1ª Armata canadese guidata da Harry Crerar, dalla 2ª Armata britannica di Miles Dempsey e dalla 9ª Armata statunitense di William Simpson. Al centro della linea alleata, fino a circa 24 km a sud di Magonza, era schierato il 12º Gruppo d'Armate statunitense di Omar Bradley. Sotto il comando di Bradley c'erano la 1ª Armata statunitense di Courtney Hodges a nord e la 3ª Armata statunitense di George Smith Patton a sud. Infine, da Magonza fino al confine con la Svizzera era schierato il 6º Gruppo d'Armate statunitense comandato dal generale Jacob Devers e costituito dalla 7ª Armata statunitense di Alexander Patch a nord e dalla 1ª Armata francese del generale Jean de Lattre de Tassigny a sud..
Quando gli Alleati giunsero sulla sponda occidentale del Reno, Eisenhower cominciò a ripensare i suoi piani per la spinta finale oltre il fiume, nel cuore della Germania. Originariamente, aveva programmato di eliminare tutte le sacche di resistenza lungo il fiume, usandolo come barriera naturale per difendere le aree più deboli del fronte. Dopodiché, la spinta decisiva sarebbe stata affidata alle truppe di Montgomery, le quali avrebbero dovuto avanzare verso est e unirsi alla 1ª Armata statunitense, che nel frattempo avrebbe dovuto oltrepassare il fiume più a sud, in direzione nord-est. Se avessero avuto successo, la manovra a tenaglia avrebbe circondato la valle del fiume Ruhr e la sua area industriosa, neutralizzando ciò che rimaneva della capacità industriale della Germania..
I tedeschi A difesa del Reno, vi era l'Oberbefehlshaber West ("Comando d'Armata Ovest") comandato dal feldmaresciallo Albert Kesselring che, il 10 marzo 1945, aveva sostituito il feldmaresciallo Gerd von Rundstedt come comandante in capo della Wehrmacht sul fronte occidentale. Kesselring aveva dimostrato durante la campagna d'Italia ottime capacità difensive, tuttavia non aveva a disposizione uomini e mezzi sufficienti per poter fermare gli Alleati. Durante le battaglie a ovest del Reno, fino al marzo 1945, le forze tedesche sul fronte occidentale erano state ridotte a 26 divisioni, organizzate nell'Heeresgruppe H, B e G, e non c'erano possibilità di ottenere rinforzi. L'Oberkommando der Wehrmacht, infatti, continuava a concentrare la maggior parte delle risorse per frenare l'avanzata sovietica da est, tanto che si stimò ci fossero circa 214 divisioni tedesche schierate sul fronte orientale nell'aprile 1945..
Il 21 marzo, il quartier generale dell'Heeresgruppe H divenne l'Oberbefehlshaber Nordwest, comandato da Ernst Busch che lasciò l'ex comandante dell'Heeresgruppe H, Johannes Blaskowitz, a guidare il Comando d'Armata "Olanda" (25ª Armata) nei Paesi Bassi. Busch comandò quindi il fianco destro delle difese tedesche, vantando come unità principale la 1ª Armata paracadutistica. Al centro, a difesa della Ruhr, Kesselring aveva posto il feldmaresciallo Walther Model al comando dell'Heeresgruppe B, che comprendeva la 15ª Armata e la 5ª Armata corazzata. A sud infine vi era l'Heeresgruppe G di Paul Hausser, con la 7ª, la 1ª e la 19ª Armata.
La strategia di Eisenhower Dopo aver occupato il bacino della Ruhr, Eisenhower aveva programmato di far avanzare il 21º Gruppo d'Armate britannico verso Berlino attraversando la Germania settentrionale, protetto dal 12º e dal 6º Gruppo d'Armate statunitensi che avrebbero dovuto portare a termine offensive secondarie per impedire ai tedeschi di contrastare efficacemente le manovre di Montgomery. In caso quest'ultimo avesse trovato delle difficoltà, l'avanzata degli statunitensi avrebbe permesso di continuare verso Berlino da un'altra direttrice.
Nel marzo 1945, però, Eisenhower decise di rivedere la sua strategia. Gli giunsero infatti notizie che i sovietici avevano passato il fiume Oder, a soli 50 km da Berlino mentre gli anglo-americani distavano ancora a quasi 500 km dalla capitale tedesca e dovevano ancora attraversare il fiume Elba, a più di 300 km dalle loro attuali posizioni. Risultava quindi chiaro che i sovietici sarebbero giunti a Berlino molto prima degli Alleati, rendendo inutile una corsa per la città. Eisenhower quindi rivolse la sua attenzione su altri obiettivi, in particolar modo l'incontro tra le truppe alleate e quelle sovietiche in modo da dividere le forze tedesche in due e poterle sconfiggere più facilmente, impedendo loro di organizzare una difesa unificata.
A ciò si aggiunse la questione della Ruhr. Nonostante nella regione vi fosse un significativo numero di soldati dell'Asse e sufficienti complessi industriali da considerarla un obiettivo importante, l'intelligence alleata riteneva che molta dell'industria bellica era stata spostata più a sud-est, nell'entroterra tedesco. Crebbe quindi l'importanza di un'offensiva oltre il Reno anche da sud.
Sempre riguardo l'offensiva meridionale, circolavano insistenti voci che Hitler e il suo Stato Maggiore avessero intenzione di asserragliarsi in un ridotto alpino (in tedesco Alpenfestung) per resistere ad oltranza tra la Germania meridionale e l'Austria occidentale. Se avessero resistito per un anno o più, il dissenso tra sovietici e Alleati avrebbe potuto dare loro una leva politica per una pace per loro in qualche modo favorevole. In realtà, già quando gli Alleati attraversarono il Reno, la Wehrmacht aveva subito perdite così pesanti su entrambi i fronti che non sarebbe stata in grado di organizzare azioni d'interdizione, meno ancora raggruppare truppe sufficienti per organizzare una resistenza alpina. Tuttavia, l'intelligence alleata non poteva negare con certezza che le forze tedesche rimanenti avrebbero organizzato un'ultima resistenza suicida sulle Alpi. Impedire ciò divenne un altro argomento per ripensare il ruolo dell'offensiva meridionale..
Forse la ragione principale per dare maggiore enfasi all'assalto meridionale ebbe più a che fare con le azioni statunitensi che con quelle tedesche. Mentre, infatti, a nord Montgomery stava pianificando con attenzione e cautela la sua offensiva, che prevedeva l'uso di artiglieria in modo massiccio e di un assalto aviotrasportato, le forze americane a sud manifestavano tutt'altro stile, mostrando un'aggressività che Eisenhower apprezzava. Tale comportamento portò, il 7 marzo, alla battaglia di Remagen dove la 1ª Armata statunitense prese il ponte Ludendorff, l'ultimo rimasto intatto sul Reno.
Poco più a sud, nella regione della Saar-Palatinato, la 3ª Armata di Patton aveva duramente colpito la 7ª Armata tedesca e, assieme alla 7ª Armata statunitense, aveva quasi distrutto la 1ª Armata della Wehrmacht. In cinque giorni di battaglia, tra il 18 e il 22 marzo, le forze di Patton catturarono tedeschi, eliminando le ultime posizioni tedesche a ovest del Reno. Anche se l'avanzata di Montgomery rimaneva l'assalto principale, Eisenhower credeva che il buon momento degli americani poteva essere usato meglio che per tenere la linea lungo il fiume, o limitandoli a manovre diversive. A fine marzo, infine, Eisenhower decise di dare maggior responsabilità alle sue forze meridionali e gli eventi dei primi giorni dell'ultima campagna della guerra furono sufficienti per convincerlo di aver fatto la scelta giusta.
La pianificazione di Montgomery La notte tra il 23 e il 24 marzo, Bradley annunciò che le truppe americane stavano attraversando il Reno senza il supporto di truppe aviotrasportate o bombardamenti aerei, come voleva Montgomery, il quale, con tutta la meticolosità acquisita durante la campagna del Nordafrica, stava pianificando la sua operazione che avrebbe fatto uso di artiglieria e il lancio di due divisioni aviotrasportate, la 17ª statunitense e la 6ª britannica.
Sin dall'arrivo infatti alla sponda occidentale del Reno, Montgomery aveva ordinato l'afflusso di risorse e uomini in quantità ingenti, come poche volte era accaduto nel conflitto. Il piano, noto come Operazione Plunder, era paragonabile all'invasione della Normandia in termini di uomini e di equipaggiamento impiegati. Il 21º Gruppo d'Armate raggiunse le trenta divisioni, undici nella 2ª Armata britannica, undici nella 9ª Armata statunitense e altre otto nella 1ª Armata canadese, per un totale di uomini.
L'operazione Plunder prevedeva che la 2ª Armata attraversasse il Reno a Rees, Xanten e Rheinberg, a seguito di diverse settimane di bombardamenti aerei e d'artiglieria. Da febbraio, infatti, un'intensa campagna di "interdizione della Germania nordoccidentale" vedeva unità aeree della USAAF e della RAF colpire sistematicamente le linee di comunicazione della Ruhr. Gli obiettivi principali erano ferrovie, ponti e snodi stradali, quelli secondari erano stabilimenti di stoccaggio e processo del carburante e altri siti industriali. Nei tre giorni prima dell'attacco, gli obiettivi furono colpiti con circa missioni, che isolarono la Ruhr e ne indebolirono le difese..