Lantica Grecia è la civiltà che fu sviluppata nell'attuale Grecia, in Albania, nelle isole del Mar Egeo, sulle coste del Mar Nero e della Turchia, nella Sicilia orientale e meridionale, sulle zone costiere dell'Italia meridionale (complessivamente denominate poi Magna Grecia), in Nordafrica, in Corsica, in Sardegna, sulle coste orientali della Spagna e quelle meridionali della Francia.
La cultura greca, nonostante la conformazione geografica del continente favorisse l'insorgere di molteplici unità politiche a sé stanti (le poleis), fu un fenomeno omogeneo, che interessò tutte le genti elleniche, accomunate dalla stessa lingua. La civiltà greca attribuiva molta importanza alla conoscenza e alla ricerca della verità: per i greci avvicinarsi alla verità significava avvicinarsi alla divinità, pertanto attribuivano un carattere quasi religioso alla conoscenza e alle scienze, tanto da raggiungere, nel giro di pochi secoli e con una popolazione limitata in numero, notevoli traguardi in tutte le branche del sapere.
Storia
L'età del bronzo e la prima età del ferro in Grecia
Le prime civiltà di cui si ha notizia per la Grecia antica sono la cicladica e quella elladica, influenzata dalla civiltà minoica, che sorse a Creta nell'età del bronzo.
Sull'isola dell'Egeo si sviluppò una civiltà che fu fautrice di grandissime opere e che sviluppò la talassocrazia (letteralmente "dominio sul mare"), commerciando con tutto il mediterraneo orientale e creando una società molto evoluta chiamata minoicaTucidide, Guerra del Peloponneso, I.4; I.8.1-3. Intorno al XVI secolo a.C. nell'attuale Grecia continentale si affermò la civiltà micenea, che si espanse nel bacino egeo, andando a includere i territori che erano stati interessati dalla presenza minoica . Successivamente l'espansione micenea interessò anche le coste dell'Anatolia, come testimoniato dall'epopea omerica della Guerra di Troia. La fine della civiltà micenea (XI secolo a.C.), che si verificò in contemporanea con la caduta o la profonda crisi dei grandi imperi del Vicino Oriente, coincide con la fine dell'età del bronzo e l'inizio della prima età del ferro, che si conclude al sorgere delle prime città-stato greche, quando convenzionalmente inizia l'età classica in Grecia (IX secolo a.C.).
Questa fase è stata recepita da una tradizione storiografica che ha le sue radici nel XIX secolo come un periodo di stagnazione chiamato medioevo ellenico, facendo un parallelo con i secoli considerati "bui" del Medioevo dell'era volgare. L'inizio di quest'epoca sarebbe stato causato dalla presunta invasione doricaL. Godart, La caduta dei regni micenei a Creta e l'invasione dorica, in D. Musti (ed.), Le origini dei Greci, Bari 1985, pp. 173-200 per poi terminare quando la civiltà greca sarebbe stata incanalata in un rinascimento che fece espandere il mondo greco dal Mar Nero fino alla Spagna.
Il periodo arcaico Verso la fine del IX secolo a.C. il mondo greco fu interessato da una progressiva trasformazione politica ed economica, caratterizzata dall'incremento demografico, dal contatto con le popolazioni ricche e progredite delle isole orientali dell'Egeo e delle coste dell'Asia Minore e da una ripresa degli scambi commerciali. Lentamente l'istituto monarchico perse il proprio potere a favore dell'aristocrazia, che nell'VIII secolo a.C. prese il potere in tutta l'area egea.
Sorsero così le poleis, delle città-stato, che divennero veri e propri centri politici, economici e militari, retti da governi autonomi e indipendenti. Tra l'VIII ed il VII secolo a.C. vi fu un fenomeno migratorio che ebbe notevoli ripercussioni sull'assetto sociale, politico ed economico della Grecia arcaica. La colonizzazione greca, causata dai gravi contrasti di classe, dalle guerre tra città e dall'aumento della popolazione, che fece crescere il fabbisogno di terre e materie prime, interessò sia l'area orientale (Tracia e Mar Nero), sia quella occidentale (Italia meridionale, Francia e Spagna).
Tra le conseguenze socio-economiche di questa colonizzazione vi furono l'espansione e l'incremento degli scambi commerciali e delle attività artigianali ed industriali e l'introduzione della moneta, favorendo la formazione di una nuova classe di commercianti ed industriali, che progressivamente misero in crisi il predominio dell'aristocrazia.
Il periodo classico
Il periodo classico, a volte chiamato periodo ellenico, si estende grossomodo tra il V e il IV secolo a.C., convenzionalmente terminando con la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. Il periodo classico in questo senso segue l'epoca arcaica ed è a sua volta seguito dall'epoca ellenisticaThomas R. Martin, Ancient Greece, Yale University Press, 1996, p. 94..
Guerre persiane
All'inizio del V secolo a.C. le guerre persiane opposero i Greci ai Persiani dell'Impero achemenideRaphael Sealey, A history of the Greek city states, ca. 700-338 B.C., University of California Press, 1976, ISBN 0-520-03177-6. p. 242-282.. Esse furono caratterizzate dalla rivolta delle città greche asiatiche contro la dominazione persiana e l'intervento di Atene in loro favore. Le due spedizioni militari dei sovrani Dario I e Serse costituirono i due principali episodi militari del conflitto, che si concluse con la vittoria delle città greche condotte da Atene e Sparta.
Egemonia di Atene
Dopo la vittoria sui Persiani, nel 477, Atene, consolidata la propria supremazia navale, si fece promotrice dell'istituzione della Lega di Delo o Lega delio-attica. Intorno al 460 comparve sulla scena ateniese Pericle, capo del "partito" popolarePlutarco, Vite parallele: Pericle XVI.
Guerra del Peloponneso
La crescita della potenza ateniese entrò presto in conflitto con la Lega peloponnesiaca, guidata da SpartaDonald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, Ithaca, New York, Cornell University Press, 1969 p. 9.. Un primo scontro tra le due città si concluse nel 445 con una pace trentennale, di poco posteriore alla pace di Callia, stipulata tra Atene e la Persia.
La guerra fu combattuta tra il 431 a.C. ed il 404 a.C., con protagoniste Sparta e Atene e le rispettive coalizioni, e fu caratterizzata da tre fasi: nella prima, la fase Archidamica, Sparta effettuò continui attacchi contro l'Attica, mentre Atene utilizzava la propria potente flotta per colpire le coste del Peloponneso. Questo periodo di scontri si concluse nel 421 a.C. con la firma della pace di Nicia; al 415 a.C. risale infatti la spedizione ateniese in Sicilia; nel 413 a.C. si apre la fase Deceleica, caratterizzata dall'intenzione spartana di fomentare moti di ribellione tra le forze sottoposte ad Atene; questa strategia, unita agli aiuti economici provenienti dalla Persia e all'incapacità da parte degli ateniesi di difendersi, portò nel 404 a.C. alla vittoria della Lega del PeloponnesoSenofonte, Elleniche, 5.12-13Diodoro Siculo, Bibliotheca historica. XIII, 107.
Egemonia di Sparta e Tebe
La guerra del Peloponneso cambiò il volto della Grecia antica: Atene, che dalle guerre persiane aveva visto crescere enormemente il proprio potere, dovette sopportare alla fine dello scontro con Sparta un gravissimo crollo in favore della forza egemone del Peloponneso. Tutta la Grecia interessata dalla guerra risentì fortemente del lungo periodo di devastazione, sia dal punto di vista della perdita di vite umane sia da quello economico.
Nel 401 Sparta inviò in Asia un corpo di oltre 10.000 mercenari per sostenere Ciro il Giovane nel suo tentativo di rovesciare il fratello Artaserse II e salire così sul trono dell'impero persianoSenofonte, Anabasi. Nell'estate del 395 a.C. scoppiò la guerra in Grecia e Tebe, Atene, Argo e Corinto si allearono in funzione antispartana, dando vita alla guerra corinzia.
Questa si concluse nel 387, con la "pace del re" o trattato di Antalcida, le cui clausole sancivano il dominio persiano sulle città dell'Asia minore e l'autonomia delle città greche della madrepatria. Seguirono altri conflitti tra Sparta e Tebe, fino alla sconfitta spartana nella battaglia di Leuttra (luglio 371). Il risultato della battaglia sancì la fine della supremazia di Sparta, costretta a sciogliere la Lega peloponnesiaca, e l'affermazione di Tebe come potenza egemone in GreciaJohn Buckler, The Theban Hegemony 371-362, 1980.
Regno di Macedonia
L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì a entrare nelle discordie tra i greci e a imporre l'egemonia macedone.
Con le imprese del figlio di Filippo, Alessandro Magno, cessarono tutte le libertà delle polis greche. I successi del principe macedone furono visti però come il coronamento di un sogno: la grande vittoria della Grecia unita contro il popolo persiano. A rafforzare il sostegno verso Alessandro, fu l'ambizione stessa del giovane condottiero, che intendeva varcare l'Ellesponto, per conquistare il mondo e creare un regno universale, coeso dalla cultura greca. La spedizione di Alessandro Magno può, per importanza e conseguenze, essere considerata uno degli eventi epocali nella storia del mondo antico.
Dopo le vittorie del Granico e di Isso, Alessandro occupò l'Egitto, fondando la città di Alessandria. Nell'autunno del 331 Alessandro sconfisse Dario III a Gaugamela ed occupò Babilonia, Susa e Persepoli, decretando la fine dell'impero persiano. Ormai in fuga, Dario III fu assassinato dai suoi stessi generali nel luglio del 330. Alessandro intraprese la conquista dell'India, ma, dopo aver attraversato l'Indo e vinto il rajah Poro nella battaglia dell'Idaspe, fece ritorno a Babilonia. Nel giugno del 323 il re macedone morì a BabiloniaErnesto Damiani, La piccola morte di Alessandro il Grande, Marsilio, 2012, ISBN 978-88-317-1163-0.
Grazie alle sue conquiste, la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo e orientale, ingenerando tali mutamenti culturali da determinare la fine dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta ellenisticaIl termine è stato introdotto nel XIX secolo da Johann Gustav Droysen «per indicare la civiltà di lingua greca dopo Alessandro». Arnaldo Momigliano, J. G. Droysen between Greeks and Jews, in History and Theory, vol. 9, n. 2, 1970, pagg. 139-153..
Il periodo ellenistico
Dopo la morte di Alessandro, ci fu un'accesa lotta fra i suoi successori, i Diadochi. Nel 323 a.C. il generale Perdicca reggeva l'Impero in nome del figlio di Alessandro; Antipatro ottenne il controllo della Macedonia e della Grecia, mentre Antigono I Monoftalmo controllava la Frigia e la Lidia, Tolomeo I l'Egitto e Lisimaco la TraciaHellenistic Age. Encyclopædia Britannica, 2013. accesso 27 maggio 2013. archiviato..
In seguito alla morte di Antipatro e all'assassinio dei familiari di Alessandro, iniziò un lungo periodo di dispute, che culminarono nelle Guerre dei Diadochi. In seguito alla Battaglia di Ipso (301 a.C.) e quella di Corupedio nel 281 a.C. i territori dell'impero alessandrino furono così divisi: la dinastia tolemaica governava sull'Egitto, sulla Siria meridionale (nota come Celesiria) e su vari territori nella costa meridionale dell'Asia Minore; la dinastia seleucide governava i vasti territori asiatici, mentre la Macedonia e la Grecia (ad eccezione della Lega etolica) toccarono alla dinastia antigonideGruen, Erich S. The Hellenistic world and the coming of Rome. Berkeley, University of California Press, 1984..
La conquista romana