Le rimorchiate , note anche come , furono prodotte nel 1957 dalla FIAT Sezione Materiale Ferroviario di Torino e nel 1959 dalla FIAT Azienda OM di Milano per viaggiare accoppiate con le .
Le quattro unità prototipo realizzate dalla Sezione Materiale Ferroviario nel 1957 furono costruite senza cabina di guida e con capacità di sessantotto posti a sedere, ricevendo inizialmente la denominazione . Nel 1964 furono trasformate in unità semipilota perdendo quattro posti e assumendo la denominazione , analoga a quella delle rimorchiate semipilota costruite nel 1959 dall'Azienda OM.
Le non rimasero esclusivamente legate alle automotrici , ma essendo atte al telecomando di tutte le serie equipaggiate con cambio meccanico FIAT e comando multiplo in doppia trazione, furono impiegate anche come unità pilota per le , 1200, 1800 e 1900.
Costruzione Furono prodotte complessivamente in trentadue unità, comprendenti..: i prototipi , ordinati nel 1955 e consegnati dalla FIAT Sezione Materiale Ferroviario nel 1957 e trasformati in nel 1964; le unità di serie , ordinate nel 1958 e consegnate dalla FIAT Azienda OM Stabilimento di Milano. nel 1959.
Nel 1994 la serie delle rimorchiate 1400 fu portata a trentatré unità con l'aggiuntala della , ottenuta dalla trasformazione della nata per essere accoppiata con le automotrici ... Nello stesso periodo furono adattate per entrare in composizione con le anche le rimorchiate e 3528, senza però dar loro la possibilità di pilotarle; per questa limitazione che ne consentiva l'impiego soltanto in posizione intermedia, esse mantennero la classificazione nel gruppo d'origine .
Differenze dai prototipi La mancanza della cabina di guida evidenziò ben presto il ruolo di rinforzo poco più che occasionale delle rimorchiate prototipo che, diversamente dalle rimorchiate pilota o semipilota delle , e , le costringeva a starsene in coda o inquadrate tra due motrici, creando nel primo caso pesanti soggezioni di servizio per la necessità di manovre d'inversione ai capilinea...
Resisi conto di questa forte limitazione, i tecnici della FIAT e delle FS decisero di correre ai ripari affidando all'OM di MilanoL'OM, pur mantenendo il proprio marchio di fabbrica era entrata a far parte della FIATDivisione Materiale Ferrotranviario nel 1951. Cf . la realizzazione di ventotto rimorchiate classificate che, oltre a recepire le modifiche in corso di introduzione sulla sottoserie di automotrici , furono dotate di un'unica cabina di guida sistemata sul lato anteriore sinistro ed equipaggiate per il comando di una o due automotrici, analogamente alle rimorchiate semipilota Ln 664.3500 delle
La realizzazione della cabina di guida comportò la perdita di quattro posti a sedere, determinando la nuova classificazione , dove il 64 rappresentava il numero dei posti a sedere e il doppio 6 l'attitudine al telecomando delle unità motrici.
Caratteristiche Le rimorchiate semipilota furono realizzate con una sola cabina di guida, una capacità di sessantaquattro posti a sedere di seconda classe e una velocità massima di ...
Oltre alle automotrici ALn 668.1400, per le quali furono concepite, le erano in grado di pilotare tutte le serie di con cambio meccanico FIAT e comando multiplo in doppia trazione (escluse quindi le serie 2400, 1500, 3100 e 3300)., possibilità effettivamente sfruttata con le successive serie 1800, 1900/1000 e 1200... Potevano inoltre circolare come semplici rimorchiate con le automotrici Breda ALn 668.2400, che avevano la possibilità di comandarne le porte, le luci, i fanali e di provvedere alla ricarica delle batterie..
Nel 1992, per contingenti esigenze di servizio che richiedevano l'aggiunta di una rimorchiata Ln 664.1400 a una composizione tripla di ALn 668.3100 mantenendo la possibilità di guida da un unico banco di manovra, l'incompatibilità con la serie 3100 fu aggirata modificando temporaneamente quattro rimorchiate del DL di Roma San Lorenzo in modo da garantire la continuità dei circuiti elettrici di comando del convoglio, a scapito della disabilitazione della cabina di guida della rimorchiata e col conseguente vincolo di inserire la stessa in posizione intermedia.
Carrelli I carrelli sono analoghi a quelli delle Aln 668.1400 con le molle delle sospensioni dimensionate per il minor carico e, trattandosi di carrelli portanti, privi del ponte invertitore di marcia.
Cassa e arredamento interno
Analogamente alle automotrici , il telaio della cassa è caratterizzato da un pavimento "non cooperante" ai fini della resistenza a compressione sui respingenti, costituito da vari pannelli metallici che vanno a riempire i vuoti tra longherine e traverse..
L'allestimento interno comprende i seguenti ambienti: cabina di guida sul lato anteriore sinistro con posti macchinista e aiuto macchinista sistemati in tandem; ambiente di seconda classe costituito da quattro moduli di con ventiquattro posti su sedili sistemati secondo lo schema 2+2, comprendente la cabina di guida nel mezzo modulo anteriore sinistro e la ritirata nel mezzo modulo posteriore destro; vestibolo di salita paracentrale con due porte a libretto a comando pneumatico per ciascun lato, tre strapuntini e accesso alla ritirata; ambiente di seconda classe costituito da cinque moduli di con quaranta posti su sedili sistemati secondo lo schema 2+2.
L'arredamento interno, come per le automotrici il più spartano di tutte le serie che seguirono, è caratterizzato da bagagliere trasversali poste sopra i sedili, che contribuiscono con l'illuminazione a lampade a incandescenza a rendere l'ambiente poco luminoso, e da sedili di gommapiume privi dei poggiatesta sormontati da una semplice paretina para aria..
Come le corrispondenti automotrici le rimorchiate nacquero con una semplice intercomunicazione di servizio sulle testate.
Servizi ausiliari Impianto di riscaldamento Il riscaldamento invernale è assicurato da una caldaietta Webasto posta nel sottocassa e da una pompa centrifuga ad azionamento elettrico che mette in circolazione l'acqua riscaldata nei tubi alettati posti negli ambienti viaggiatori.
Impianto pneumatico Oltre alle condotte per la frenatura continua del convoglio, l'impianto pneumatico delle rimorchiate comprende i circuiti di alimentazione delle utenze elettropneumatiche locali, costituite in particolare dalle porte del vestibolo d'accesso, a comando centralizzato, e dai segnalatori acustici azionati localmente dalla cabina di guida.
L'aria compressa viene fornita dai compressori azionati dai motori di trazione delle automotrici accoppiate.
Impianto elettrico L'impianto elettrico è alimentato alla tensione nominale di in corrente continua da batterie di accumulatori ricaricate dalle dinamo della motrice per mezzo di alcuni contatti della condotta elettrica di accoppiamento.
Le batterie alimentano tutte le utenze elettriche del veicolo, in particolare i circuiti di illuminazione e il banco di manovra della cabina di guida.
Modifiche Nel corso degli anni le furono sottoposte alle stesse modifiche delle automotrici della stessa serie, in particolare l'irrobustimento del telaio dove la struttura si era manifestata più debole, l'applicazione dei mantici d'intercomunicazione, dei vetri frontali corazzati e della nuova livrea unificata, con interventi effettuati in sede di riparazione generale (RG) o di riparazioni intermedie, a seconda dell'impegno richiesto.
Il più importante di questi interventi fu eseguito sulle quattro rimorchiate prototipo che nel 1964, alla scadenza della prima riparazione ciclica, furono dotate della cabina di guida e riclassificate come rimorchiate pilota
Nel 1972 fu aggiunto un aerotermo nella cabina di guida e nel 1978 le caldaiette originali Webasto da furono sostituite con altre più moderne della stessa marca con potenza maggiorata a .
Nel 1983 iniziò la progressiva sostituzione delle porte pneumatiche d'ingresso con altre in lega leggera..
Nel 1992 la necessità di realizzare composizioni con tre automotrici (non pilotabili dalle , inadatte al comando multiplo in tripla trazione) e una rimorchiata comandate da un unico banco di manovra, richiese la modifica dei circuiti elettrici di quattro rimorchiate pilota del deposito locomotive (DL) di Roma San Lorenzo per permetterne la ricarica delle batterie, facendo perder loro la possibilità di utilizzare la cabina di guida e costringendole a viaggiare intercalate. Tuttavia, cessata dopo pochi anni questa necessità, esse furono ripristinate nelle condizioni originali.
Nel 2003 le rimorchiate , 1413, 1414, 1418, 1421 e 1426 ricevettero in sede di "Riparazione Generale" (RG) un importante rifacimento dell'arredamento interno comportante un nuovo pavimento in gomma, sedili individuali identici a quelli delle automotrici rinnovate, nuovi rivestimenti e tendine, nuove plafoniere per l'illuminazione e bagagliere longitudinali in sostituzione di quelle trasversali montate in origine; per la maggiore confortevolezza dei viaggiatori venne inoltre portato sul tetto, come per le automotrici, lo scarico della caldaietta Webasto per il riscaldamento invernale. Le sei unità così modificate furono assegnate in egual numero ai DL di Bologna Centrale, Lecco e Sulmona. Analoghe trasformazioni continuarono alla scadenza delle RG negli anni seguenti in funzione dei finanziamenti erogati dalle direzioni regionali competenti, anche se la maggiore disponibilità di automotrici ne rese qualcuna eccedente.
Nel 2007 anche la rimorchiata , già , ricevette nel corso della RG gli arredamenti rinnovati delle altre ; nell'occasione i vecchi finestrini a cremagliera furono sostituiti con quelli di tipo unificato montati sulle altre unità e sulle fino alla serie 1800, modificando sensibilmente l'aspetto estetico del veicolo.
Esercizio Le rimorchiate furono concepite per essere accoppiate con le automotrici ma non rimasero esclusivamente legate a esse nell'esercizio: essendo infatti in grado di pilotare tutte le equipaggiate con cambio meccanico FIAT e comando multiplo per due unità, cioè le , 1200, 1400, 1600, 1700, 1800, 1900 e 3000, furono utilizzate anche con macchine di altre serie, continuando a prestare servizio indipendentemente dall'alienazione dal parco FS delle .
Assegnazioni ai depositi locomotive Le rimorchiate furono distribuite nei depositi locomotive (DL) seguendo di massima le assegnazioni della automotrici ; in particolare i prototipi furono affidati al DL di Bologna Centrale per la valutazione iniziale e ben presto trasferiti al DL di Mantova che spartì le macchine della serie 1400 con i DL di Roma San Lorenzo e di FoggiaNel 1959 alcune automotrici della sottoserie furono affidate al DL di Asti e trasferite al DL di Roma San Lorenzo a partire dal 1962, ma la fonte non specifica se fossero affiancate da rimorchiate. Cf ...
Nel 1970, all'arrivo delle , il DL di Foggia cedette tutte le sue "millequattrocento", la maggior parte delle quali andò a incrementare la dotazione del DL di Roma San Lorenzo, mentre il resto fu diviso tra i DL di Mantova e Fabriano.
La stessa sorte toccò nel 1979 al DL di Mantova, che all'arrivo delle vide trasferite a Fabriano tutte le sue "millequattrocento".
Nonostante negli anni settanta avesse ceduto alcune unità a Fabriano, Roma San Lorenzo restava il deposito pilota della serie 1400, contando più di cinquanta automotrici e una ventina di rimorchi, situazione che non mutò sostanzialmente con il trasferimento al DL di Verona di sei automotrici e alcune rimorchiate nel 1981, all'arrivo delle .
Il 1º marzo 1983 le rimorchiate risultavano ancora tutte in servizio, assegnate ai DL di Verona (4), Roma San Lorenzo (20) e Rimini (8), mentre erano assenti dal DL di Fabriano che possedeva solo automotrici.. Le rimorchiate del DL di Rimini, che non possedeva , facevano servizio accoppiate con le .
Oltre che con le del DL di Rimini, con cui viaggiavano generalmente in coppia, le furono impiegate con le dei DL di Lecco e Sulmona, intercalate generalmente tra una coppia di automotrici.