È stato un eminente bibliofilo e poeta russo, consigliere privato, senatore e direttore dell'Ermitage. Membro della storica famiglia Buturlin, era nipote del feldmaresciallo Alexander Buturlin e del senatore Roman Vorontsov.
Il conte Dmitrij Petrovič Buturlin era figlio di Pëtr Aleksandrovič Buturlin (1734–1789), diplomatico e ciambellano, e della contessa Marija Romanovna Voroncova (1737–1765), dama di compagnia dell'imperatrice.
Rimasto orfano di madre in tenera età, la sua educazione fu affidata allo zio materno, il conte Aleksandr Romanovič Voroncov, che lo introdusse precocemente ai principi dell'Illuminismo. Sotto questa guida, Buturlin maturò convinzioni liberali e una spiccata indipendenza di spirito che lo resero presto ostile all'assolutismo imperiale. Il suo aperto dissenso nei confronti delle politiche di Caterina II culminò nel 1785 quando, a soli ventidue anni, rassegnò le dimissioni dal servizio.
Ritiratosi a Mosca nel quartiere tedesco, trasformò la sua proprietà sulle rive del fiume Jauza in un rinomato centro intellettuale. La residenza ospitava una delle biblioteche più prestigiose d'Europa, con una collezione di ben 40.000 volumi. La raccolta era celebre per i suoi manoscritti rari, tra cui spiccava la corrispondenza autografa tra il re francese Enrico IV e il suo ministro Sully.
Nel 1793, Buturlin sposò la sua cugina di secondo grado, la contessa Anna Artemyevna Vorontsova (1774–1854), imparentando così per la seconda volta i Buturlin con i Vorontsov. Anna Artemyevna, descritta dai contemporanei come una donna dalla volontà di ferro, divenne ben presto la vera guida della famiglia, riuscendo a gestire il patrimonio e a mitigare le intemperanze del marito. Fu proprio grazie ai legami di parentela della moglie che i Buturlin erano vicini alla famiglia di Aleksandr Puškin (la cui madre era imparentata con i Vorontsov).
Dalla loro unione, oltre a tre figli morti alla nascita, nacquero: Pëtr (1794-1853) Màr’ja (1795-1879) Elizavéta (1804-1879) Sòf’ja (1806-1813) Michaìl (1807-1876) Elena (1813-1879)
L'intero patrimonio librario e documentario andò irrimediabilmente perduto durante l'incendio di Mosca del 1812, scoppiato durante l'occupazione napoleonica.
Buturlin affidò l'educazione del figlio Michail a Francis Joseph Sloane; tra i due nacque un'amicizia così solida che Sloane rimase una figura centrale nella vita della famiglia.
A causa di persistenti problemi di salute aggravati dal clima rigido decise di lasciare definitivamente la Russia nel 1817 per stabilirsi a Firenze. Visse inizialmente a Palazzo Guicciardini per poi acquistare nel 1824 il prestigioso Palazzo Montauti-Niccolini.
Buturlin fondò una biblioteca ancora migliore della precedente. Dopo la morte la biblioteca fu venduta all' asta a Parigi nel 1841. Note
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