Per porte di Milano si intendono le aperture stradali ricavate in varie epoche nelle cinte murarie romane, medievali e spagnole della città lombarda di Milano.

Durante il Medioevo, e forse già in epoca romana, vennero costruite, lungo la cinta muraria, anche delle porte secondarie, nel Medioevo chiamate pusterle dal latino tardo “posterula” diminutivo femminile di “posterus” “che sta dietro”, col significato di “porticina di dietro”.

Generalità Porta Romana costituiva un tempo la porta Imperiale, nonché la principale porta di accesso di Milano, dato che da essa parte la strada che porta a Roma. Le porte di Milano potevano risultare semplici varchi ricavati nel perimetro murario cittadino, o aperture fortificate o talvolta monumentali.

Ogni epoca ha portato con sé le relative porte. Tuttavia sono poche quelle giunte, per quanto rimaneggiate, sino a noi. Le porte sopravvissute - lungo la circonvallazione dei bastioni non sono altro, nella quasi totalità dei casi, che nuove edificazioni risalenti al periodo napoleonico, o al primo Ottocento.

Le porte delle mura romane

Le porte repubblicane Porta Comasina Porta Giovia Porta Orientale Porta Romana 49 a.C.-1162 49 a.C.-1162 49 a.C.-1162 49 a.C.-1162 Porta Ticinese Porta Tosa Porta Vercellina 49 a.C.-1162 49 a.C.-1162 49 a.C.-1162

Le prime porte cittadine di Milano, all'epoca chiamata Mediolanum, vennero realizzate in epoca romana repubblicana contestualmente alle mura cittadine. Alle estremità del cardo e del decumano di Mediolanum si aprivano le seguenti porte, fatte erigere, insieme alle mura, dopo l'assunzione di Mediolanum al rango di municipium nell'anno 49 a.C., fermo restando che forse potrebbe essere state edificate sotto il principato di Ottaviano Augusto: Porta Comasina (lat. Porta Comacina, Porta Cumana o Porta Cumensis), situata dove ora è presente la moderna via dell'Orso. Da Porta Comasina dipartivano la via Regina, ovvero l'arteria stradale che collegava Cremona (Cremona) a Comum (Como: da cui il nome della porta), e la via Mediolanum-Bellasium, che metteva in comunicazione Mediolanum con Bellagio. Porta Giovia (lat. Porta Jovia), situata dove ora sono presenti i moderni Teatro Dal Verme e la demolita chiesa di San Giovanni sul Muro. Doveva la sua denominazione a Giovio, ovvero all'epiteto dell'imperatore Diocleziano. Da Porta Giovia iniziavano la via Severiana Augusta, strada romana consolare che congiungeva Mediolanum con il Lago Maggiore e da qui al passo del Sempione, e la via Mediolanum-Bilitio, che metteva in comunicazione Mediolanum con Luganum (Lugano) passando da Baretium (Varese). Porta Orientale (lat. Porta Orientalis), situata dove ora è presente la moderna via Manzoni. Da Porta Orientale dipartiva verso oriente (da cui il nome della porta) l'arteria stradale che, attraverso Bergomum (Bergamo) e Brixia (Brescia), portava a Verona (Verona), la via Gallica. Corrispondeva alla Porta Decumana dell'originario accampamento militare romano, il cosiddetto castrum, che diede poi origine al centro abitato dell'antica Mediolanum romana. Da Porta Orientalis dipartiva anche la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum con Brixia (Brescia) passando anche da Cassianum (Cassano d'Adda). Porta Romana (lat. Porta Romana), situata dove ora è presente l'omonimo corso. Da Porta Romana dipartiva l'arteria stradale che, attraverso Laus Pompeia (Lodi) e Acerrae (Pizzighettone) portava a Placentia (Piacenza) e quindi poi a Roma (da cui il nome della porta), ovvero il prolungamento da Placentia della via Emilia. Porta Ticinese (lat. Porta Ticinesis), situata dove ora è presente il moderno Carrobbio. Da Porta Ticinese aveva origine la via Mediolanum-Ticinum, arteria stradale che collegava Mediolanum a Ticinum (Pavia). Corrispondeva alla Porta Praetoria dell'originario accampamento militare romano, il cosiddetto castrum, che diede poi origine al centro abitato dell'antica Mediolanum romana. Porta Tosa (lat. Porta Tonsa), situata lungo la moderna via Rastrelli, poco prima del suo incrocio con via Larga. Sorgeva nei pressi del porto fluviale romano di Milano, da cui il nome della porta (tonsa in latino significa "remo"). Da Porta Tosa usciva la via Regina, strada romana che raggiungeva il porto fluviale di Cremona. Porta Vercellina (lat. Porta Vercellina), situata dove ora è presente la chiesa di Santa Maria alla Porta, la cui denominazione è legata alla presenza di questa porta. Da Porta Vercellina dipartivano la via delle Gallie, che conduceva verso Augusta Prætoria (Aosta) passando da Novaria (Novara e che portava poi in Gallia Transalpina, e la via Gallica, arteria stradale che collegava Mediolanum a Augusta Taurinorum (Torino) passando da Vercellae (Vercelli), da cui il nome della porta.

Le porte massimiane Nel 291, in epoca imperiale, quando Mediolanum divenne capitale dell'Impero romano d'Occidente, la cinta muraria venne ampliata dall'imperatore Massimiano, che fece realizzare altre tre porte: Porta Argentea (lat. Porta Argentea), situata dove ora è presente la moderna Piazza San Babila. Prendeva il nome dall'argento. Quest'ultimo, ai tempi degli antichi Romani, si estraeva in miniere situate in varie parti dell'impero, dall'Iberia all'Asia Minore, dalla Britannia a Cipro, ecc. L'elettro, che è una lega d'oro e d'argento, metalli che quando sono miscelati sono separabili con fatica, può essere invece ottenuta sia artificialmente che in natura da miniere che sono concentrate soprattutto in Asia Minore, ovvero a est dell'Italia. Per tale motivo, alla porta cittadina più orientale della Milano romana, fu dato il nome di "Porta Argentea", mentre al varco murario situato perpendicolarmente, forse con un richiamo all'impossibilità di separare i due metalli in epoca romana (il processo chimico per separarli fu ideato infatti nel 1887), fu data la denominazione di "Porta Aurea" (lat. aurum = it. "oro"). Porta Aurea (lat. Porta Aurea o Porta Nova), situata dove ora è presente la moderna via Manzoni. Prende i suoi due nomi, rispettivamente, perché fatta erigere lungo il "nuovo" perimetro di mura e per il fatto che si trovasse, come già accennato, perpendicolarmente alla Porta Argentea. Inoltre, da Porta Aurea, usciva la via Spluga, strada che era anche chiamata anche via Aurea perché conduceva al passo dello Spluga, il cui nome latino è Cunus Aureus. In epoca romana il passo dello Spluga era conosciuto con il nome di Cunus Aureus ("punto d'oro") perché in questo periodo storico, lungo l'arco alpino compreso tra il versante ligure e il fiume Ticino, si estraeva l'oro in miniere ricavate nei massicci montuosi, che erano spesso costituite da grotte e caverne naturali. Come per Porta Orientale, di cui rappresentava uno "spostamento" verso est, anche da Porta Aurea dipartivano verso oriente la via Gallica, che collegava Gradum (Grado) con Augusta Taurinorum (Torino), la via Spluga, il cui percorso si sviluppava tra Mediolanum e il passo dello Spluga e la via Mediolanum-Brixia. Porta Erculea (lat. Porta Herculea), situata dove ora è presente la moderna via Durini. Deriva il nome da Erculeo, epiteto dell'imperatore Massimiano. Porta Argentea Porta Aurea Porta Erculea291-1162291-1162291-1162 Sia le porte repubblicane che quelle massimiane, così come le relative mura, sono state distrutte durante l'assedio di Milano del 1162, che fu opera dell'imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa, venendo poi sostituite dalle mura medievali di Milano.

Le porte delle mura medievali

Le porte Porta Vercellina Porta Comasina Porta Nuova XII secolo(anno di demolizione sconosciuto) XII secolo - XVI secolo XII secolo(rimaneggiata nel XIX secolo) Porta Orientale Porta Romana Porta Ticinese XII secolo - XIX secolo XII secolo - XVIII secolo XII secolo(rimaneggiata nel 1861) Hanno sostituito le mura romane di Milano, che furono distrutte con le relative porte durante l'assedio della città del 1162, operazione militare condotta dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa. Le origini delle mura medievali di Milano risalgono al 1156, quando la città lombarda era in guerra con Federico Barbarossa: questa prima cinta di difesa medievale, che venne realizzata in legno, venne anch'essa travolta da Federico Barbarossa nel 1162.

Emerse pertanto la necessità di un sistema difensivo più solido e all'avanguardia, che venne realizzato a partire dal 1171. Le nuove mura, in muratura, erano intervallate da sei porte principali, che identificavano i relativi sestieri in cui era divisa la città; a queste dovevano aggiungersi - come riportato nel 1288 da Bonvesin de la RivaBonvesin de la Riva, De magnalibus Mediolani (1288), Pontiggia ed. Bompiani, 1974 - Capitolo II, capo VI - una decina di accessi fortificati secondari, comunemente chiamati pusterle. Forse porte secondarie furono costruite già in epoca romana.

Architettonicamente le porte principali si costituivano di un doppio varco d'accesso (ad esclusione di Porta Ticinese, denominata appunto Porta Cicca (cioè piccola), perché caratterizzata da un solo fornice), fortificato con la presenza di una torre; le pusterle si caratterizzavano invece per la presenza di un solo fornice, ricavato all'interno di una fortificazione.

Le porte principali della città erano: Porta Romana (in Milanese "Porta Rumana"); Porta Ticinese (in Latino medioevale “Porta Ticinensis”; in Milanese “Porta Ticines”; questa dizione è un’eccezione grammaticale perché in Milanese la regola è che l'aggettivo femminile finisca in “-a”, mentre la vocale finale in questione viene elisa (come avviene di regola per il solo genere maschile); più popolarmente è oggigiorno chiamata “Porta Cicca” (pronunciata “cica”, perché le consonanti doppie si pronunciano singole); questa dizione, avendo una assonanza spagnola, potrebbe essere nata in quel periodo e la cosa strana è che nella storiografia nessun autore la riporta); Porta Vercellina; Porta Comasina (In Latino medioevale “Porta Cumacina” nel XII secolo, “Porta Cumana” dal XIII al XVI secolo; a partire dalla fine del XVI secolo la dizione "Porta Comasina" soppiantò tutte le altre versioni; in Milanese "Porta Cumasina"); Porta Nuova (In Latino medioevale “Porta Nova”; in Milanese “Porta Növa”); Porta Orientale (In Latino medioevale: “Porta Orientalis”; in Milanese “Porta Uriental” oggi, “Porta Arienza” nel XII secolo, “Porta Renza” forma sincopata usata dal popolo dal XIV al XVIII secolo);

A queste va aggiunta Porta Giovia, che non viene citata dal Bonvesin de la Riva nel De magnalibus Mediolani (1288) e che sorgendo in uno spazio all'interno del successiva Rocca Giovia (1358-1368), sarebbe definitivamente scomparsa con la costruzione di questa fortificazione. La Rocca Giovia fu poi ampliata divenendo il moderno Castello Sforzesco.

Le pusterle Le porte minori (chiamate "pusterle") della città erano invece: