Low Cost Design è un saggio del designer e ricercatore italiano Daniele Pario Perra con la collaborazione di Emiliano Gandolfi, pubblicato in versione bilingue italiano/inglese in due volumi nel 2010 e nel 2011 da Silvana Editoriale.
Contenuto Il volume è il risultato di una ricerca compiuta sociologica, urbanistica ed etnografica tra Europa settentrionale e area del Mar Mediterraneo, attraverso la quale l'autore ha documentato più di settemila esempi di creatività spontanea, mettendo in evidenza il principio per cui il miglior progetto non è sempre e necessariamente quello brevettato, pensato negli studi di architettura o nelle grandi aziende, ma quello che nasce dalla semplicità quotidiana, come sottolineato da una citazione di Joseph Beuys che dice: "Ogni uomo è un artista." Le idee, spesso senza paternità, vengono classificate a seconda dei piani di ricerca (cinque differenti livelli di progettazione per gli oggetti, sei categorie per le azioni), offrono uno spunto di riflessione sulla pratica del recupero, del riciclo e del ri-uso.
Low Cost Design è nato come nel 2001 come database fotografico sulle trasformazioni degli oggetti e dello spazio pubblico in Europa. Nel 2012 è stato ospite del 51º Salone Internazionale del Mobile di Milano come mostra itinerante con più di cinquecento oggetti e strutture relativi al cambio d'uso di manufatti o di parti del territorio, attraverso un'azione consapevole che trasforma oggetti e strutture, nati per assolvere un compito, in oggetti e strutture che ne assolvono altri. Gli esempi esposti durante la mostra e catalogati nei due volumi indagano la capacità di adattamento e l'uso innovativo delle risorse locali, per risolvere le necessità del quotidiano a cavallo tra l'abilità istintiva di un bambino e la progettualità calcolata di un ingegnere. Dal 2001 ad oggi sono state scattate più di 7000 fotografie, tutte relative al cambio d'uso degli oggetti e del territorio attraverso l'azione dei suoi abitanti. Attraverso l'analisi sociologica della creatività spontanea si può osservare come il genere umano possieda un medesimo DNA creativo, che dinanzi a problemi simili provoca simili reazioni, e simili soluzioni, indipendentemente dal tempo e dal luogo. Il progetto è stato prodotto da Dusty Servizi di Igiene Ambientale con la collaborazione di Silvana Editoriale e Farm Cultural Park.
Nel volume 2 Daniele Pario Perra prosegue l'indagine del “design spontaneo”, documentando le geniali soluzioni che anonimi progettisti hanno messo in atto per risolvere i casi offerti dalla vita di tutti i giorni. Nelle pagine del volume vengono presentati altre centinaia di esempi di creatività non convenzionale. Le immagini sono introdotte da un testo dell'autore e da una serie di capitoli scritti in forma di blog a due mani con diversi autori su temi che spaziano dalla storia dell'oggetto all'estetica del design, dalla creatività alimentare all'artigianato, dalle tribù urbane alla cultura e pianificazione del territorio, offrendone un quadro sociologico, urbanistico ed etnografico contemporaneo.
Gli oggetti catalogati in Low Cost Design 1 e 2 sfuggono alle regole della progettazione aziendale, rivelando un patrimonio interdisciplinare che lega la cultura del design alle discipline sociali, alla storia, all'economia e alla politica. Low Cost Design è anche un work in progress fatto di contributi, feedback e suggerimenti esterni tramite il sito dedicato.
Daniele Pario Perra ha iniziato la ricerca intorno alla creatività spontanea a partire dal 2001, le fotografie sono state scattate in un'area geografica compresa tra il Nord Europa e il Sud del Mediterraneo, toccando dai piccoli centri alle grandi città senza escludere le zone agricole. L'autore, nelle didascalie delle immagini, ha volontariamente omesso il luogo d'origine o il paese in cui le fotografie sono state scattate per analizzare il puro gesto creativo, eliminando del tutto o in parte una possibile visione documentaristica legata al luogo o al vissuto dell'autore (anch'esso anonimo) e perché l'indicazione dell'area geografica di provenienza delle immagini potrebbe stimolare false credenze e luoghi comuni, secondo le parole di Daniele Pario Perra “è infatti convinzione comune che i paesi dell'Europa meridionale siano terreno più fertile per la creatività spontanea (…). In realtà, la ricerca sul campo ci mostra una grande omogeneità di soluzioni creative tra i paesi del Sud e del Nord Europa, semplicemente cambiano gli usi in relazione alle le priorità” (p. 21).
Gli oggetti nascono per assolvere un compito. Il loro sviluppo è indirizzato dagli strumenti tecnologici e culturali a disposizione e la loro progettazione si basa su due fattori fondamentali: l'abilità intuitiva e la capacità di astrazione. La sezione degli Oggetti è divisa in 5 differenti livelli di progettazione, una scala di valori che cresce in proporzione all'incremento dei requisiti fondamentali. Al livello più alto troviamo la massima capacità di risolvere, in modo semplice, i problemi più complessi.
Gli oggetti selezionati in Low Cost Design sono la sintesi estetico/funzionale di un progetto che si realizza alla presenza di fattori diversi come la trasmissione dei saperi, delle risorse disponibili, di cui molte locali, e dei rapporti di prossimità. Il mondo ragiona sulle pratiche per risparmiare e riciclare gli oggetti da sempre: si pensi all'invenzione della filigrana nell'oreficeria del III secolo d.C. per compensare il risparmio del peso o alla trasformazione delle monete d'oro in gioielli e monili. Allo stesso modo, trascorsi quasi duemila anni, vengono utilizzate posate e pentole ricavate dalla demolizione delle portaerei, le autostrade vengono asfaltate con i cd invenduti, il biodiesel viene prodotto dal grasso umano delle liposuzioni, i campi da tennis vengono costruiti con le suole delle scarpe e il Pile viene prodotto con il PET.
Le fotografie sono state ulteriormente catalogate in diversi piani di lettura: cinque differenti livelli di progettazione per gli oggetti, sei diverse categorie semantiche per le azioni.
Il volume 1 è corredato da 320 illustrazioni a colori. Il volume 2 è corredato da 400 illustrazioni a colori.
La classificazione è avvenuta secondo due criteri principali: il numero di connessioni in senso verticale, cioè la scelta di oggetti e azioni in cui fosse visibile la temporalità della loro storia evolutiva. il numero di connessioni in senso orizzontale, cioè la scelta di oggetti e azioni simili sviluppatesi in aree geografiche differenti ma nel medesimo arco temporale.
I cinque differenti livelli di progettazione per gli oggetti sono: oggetti semplici, oggetti sviluppati, oggetti ottimizzati, oggetti elaborati e oggetti completi.
Gli oggetti semplici sono oggetti elementari, senza particolari modifiche strutturali, ma che suggeriscono nuove progettazioni, oppure che aumentano le funzionalità dei prodotti originali. Sono gli oggetti che cambiano uso rispetto alla progettazione iniziale come per esempio il catino che diventa lavabo e la persiana che si trasforma in portariviste da parete; le reti da pesca impiegate per proteggersi dalle incursioni dei volatili e il vaso di terracotta usato per fare il barbecue, o le scarpe da ginnastica tagliate per essere indossate come ciabatte. Gli oggetti sviluppati hanno un maggiore sviluppo progettuale e applicazioni di mercato. Gli oggetti sviluppati cambiano radicalmente la destinazione d'uso, rivelando l'abilità e l'inventiva dell'artefice. Tra gli esempi riportati in Low Cost Design ci sono i palloni da calcio in gomma usati come galleggianti per le reti da pesca e boe, la bottiglia che diventa un dosatore del fertilizzante per le piante e la passerella in legno dedicata ai gatti. Alcuni oggetti, insieme alla novità dell'applicazione, rivelano importanti sinergie tra la forma e il materiale di cui sono costituiti: come la lattina dei fagioli trasformata in grattugia igienicamente valida perché in metallo smaltato), o i tappi delle bottiglie di plastica che possono trasformarsi in tavolozza da pittore (facilmente lavabile e comoda nell'uso). Gli oggetti ottimizzati sono quelli in cui lo spostamento della funzione originaria è incrementata dalla capacità di astrazione e simbolizzazione del progettista. In tali oggetti rivisitati la comunicazione e l'evocazione hanno un ruolo particolare: come nel caso del portacenere da esterni a forma di sigaretta o della panchina assemblata con skateboard usati. Gli oggetti ottimizzati sono caratterizzati anche da quello che Daniele Pario Perra descrive come "cortocircuiti concettuali": oggetti che, grazie alla loro capacità di disconnettersi dal contesto iniziale, propongono invenzioni con nuovi plusvalori. Come la maschera da sub per il taglio delle cipolle o i compact disc utilizzati per allontanare gli uccelli grazie agli effetti di rifrazione della luce, oppure il cappuccio di lana che mantiene caldo il caffè nella moca. Gli oggetti elaborati mostrano chiaramente i segni della progettazione interdisciplinare. Combinazioni in cui un semplice imbuto in plastica diventa uno strumento perfetto per proteggere i filtri per il monitoraggio dell'inquinamento, preservandoli dalla pioggia, ma al tempo stesso senza ridurne l'esposizione all'aria. Possono essere anche oggetti che funzionano in relazione al comportamento animale: come le bottiglie piene d'acqua che, deformando l'immagine riflessa, dissuadono i cani dalle deiezioni sulle colonne. Un oggetto multifunzionale non equivale a una macchina tecnicamente più elaborata, ma a un dispositivo utile a risolvere bisogni più complessi grazie all'incremento dell'immaginazione. Sono quindi oggetti re-inventati che prevedono il potenziamento delle funzioni originarie: come le palline da tennis tagliate e infilati nelle gambe delle sedie per proteggere i pavimenti o il vassoio antiscivolo per camerieri, oppure i tappi di sughero inseriti nei coperchi con manici in ferro per non bruciarsi le dita. Gli oggetti completi hanno un alto grado di semplicità inversamente proporzionale all'importanza del compito da adempiere. Sono gli oggetti in cui intuizione, semplificazione tecnologica e conoscenza interdisciplinare danno vita a piccoli capolavori d'ingegno, sia per la qualità ideativa che per il loro basso costo di produzione, come nel caso della fetta di pane che assorbe odori sgradevoli e umidità dagli abiti nell'armadio. Anche gli oggetti completi possono interagire con il comportamento animale (le maniglie apri-porta per cani, le palline da golf per favorire la cova delle galline), ma soprattutto possono influire sul comportamento umano come i sistemi antiparcheggio o il foglio di polietilene sugli espositori di caramelle come dissuasore sonoro dal furto. Negli oggetti completi è riscontrabile anche una capacità di progettazione interculturale come nel caso delle bacchette cinesi a molla oppure o in quello del tappo di sughero con spilli riutilizzato per estrarre le lumache di mare dal loro guscio.
La classificazione delle azioni, intese come pratiche riguardanti la gestione partecipata del territorio atte a risolvere sia i bisogni del singolo individuo che della comunità, sono state suddivise in sei categorie, o aree tematiche. Le sei categorie di catalogazione per le azioni sono: pianificazione territoriale privata, commercio creativo, interazioni tra pianificazione pubblica e progettazione privata, soluzioni personali alla carenza di servizi pubblici, comunicazione sociale e commerciale, sicurezza personale e controllo del territorio.