Biografia Mesomede era un liberto dell'imperatore Adriano, sul cui preferito Antinoo si dice che abbia scritto un panegirico, specificamente chiamato "Inno citaredico"Suda, s.v., vol. III, p. 367, 8-14 ed. Adlerː «Mesomede, di Creta, poeta lirico, vissuto al tempo di Adriano, di cui fu liberto e amico intimo. Perciò scrisse in lode di Antinoo, che era il compagno di Adriano; [scrisse anche] varie altre canzoni. Quando Antonino (Caracalla) cercò il monumento di Silla e lo restaurò, eresse un cenotafio per Mesomede che aveva scritto nomoi citaredici; per quello [cioè Mesomede] perché stava imparando a suonare la cetra; per l'altro [cioè Silla] perché stimava la sua crudeltà.» (trad. A. D'Andria). Egli continuò ad operare nel Museo di Alessandria d'Egitto anche dopo la morte di Adriano (138); lì la Historia Augusta riporta che durante il regno di Antonino Pio (138–161) il suo stipendio statale fu ridottoAntonino Pio, 7,3-7, 8.. L'imperatore Caracalla (212–217) onorò Mesomede con un cenotafio circa mezzo secolo dopo la sua morte.
Opere
Prima della scoperta dell'epitaffio di Sicilo alla fine del XIX secolo, gli inni di Mesomede erano l'unica musica scritta sopravvissuta del mondo anticoLe note di un'ode di Pindaro presentate in un libro di Athanasius Kircher sono ora considerate non autentiche.. Gli inni (Al Sole, A Nemesi e A Calliope ed Apollo) furono pubblicati da Vincenzo Galilei nel suo Dialogo della musica antica e della moderna (Firenze, 1581), durante un periodo di intenso interesse per la musica degli antichi greci.
Di Mesomede abbiamo, comunque, altre 10 poesieː un indovinello su una SfingeAntologia Palatina, XIV, 63; cfr. O. Musso, La Sfinge di Mesomede alla luce di un mosaico del Monferrato, in "Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik", Bd. 120 (1998), pp. 35-38. e un frammento in cui si descrive la fabbricazione del vetroXVI, 323. ; otto componimenti in dialetto dorizzanteNel codice vaticano Ottoboniano greco, 59., senza notazioni musicali ma con scolii metrici, che comprendono un inno alla Natura (εἰς την Φύσιν), uno a Iside, una preghiera al mare Adriatico, due descrizioni di un orologio solare, la descrizione di una spugna, due favole.
Note
Bibliografia G. Martellotti, Mesomede, Roma, Scuola di filologia classica dell'università di Roma, 1929. O. Musso, La Sfinge di Mesomede alla luce di un mosaico del Monferrato, in "Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik", Bd. 120 (1998), pp. 35-38. E. Heitsch, Die griechischen Dichterfragmente der römischen Kaiserzeit, Gottingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1961, Band II, pp. 24-32 (edizione critica). Altri progetti
Collegamenti esterni
in Greco con un breve commento in Inglese (PDF) in Greco con un breve commento in Inglese (PDF) tradotto in inglese con registrazione audio in Greco Libro di Vincenzo Galilei (gli inni sono a p. 97)