Biografia Milán Füst è stato autore di un'opera vasta e molteplice, oltre che uno scrittore fra i più innovativi e celebri della letteratura ungherese del XX secolo. Nacque in una nobile famiglia ebrea decaduta e impoverita. Nel 1908 conobbe lo scrittore Ernő Osvát e riuscì a pubblicare il suo primo lavoro nella rivista letteraria Nyugat. Fece amicizia con Dezső Kosztolányi e Frigyes Karinthy.
Dopo aver studiato legge ed economia a Budapest, ha insegnato economia. Nel 1918, divenne direttore dell'Accademia Vörösmarty, ma fu costretto a lasciare l'incarico nel 1921. Nel 1928, a seguito di un esaurimento nervoso, è costretto a trascorrere sei mesi in un ospedale psichiatrico a Baden-Baden. Ne 1904 inizia con grande furia il suo Journal, un lungo diario, opera della quale, parte del lavoro che degli anni tra il 1944 e il 1945, andrà successivamente distrutto. Nel 1947, divenne insegnante alla Képzőművészeti Főiskola. Ha ricevuto il Premio Kossuth nel 1948.
Il suo romanzo più famoso, La storia di mia moglie (A feleségem története), è stato pubblicato nel 1942. Passò quasi inosservato fino al 1958 quando apparve in Francia da Gallimard per poi essere tradotto successivamente in una dozzina di lingue e valere all'autore la candidatura al Premio Nobel nel 1965, poco prima della sua morte. Nel 2021 la regista ungherese Ildikó Enyedi ne ha tratto il lungometraggio Storia di mia moglie, interpretato da Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel, Sergio Rubini e Jasmine Trinca, che è stato presentato in concorso al 74º Festival di Cannes.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Ebrei ungheresi