La meningite virale è una forma di meningite, cioè una grave infezione del sistema nervoso centrale (SNC) che coinvolge le leptomeningi e il fluido cerebrospinale, ma lascia indenne le strutture encefaliche e il midollo spinale. Il termine virale fa riferimento alla causa dell'infezione, cioè un virus.Meningite virale su eMedicine
Le meningiti virali sono talvolta indicate con il termine improprio di "meningiti asettiche", in opposizione alle forme di meningite aventi come agenti eziologici dei batteri. Esempi di meningite virale sono la coriomeningite linfocitaria, o le forme di meningite secondarie a poliomielite.
Epidemiologia e storia Da studi epidemiologici è stato confermato che il numero annuale di infezioni del sistema nervoso centrale (SNC) supera di gran lunga l'insieme delle infezioni causate da batteri, lieviti, muffe e protozoi.
Nel più grande studio esistente in letteratura medica, uno studio che risale al 1986 e che fu effettuato su bambini in Finlandia, l'incidenza annuale di meningite virale è stata pari a 219 casi/ bambini di età inferiore a 1 anno e 27,8 casi/ bambini con meno di 14 anni di vita. In uno studio clinico retrospettivo, tenutosi sempre in Finlandia tra il 1999 e il 2003, comprendente 144 soggetti di età superiore a 16 anni e con diagnosi di meningite asettica, l'incidenza di tale patologia è risultata inferiore a 7,6/.
Negli Stati Uniti sono riportati circa nuovi casi di meningite virale all'anno, con un picco di incidenza nei mesi estivi.. L'andamento stagionale nell'incidenza della meningite virale verosimilmente è in gran parte dovuto alla variazione stagionale delle infezioni enterovirali, causa principale.
Dati provenienti dal Regno Unito evidenziano come la meningite virale sia una causa importante di ricovero ospedaliero con un'incidenza stimata di circa 5-15 casi ogni abitanti/anno.
Gli studi clinici concordano nell'affermare che, benché la meningite virale sia una malattia soggetta a denuncia obbligatoria in diversi stati, compresa l'Italia, molti casi, sicuramente, non vengono riportati alle autorità di controllo e sorveglianza. A titolo d'esempio in studi effettuati in Inghilterra e Galles nel 2005-2006 è emerso che 2898 persone furono ricoverate in ospedale con una diagnosi di meningite virale, mentre i casi notificati alla Health Protection Agency (l'agenzia di tutela della salute) risultavano essere circa 10 volte meno.
La malattia può colpire qualsiasi fascia d'età ma l'incidenza nel primo anno di vita è molto più marcata che nei bambini più grandi o nei giovani adulti. Complessivamente i maschi sono colpiti con una frequenza sovrapponibile ai soggetti di sesso femminile. Tuttavia esistono alcune differenze a seconda dell'agente eziologico in causa. Ad esempio è noto che il virus della parotite epidemica tende a colpire i maschi circa tre volte più spesso rispetto alle femmine.
Eziologia Si ritiene che la gran parte dei casi di meningite virale decorra e si risolva senza che si giunga a una diagnosi precisa. Ciò è dovuto sia alla mancanza di un adeguato sospetto clinico e quindi all'omissione di accertamenti specifici, che all'oggettiva problematicità di crescita di alcuni agenti virali nei terreni di coltura microbiologici.
La causa più comune di meningite virale è costituita dagli enterovirus, che circolano nella popolazione in particolare nei mesi estivi. In uno studio eseguito su 144 pazienti consecutivi con meningite asettica gli enterovirus risultarono in causa nel 46% dei casi, seguiti dall'herpes simplex virus di tipo 2 (31%), del virus varicella zoster (11%), e infine dall'herpes simplex virus di tipo 1 (responsabile del 4% dei casi). Non va mai dimenticato che, a seconda delle casistiche e con un'ampia variabilità legata all'area geografica, un'ampia gamma di agenti infettivi può essere chiamata in causa.
Tra i possibili agenti eziologici sono inclusi: Enterovirus Poliovirus (PV1, PV2, PV3) Coxsackie A virus (CVA); causa anche la malattia mano-piede-bocca Herpesviridae (HHV) Herpes simplex type 1 (HSV-1 / HHV-1) or type 2 (HSV-2 / HHV-2); che possono anche causare herpes labiale o herpes genitale. Varicella zoster (VZV / HHV-3); causa anche della varicella Epstein-Barr virus (EBV / HHV-4); causa anche della mononucleosi infettiva Cytomegalovirus (CMV / HHV-5) Adenovirus Human Immunodeficiency Virus (HIV); agente eziologico dell'AIDS Virus dell'encefalite di La Crosse Virus della coriomeningite linfocitaria (LCMV) Virus del morbillo Virus della parotite epidemica (orecchioni) Virus dell'encefalite di Saint-Louis Virus del Nilo occidentale Virus Powassan Virus della febbre da zecca del Colorado Arbovirus (Virus Toscana)
Nei neonati con più di una settimana di vita la causa più comune di meningite virale sono gli enterovirus. In diversi paesi la vaccinazione ha notevolmente ridotto l'incidenza di meningite da parotite, poliomielite, morbillo e virus. Alcuni arbovirus colpiscono con maggiore frequenza agli estremi di età e gli anziani sembrano a maggior rischio di infezione. Al contrario il virus del morbillo e della parotite epidemica danno meningite più frequentemente nel periodo adolescenziale.
Patogenesi I virus possono avere accesso al sistema nervoso centrale (SNC) sostanzialmente o per via ematogena oppure direttamente per via nervosa (neurale).
I più comuni agenti patogeni virali, e tra essi gli enterovirus, prediligono la penetrazione per via ematogena, cioè sfruttando il torrente ematico. Un numero limitato di virus (in particolare gli herpes virus HSV-1, HSV-2, VZV e anche alcuni enterovirus) è invece in grado di penetrare nel SNC diffondendo lungo le radici nervose.
Le difese dell'ospite, e segnatamente la risposta immunitaria locale e sistemica, la barriera rappresentata dalla cute e dalle mucose, e la stessa barriera ematoencefalica si oppongono al tentativo di invasione virale.
In una fase iniziale il virus si replica a livello delle mucose dell'organo bersaglio (in genere l'apparato respiratorio o gastrointestinale) successivamente penetra nel flusso sanguigno determinando la viremia primaria e andando a interessare diversi organi reticoloendoteliali (linfonodi, milza, fegato).
Le cellule del sistema reticoloendoteliale (SRE) hanno il compito di allontanare dal torrente circolatorio i virus introdotti per via endovenosa, tuttavia esiste un equilibrio fra la capacità di rimozione del SRE e la capacità di replicarsi rapidamente propria dei virus.
Se le difese immunitarie non riescono ad avere la meglio sull'invasione si assiste alla viremia secondaria. Verosimilmente è in questa fase che il virus riesce a penetrare nel sistema nervoso centrale (SNC). Quale sia precisamente il meccanismo attraverso il quale il virus penetra nel SNC non è chiaro. Probabilmente i virus possono attraversare la barriera ematoencefalica a livello dell'endotelio capillare, ma forse anche della sostanza interstiziale cementante o della membrana piogliale (un'introflessione della pia che penetra nel SNC appresso ai vasi sanguigni, i quali vi si approfondano). È inoltre verosimile che la penetrazione avvenga attraverso difetti naturali di tale barriera, come il postrema e altri siti.
Non va poi dimenticato che molti virus penetrano nel SNC attraverso una via retrograda, ad esempio la via olfattoria. Questa via di diffusione è stata ben stabilita per i poliovirus, herpes simplex virus, e gli arbovirus. In molte di queste infezioni l'isolamento virale è possibile dai bulbi olfattori e dai lobi piriformi, prima ancora che da altre zone cerebrali.
Fattori di rischio I fattori che possono aumentare il rischio di meningite virale sono: Età: la meningite virale si verifica in particolare nei bambini di età inferiore ai 5 anni Indebolimento del sistema immunitario Alcune malattie Farmaci Procedure chirurgiche Sono soprattutto i bambini con meno di un mese di vita e i soggetti immunocompromessi che presentano un rischio molto elevato di un'infezione grave.
I pazienti immunocompromessi per qualunque motivo (HIV, soggetti trapiantati, soggetti trattati con farmaci immunosoppressori) sono particolarmente suscettibili alle meningiti da adenovirus e da citomegalovirus. Assistere e accudire un soggetto colpito da una meningite virale determina un aumento della possibilità di contrarre l'infezione da parte del virus che risulta il fattore causale della malattia, ma il rischio di sviluppare la meningite virale come complicazione dell'infezione è pari a quello di qualsiasi altro soggetto.
Clinica La diagnosi di meningite virale non è sempre semplice. Sia i bambini che gli anziani si caratterizzano per avere una clinica spesso poco significativa se non decisamente confondente, ed è richiesto un alto indice di sospetto per effettuare una diagnosi corretta.
Segni e sintomi Il quadro clinico, sostanzialmente simile a quello della meningite batterica, è dominato dall'iperpiressia a comparsa improvvisa, dalla cefalea molto spesso particolarmente intensa e dalla rigidità nucale. In un numero elevato di soggetti, inoltre, è possibile riscontrare una serie di sintomi di accompagnamento quali: Nausea e vomito Iporessia (mancanza di appetito) Fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce) Dolori generalizzati, sia muscolari (mialgia) che articolari (artralgia) Stato mentale alterato con confusione, disorientamento spazio-temporale, sopore oppure agitazione psicomotoria In alcuni pazienti è possibile osservare la comparsa di rash cutaneo.
Nei neonati e negli infanti la sintomatologia può essere decisamente diversa da quella riportata negli adulti. A dominare il quadro clinico nei bambini sono: Febbre Irritabilità Pianto continuo e immotivato Sonnolenza eccessiva e difficoltà al risveglio Scarso appetito Nei neonati le cui fontanelle non si sono ancora completamente saldate è possibile palpare un eccesso di tensione e notare una tendenza all'ingrossamento della testa.
Esami di laboratorio e strumentali Analisi del liquido cerebrospinale: Lo studio del liquido cefalorachidiano è l'indagine fondamentale per la diagnosi. La valutazione microscopica del liquido permette il conteggio dei globuli bianchi e l'esecuzione di una colorazione di Gram per stabilire una causa batterica o fungina. L'esecuzione della citologia del fluido permette l'esclusione di una meningite neoplastica. Un'eventuale eziologia virale di meningite deve dubitarsi in caso di colorazioni batteriche e colture negative. Il liquor viene prelevato con l'esecuzione di una puntura lombare. Una pleiocitosi di tipo linfocitario viene considerata un segno distintivo della meningite virale, anche se in una fase molto precoce (all'incirca nelle prime 24 ore) possono essere prevalenti i leucociti polimorfonucleati, in particolare in caso di meningiti da enterovirus.