Divenne re di Lan Xang nel 1550 dopo la morte del predecessore Phothisarat, di cui era figlio. Simm, Peter e Simm, Sanda: The Kingdoms of Laos: Six Hundred Years of History, Capitolo IV. Routledge, 2001. ISBN 0700715312 (parzialmente consultabile su Google Libri). Secondo alcune fonti divenne re nel 1547 Photisarath, sul sito dell'Enciclopedia Britannica. e secondo altre nel 1548. The Khun Lo Dynasty, Genealogy - Lan Xang 2, sul sito royalark.net.
È considerato un eroe nazionale e uno dei più grandi re di Lan Xang per aver respinto le invasioni birmane e per i traguardi che raggiunse sia in politica interna che in quella estera. Setthathirat I, sul sito dell'Enciclopedia Britannica. Fu anche un fervente religioso e fece costruire importanti templi nelle città laotiane. Spostò ufficialmente la capitale di Lan Xang a Vientiane nel 1560. Quattro anni dopo la sua morte, il regno di Lan Xang sarebbe stato sottomesso dai birmani, che lo avrebbero reso uno Stato vassallo per i successivi 28 anni.
Le cronache che lo menzionano provengono dagli antichi annali di Lan Xang, di Lanna, di Ayutthaya e di Birmania, che differiscono tra loro. Gli annali di Lan Xang furono tradotti in altre lingue ed interpretati in diversi modi, dando luogo a controversie sull'attendibilità dei riferimenti storici. La principale tra le critiche che determinarono il cambiamento del testo originale, fu dettata dalla convinzione che molti degli avvenimenti storici fossero stati omessi o distorti nell'edizione originale a maggior gloria del regno. Gli avvenimenti e le date relative alla sua vita non sono quindi pienamente attendibili. Simm, Peter e Simm, Sanda: The Kingdoms of Laos: Six Hundred Years of History. Capitolo IV, pag. 55. Routledge, 2001. ISBN 0700715312. (parzialmente consultabile su Google Libri).
Biografia Nacque il 24 gennaio del 1534 durante il regno del predecessore Phothisarat I, di cui era il figlio, e la madre era Yot Kham Tip, figlia del re di Lanna e discendente di Mengrai il Grande. Il suo nome di nascita era principe Setthavongsa e fu nominato erede al trono dal padre, che nel 1533 aveva spostato la corte a Vientiane, da dove era più facile mantenere il controllo sui turbolenti principati della zona e su quelli del sud. La capitale ufficiale di Lan Xang era rimasta a Mueang Sua.
Re di Lanna Il Regno Lanna stava attraversando un grave periodo di crisi, durante il quale fu respinta un'invasione birmana e si erano alternati alcuni sovrani che erano stati detronizzati o uccisi dalla ambiziosa aristocrazia di corte. Wichīankhīeo, ʻArunrat tradotto da Wyatt, David K: The Chiang Mai Chronicle, Volume 1, da pag. 112 a pag. 118. Silkworm Books, 1998. ISBN 9789747100624. Nel 1546, il gruppo emergente dei nobili nominò reggente la regina Chiraprapha, che scongiurò un'invasione di Ayutthaya, ed invitò a guidare il regno Setthavongsa, che era discendente della dinastia di Mengrai. Il principe era a quel tempo probabilmente dodicenne, ma secondo alcune fonti potrebbe anche essere stato quattordicenne o diciottenne. Phothisarat diede la sua approvazione ed il matrimonio venne organizzato con grandi cerimonie che si tennero in diverse città lanna.
Secondo le cronache di Lan Xang, un'imponente folla di 300.000 persone e 2.000 elefanti accompagnò la famiglia reale di Mueang Sua a Chiang Mai, la capitale lanna, dove venne celebrato il matrimonio. Setthavongsa fu incoronato con il nome regale Jaya Setha Varman e giurò fedeltà al regno di fronte al Buddha di Smeraldo, un'antica statua veneratissima dai buddhisti. Negli stessi giorni gli vennero date in sposa due principesse locali.
Qualche tempo dopo morì Phothisarat e quando Setthavongsa lo venne a sapere lasciò gli affari di Stato ad uno zio e si recò a Mueang Sua per presenziare alla cremazione. Secondo alcune fonti portò con sé il Buddha di Smeraldo, che in seguito rimase a Mueang Sua, secondo altre fonti lo aveva portato via il padre al termine delle cerimonie di nozze. Mentre Setthavongsa era in viaggio, i fratellastri principi Lanxang e Tha Heua cercarono di usurpare il trono che gli spettava e si spartirono il regno. Simm, Peter e Simm, Sanda: The Kingdoms of Laos: Six Hundred Years of History, Capitolo V. Routledge, 2001. ISBN 0700715312 (parzialmente consultabile su Google Libri). Con l'aiuto dei mandarini dei principati meridionali, gli usurpatori vennero arrestati e l'erede al trono concesse loro il perdono, ma fece giustiziare chi li aveva aiutati.
La sua intenzione era di unificare i due regni e governare da Chiang Saen, la capitale in territorio lanna che aveva scelto, ma gli aristocratici di Lan Xang lo dissuasero e suo malgrado accettò di rimanere in patria. Fu proclamato re di Lan Xang nel 1550 con il nome regale Setthathirat e cercò di mantenere il trono di Lanna nominando reggente la stessa regina Chiraprapha che già era stata reggente prima del suo arrivo a Chiang Mai. L'anno successivo il consiglio dei nobili del regno Lanna lo dichiarò decaduto e nominò re il principe shan Mekuti, imparentato con la locale Casa Reale.
Re di Lan Xang Appena salì al trono di Lan Xang, ricompensò il principe che aveva soffocato la rivolta dei fratellastri usurpatori, già ministro del padre, affidandogli il governatorato di Vientiane con il nuovo titolo di Phragna Chantaburi. La provincia venne estesa accorpando importanti municipalità della zona. Phragna Chantaburi fece erigere in città i tuttora esistenti complessi templari di Wat Chan e di Wat Phragna-Wat.
Nel 1551, Setthathirat venne a sapere di essere stato detronizzato a Chiang Mai e delle sanguinose lotte che avevano portato all'incoronazione di Mekuti. Ordinò ad alcuni dei governatori, tra cui il riabilitato fratellastro Lanxang, di muovere le loro truppe contro Lanna. L'invasione fu preparata dai nobili di corte i quali, nel timore che il sovrano tornasse a vivere a Chiang Saen, misero assieme un esercito con poche truppe male armate e l'attacco venne respinto.
Diffusione del Buddhismo
Negli ultimi decenni si era assistito ad un progressivo aumento dell'impegno religioso dei sovrani del sudest asiatico. Setthathirat si rese protagonista di uno sviluppo del Buddhismo Theravada come nessun sovrano di Lan Xang aveva mai fatto prima. Fece costruire molti templi e santuari finemente decorati in diverse città del paese, in particolare a Vientiane, dove fra i molti edifici religiosi fece erigere il Phra That-Chedi-Loka-Chulamani, lo splendido stupa tuttora esistente dopo la ricostruzione degli anni trenta chiamato Pha That Luang.
Fu riparato l'antico santuario Phra That Phanom nell'odierna Nakhon Phanom e vennero realizzate splendide statue raffiguranti Buddha che divennero famose. Il Buddhismo si diffuse in tutto il paese e la capitale, ricostruita dopo le devastazioni che i birmani compirono durante il suo regno, divenne famosa per la bellezza dei suoi templi. A Luang Prabang fece costruire il Vat Xieng Thong, il complesso templare dove sarebbero stati incoronati i successivi sovrani del paese. Stuart-Fox, Martin: A History of Laos, a pag. 12. Cambridge University Press, 1997 ISBN 0521597463 (parzialmente consultabile su Google Libri). L'edificio si è salvato dalle devastazioni delle guerre e, dopo una serie di restauri, si trova ancora dove fu costruito.
Primo confronto con i birmani Nel 1555 ritentò la conquista di Lanna organizzando e mettendosi personalmente a capo di un grosso esercito. Durante la sosta che fece sul fiume Nam Tha, nei pressi del confine, le trame ordite dal principe Thakkhin indussero il re a giustiziare con l'accusa di tradimento Phragna Chantaburi, che comandava le proprie truppe. Gli invasori espugnarono Chiang Saen, dove sostarono per un lungo periodo, e quando stavano per marciare sulla capitale Chiang Mai accadde un fatto imprevisto.
Consapevole della sua inferiorità militare, Mekuti aveva chiesto l'intervento di Bayinnaung, il grande re di Hongsavadi (antico nome di Pegu) succeduto a Tabinshwehti sul trono della Dinastia di Toungoo. Bayinnaung aderì alla richiesta e si installò a Chiang Mai con il suo potente esercito prima dell'arrivo dei laotiani, mandando un ambasciatore a Setthathirat con un invito a Chiang Mai per un colloquio. Il re sospettò che fosse un'imboscata e si ritirò con le proprie truppe prendendo l'ambasciatore come ostaggio. Il re birmano mandò un'armata ad inseguire i laotiani che si ritirò dopo aver raggiunto la retroguardia in prossimità della capitale liberando l'ostaggio ed infliggendo pesanti perdite.
Espansione birmana La seconda unificazione della Birmania era avvenuta grazie a Tabinshwehti della dinastia di Taungù durante il regno di Phothisarat. Oltre ad estendere la sua influenza sul Regno di Lanna, nel 1549 le sue armate avevano invaso il Siam. L'assedio della capitale era stato respinto a fatica, durante la battaglia erano morte la regina e la figlia del re Maha Chakkraphat, scese in campo per fronteggiare l'emergenza. Durante la ritirata, i birmani avevano catturato il figlio di Chakkraphat Ramesuen ed il cognato Maha Thammarachathirat, viceré di Ayutthaya e re di Sukhothai. Stanchi per il lungo assedio e a corto di viveri, i birmani imposero al re siamese di lasciarli tornare incolumi in patria offrendo in cambio la restituzione dei due principi. Wood, W.A.R. (console britannico a Chiang Mai): A History Of Siam, da pag. 112 a pag. 128. T. Fisher Unwin, ltd., Londra 1926.
Al comando del successore Bayinnaung, definito il Napoleone della Birmania, Accounts of King Bayinnaung's Life and Hanthawady Hsinbyu-myashin Ayedawbon, a Record of his Campaigns , sul sito dell'Università Chulalongkorn di Bangkok. l'esercito di Pegu divenne un'invincibile macchina da guerra. Nel giro di pochi anni fu nuovamente riunificato il paese, spaccato dopo la rivolta dei mon del 1550 che era costata la vita a Tabinshwehti. Vennero annessi i principati shan e fu conquistata una parte del Regno di Chiang Hung. Nel 1557 fu definitivamente sottomesso il Regno Lanna, che perse per sempre l'indipendenza a 265 anni dalla fondazione.
Spostamento della capitale a Vientiane Constatata la potenza dei birmani, nel 1560 Setthathirat spostò la capitale nella lontana Vientiane, a cui diede il nome di Mueang Lan Xang Chantaburi, giudicata più difendibile in caso di un nuovo attacco. Dalla città poteva inoltre controllare più agevolmente i principati meridionali. Cambiò anche il nome della vecchia capitale, ribattezzata Luang Prabang in onore del Phra Bang, la venerata statua di Buddha palladio della monarchia, che lasciò nelle mani del clero locale a cui affidò anche il governo cittadino. Portò invece con sé il Buddha di Smeraldo ed il Phra Sek Kham, un'altra antica sacra statua del Buddha, che furono custodite nel nuovo sontuoso tempio Vat Phra Keo, l'odierno Ho Phra Keo. Fece anche costruire un palazzo reale nella nuova capitale.
Nel 1562 (secondo gli annali di Ayutthaya nel 1550), chiese in sposa al re di Ayutthaya Maha Chakkraphat la figlia Thep Kasatri, della cui bellezza gli era giunta voce e la cui madre aveva eroicamente perso la vita in battaglia per salvare il marito. Il permesso fu accordato dal sovrano siamese anche come patto di alleanza in funzione anti-birmana, dato che gli eserciti di Taungù stavano trionfando ovunque e seminavano terrore in tutta la regione. I dignitari di Lan Xang che arrivarono ad Ayutthaya per scortare la principessa vennero informati che Thep Kasatri era ammalata ed al suo posto fu inviata un'altra figlia del re. Setthathirat la rimandò indietro con un duro messaggio sollecitando l'arrivo della sposa da lui prescelta, che quando fu guarita fu mandata a Vientiane.
Invasione birmana