Nandina domestica (Thunb., 1781) è una pianta appartenente alla famiglia delle Berberidacee originaria della Cina centrale e meridionale e l'unica specie del genere Nandina.
Il nome del genere deriva dal nome giapponese della pianta, . Descrizione È un arbusto eretto sempreverde alto fino a 2 metri che forma numerosi rami a partire dalla base. Le foglie sono lucide e possono essere decidue in zone in cui l'inverno è particolarmente freddo. Esse sono composte, imparipennate e lunghe dai 50 ai 100 centimetri, bi e tripennate, individualmente lunghe dai 4 agli 11 centimetri e larghe da 1,5 a 3 centimetri. Le giovani foglie sono di un colore che va dal rosa pallido al rosso, prima di diventare verdi; quelle vecchie da verdi diventano rosse o viola e poi cadono. I fiori sono bianchi e appaiono a inizio estate raggruppati su di un'infiorescenza. I frutti sono bacche di colore rosso brillante di 5–10 millimetri di diametro che maturano nel tardo autunno e generalmente persistono per tutto l'inverno. Distribuzione e habitat
Tassonomia Sinonimi Sono noti i seguenti sinonimi: Nandina denudata Lavallée Nandina domestica alba W. B. Clarke Nandina domestica f. alba (W. B. Clarke) Rehder Nandina domestica f. gigantea Beecher Nandina domestica var. linearifolia C. Y. Wu ex S. Y. Bao Nandina domestica f. longifolia (Dippel) Rehder Nandina domestica var. longifolia Dippel Nandina domestica f. purpurea Beecher Nandina tomentosa Wehmer [nom. nud.] Nandina tsermonanten Hassk. Tossicità Tutte le parti della pianta sono tossiche in quanto contenenti acido cianidrico; la pianta non è considerata mortale per l'uomo, ma le bacche possono essere pericolose per gatti, cani e bestiame. I frutti contengono anche alcaloidi come la nantenina, una molecola che blocca gli effetti della MDMA negli animali. Gli uccelli solitamente non sono affetti da queste tossine e contribuiscono alla dispersione dei semi della pianta attraverso i loro escrementi, ma un consumo eccessivo delle sue bacche può portare alcune specie alla morte.
Coltivazione
La N. domestica è largamente adoperata nei giardini come pianta ornamentale. Coltivata in Cina e Giappone da parecchi secoli, è stata importata in Occidente per la prima volta nel 1804 da William Kerr, che la portò in Inghilterra da Canton. Nonostante la sua popolarità nei giardini giapponesi, di cui è testimonianza la creazione di oltre sessanta cultivar, è giunta nel Paese del Sol Levante dalla Cina solo attorno al XVI secolo.
Cresce correttamente in qualsiasi terreno ben drenato e in posizioni semiombreggiate o soleggiate; se troppo all'ombra non avviene la fioritura e le foglie si colorano di verde scuro. Sopporta la siccità e il freddo invernale e non richiede potature importanti.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Berberidaceae Categoria:Flora dell'Asia Categoria:Taxa classificati da Carl Peter Thunberg Categoria:Taxa descritti nel 1781