Biografia Perseo visse nella stessa abitazione di ZenoneDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 13. Gli scrittori successivi riportano che il filosofo era stato schiavo dello stesso ZenoneCfr. e.g. Aulo Gellio, Noctes Atticae, II, 18.8 e che originariamente era stato un amanuense inviato a Zenone da Antigono II Gonata. Tuttavia, la fonte di questa storia sembra essere un commento sarcastico, riguardante Perseo, di Bione di Boristene, che, alla vista di una statua di Perseo che riportava l'inscrizione "Perseo, l'allievo di Zenone", sghignazzò che essa doveva riportare "Perseo, il servitore di Zenone"Ateneo di Naucrati, Deipnosophistai, IV, 162.

È noto che Antigono II Gonata invitò Zenone presso la sua corte, a PellaDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 6, intorno al 276 a.C. Zenone rifiutò a causa della sua età avanzata mandando invece i suoi studenti Perseo e Filonide di TebeDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 9. Perseo divenne una figura di spicco alla corte macedone. Dopo la presa di Corinto, intorno al 244 a.C., da parte di Antigono, il filosofo assunse il controllo della città in qualità di arconte. Morì poi nel 243 a.C. difendendo la città dagli attacchi portati da Arato di SicionePausania, Periegesi della Grecia, II, 8. 4.

Opere Nessuno scritto di Perseo è giunto a noi, ad eccezione di pochi frammenti. Diogene Laerzio attribuisce al filosofo le seguenti opereDiogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 36: Ἠθικαῖς σχολαῖς (La scuola etica) Περὶ βασιλείας (Sul potere sovrano) Πολιτεία Λακωνική (La costituzione dei Lacedemoni) Περὶ γάμου (Sul matrimonio) Περὶ ἀσεβείας (Sull'empietà) Θυέστης Περὶ ἐρώτων (Sull'amore) Προτρεπτικοί (Esortazioni) Διατριβῶν (Conversazioni) Χρειῶν Ἀπομνημονεύματα (Reminiscenze) Πρὸς τοὺς Πλάτωνος νόμους (Le Leggi di Platone)

Note

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