Villanova di Bagnacavallo (Vilanòva in romagnolo) è un paese di circa abitanti, frazione del comune di Bagnacavallo, dal quale dista .

L'abitato si sviluppa lungo la strada provinciale che costeggia il fiume Lamone.

Storia Origini di Villanova

Sorge a di distanza da Ravenna, addossato sull'argine sinistro del fiume Lamone e disposto, quasi interamente, lungo la strada che da Mezzano porta a Bagnacavallo.

Le prime notizie sulle sue origini risalgono al 1300, quando il paese (a quell'epoca formato solo da una decina di case che si ergevano sulla palude circostante) si era formato con la presenza di molti ricercati (sia per motivi politici che giudiziari) stabilitisi in questa zona franca, al confine fra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia.

Qui il Lamone riversava le sue acque nella valle, alimentando una fitta vegetazione di erbe palustri dalle quali gli abitanti di Villanova hanno saputo trarre una impensata industria; prima per fare le misere capanne, poi indirizzandosi verso altri manufatti.

Nell'anno 1371, Villanova contava già 32 case, per lo più costruite in modo rustico e coperte di canne.

Nonostante le successive bonifiche delle paludi, l'attività di lavorazione delle erbe palustri (stuoie, sporte, impagliature per sedie, pantofole, cappelli, ecc.) ha accompagnato la storia di Villanova fino al secondo dopoguerra.

Oggi, questa attività è praticamente scomparsa. Per la sua salvaguardia, se ne occupa il Centro Etnografico della Civiltà Palustre, che si adopera con sforzo per il recupero di manufatti e tecniche di lavorazione. Inoltre organizza, una volta all'anno, la famosa Sagra delle Erbe Palustri.

Seconda guerra mondiale Le vite umane che Villanova pagò alla Seconda guerra mondiale furono 92, tra cui 3 impiccatiLe cause della morte delle 92 vittime furono: 3 impiccati; 12 caduti sul fronte; 12 uccisi dai tedeschi e dai fascisti; 24 civili uccisi dai mitragliamenti; 13 uccisi per scoppio di mine; 5 per cause diverse; 23 dispersi..

Il vuoto di potere aperto dall'armistizio dell'8 settembre 1943 venne immediatamente riempito anche in Romagna dall'esercito tedesco. I tedeschi, mai amati nel precedente ruolo di alleati, vennero ora unanimemente sentiti come un esercito straniero di invasori. È in questo drammatico quadro che anche a Bagnacavallo e nelle frazioni cominciò ad organizzare la Resistenza con la costituzione della sede cittadina del Comitato di Liberazione Nazionale (C.L.N.).

Nel frattempo, con l'avanzata dell'esercito liberatore, si moltiplicarono i bombardamenti aerei che provocarono lutti e danni, non solo al sempre più esiguo e nervoso esercito tedesco, ma anche agli inermi abitanti della zona. Alle molte vittime delle incursioni aeree, andavano aggiunte le vittime della violenza nazifascista, che spesso operava rastrellamenti e deportazioni e che talora sfogava la propria rabbia impotente contro le formazioni partigiane attraverso esecuzioni sommarie di accreditati antifascisti.

L'avanzata dell'Esercito britannico fu costante. Il 4 dicembre 1944 Ravenna fu liberata. Quasi contemporaneamente, le truppe inglesi si attestarono sulla sponda destra del fiume Lamone, di fronte al territorio di Bagnacavallo, già da giorni sotto il tiro delle artiglierie alleate. Nella notte fra il 10 e l'11 dicembre 1944 si combatté la battaglia decisiva, nota oggi come «Battaglia senza fine». Un contingente di 100-130 soldati canadesi riuscì ad attraversare il Lamone e a formare una nuova testa di ponte senza incontrare un'eccessiva resistenza da parte dei Tedeschi. Dal momento che per la mancanza di un ponte non potevano arrivare rifornimenti e ricambi, la spinta iniziale degli alleati si affievolì. Iniziò così la controffensiva dei tedeschi e lo scontro avvenne nei pressi del macello. Sembrava quasi che i tedeschi dovessero avere la meglio (con conseguenze drammatiche per Villanova), ma verso mezzogiorno comparvero gli aerei alleati, che diedero il tempo ai soldati canadesi di riorganizzarsi. Villanova fu liberata l'11 dicembre 1944 dalle truppe del Reggimento canadese Cape Breton Highlanders. Le forze e i carri armati tedeschi approfittarono della notte successiva per sganciarsi e ritirarsi.

Monumenti e luoghi d'interesse La Seconda guerra mondiale ha causato morti e distruzioni nel territorio di Villanova. Particolarmente feroci furono alcuni atti degli occupanti nazifascisti. I cippi che ancora oggi si possono vedere per le strade di Villanova sono la muta testimonianza dei tragici eventi che colpirono profondamente la popolazione: Cippo in memoria di Antonio Bandoli, Fausto Fantoni e Matteo Morelli, (16 novembre 1944). La stele ricorda l'assassinio di tre abitanti di Villanova, scelti a caso dai tedeschi il 16 novembre 1944 per rappresaglia contro l'uccisione di un militare germanico. I tre impiccati rimasero appesi per due giorni poiché fu impedito ai familiari e ai cittadini di avvicinarsi con un servizio di guardia continuo. Diversi familiari (tra i quali la figlia di Fantoni Fausto Rosalia che aveva allora 4 anni) furono costretti ad assistere all’eccidio. Solo il 18 novembre grazie all’intervento dell’Arciprete Don Giovanni Melandri i soldati tedeschi consentirono di recuperare le salme dei tre martiri ma non fu permesso di fare il funerale; Cippo in memoria di Apollinare Zoli, Guglielmo Guerrini e Gustavo De Lauretis, presso il cimitero (19 luglio 1944); Cippo in memoria di Matteo Matteucci, sull'argine sinistro del fiume Lamone (5 ottobre 1944); Cippo in memoria di Gianfranco Giardini, posto in via Superiore (2 novembre 1944); Cippo in memoria di Aldo Allegri, posto nei pressi dell'ex-macello (11 dicembre 1944).

Ecomuseo delle Erbe palustri

L'Ecomuseo, , recupera incastri, intrecci, torsioni, filature, realizzati con le vegetazioni spontanee delle zone umide, cioè erbe e legnami da utilizzo che crescevano nell'ambiente circostante. Frutto di una lunga attività di ricerca e recupero, è stato aperto nel 1985 con la finalità di salvare e documentare un insieme di capacità e valori legati alla vita vissuta fra terra e valle. È stata posta particolare attenzione alle antiche tecniche di lavorazione delle erbe palustri, sviluppatesi dal XIV secolo fino agli anni 1970. L'opera di ricerca, portata avanti dal gruppo di ricerca dell'«Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri», ha evidenziato l'esigenza di non disperdere una varietà di tecniche di lavorazione di estremo interesse. Un patrimonio delle generazioni passate che, nel tempo, hanno saputo sviluppare l'arte specifica, si potrebbe dire unica, di intrecciare e tramare le erbe di valle, con le sole mani o con l'ausilio di rudimentali attrezzi.

Cimitero di guerra canadese Il Cimitero di Guerra canadese (in inglese Villanova Canadian Cemetery) fu costruito dalla «Commonwealth War Graves Commission» (Commissione per le sepolture di guerra del Commonwealth), progettato dall'architetto Louis de Soissons. Fu autorizzato nel maggio 1946 attraverso un accordo tra Prefettura di Ravenna, Comune di Bagnacavallo, Parrocchia di Villanova, proprietaria del terreno, ed Ambasciata di Gran Bretagna. Nel gennaio 1948 l'accordo fu ratificato dalla «War Imperial Graves Commission» (Commissione delle sepolture imperiali di guerra) decidendo che le salme dei soldati caduti che vi erano sepolti non fossero traslate, ma rimanessero nel luogo dove i soldati erano caduti. Il piano particolareggiato dell'impianto del Cimitero Militare del Commonwealth venne registrato nel marzo 1949 e visitato dall'Ambasciatore Canadese, Desy Jean, alla presenza delle autorità civili e religiose.

Il Cimitero occupa un’area di circa 10mila metri quadrati ed è di proprietà della Commissione Imperiale Britannica e pertanto è divenuto territorio del Canada. Ospita 212 salme di militari canadesi ed inglesi (208 canadesi e 4 britannici). 206 canadesi, facenti parte della V Divisione Corazzata, caddero nei durissimi scontri tra i fiumi Lamone e Senio tra la fine del 1944 ed i primi mesi del 1945. Il più giovane di loro aveva 17 anni ed il più anziano 39.

All'entrata vi è un tempietto dove viene custodito il registro che contiene i nomi dei caduti, con la provenienza e la posizione in cui sono sepolti. Chiunque lo visita può lasciare una firma. Di fronte all'entrata sono posti: una panchina disegnata con la figura della tribù Osoyoos, alla quale apparteneva il nativo americano George Ernie Baptiste; un pannello in tre lingue che illustra le linee principali dell'avanzata alleata in Italia durante la Seconda guerra mondiale; un monumento dedicato ai caduti canadesi e villanovesi del 1944/45; un'installazione con i resti del Ponte Bailey che servì per il passaggio dei soldati per la liberazione di Villanova. Vi è inoltre un monumento dedicato alla Battaglia dei tre fiumi ed uno dedicato al «Lanark and Refrew Scottish Regiment». Poco distante è posta una panchina disegnata, dedicata al Remembrance Day, il Giorno della Memoria in cui si commemora in tutti i Paesi del Commonwealth la fine della Prima guerra mondiale.

Cultura Sagre e Manifestazioni «Sagra delle erbe palustri». Si svolge (dal 1985) il secondo fine settimana di settembre. Si rievocano le tecniche tradizionali della lavorazione delle erbe palustri e del legno. La manifestazione offre la possibilità di vedere all'opera gli artigiani che realizzano manufatti con le erbe intrecciate. «Villanova in Corto». Festival di cortometraggi indipendenti. Promosso nel 1996 dal circolo Arci "Casablanca", si svolge nel primo fine settimana di ottobre.

Note

Bibliografia

Daniele Morelli e Gian Luigi Melandri,

Altri progetti

Categoria:Frazioni di Bagnacavallo