Meteo è una raccolta di versi di Andrea Zanzotto, pubblicata presso Donzelli Editore nel 1996. Le venti poesie italiane sono ciascuna corredata da un disegno dell'illustratrice Giosetta Fioroni.Anteprima limitata (Google Libri):

Titolo e struttura Meteo, pubblicato ben dieci anni dopo la grande stagione della trilogia (Il Galateo in Bosco, Fosfeni, Idioma) a causa di «una "avara vena" dell'autore»S. Dal Bianco, Profili dei libri e note alle poesie: Meteo (1996), in A. Zanzotto, Le poesie e prose scelte, Milano, Mondadori, 1999, p. 1667., è concluso da una Nota del poeta che introduce alla nuova direzione in cui vanno le scritture zanzottiane sul farsi degli anni novanta:

«Questa silloge vuol essere soltanto uno specimen di lavori in corso, che hanno un'estensione molto più ampia. Si tratta quasi sempre di "incerti frammenti", risalenti a tutto il periodo successivo e in parte contemporaneo a Idioma (1986). Non tutti sono datati e comunque sono qui organizzati provvisoriamente per temi che sfumano gli uni negli altri o in lacune, e non secondo una sequenza temporale precisa, ma forse "meteorologica"»A. Zanzotto, Nota, in Meteo, Roma, Donzelli, 1996, p. 81..

I temi dominanti della raccolta vertono su tempo (meteorologico e non soloCfr. anche P. Steffan, Un «giardino di crode disperse». Uno studio di Addio a Ligonàs di Andrea Zanzotto, Roma, Aracne, 2012, pp. 38 sgg.), clima, paesaggio, con un particolare intensificarsi della materia ecologica: una ecologia dell'ambiente, ma anche una "ecologia della mente"S. Dal Bianco, op. cit., p. 1667.. Scrive a proposito Giuliano Gramigna che «viene messo in gioco qualcosa d'altro che lo spettacolo atmosferico, stagionale nei luoghi familiari, Pieve di Soligo e dintorni: la capacità di tale spettacolo di scandire un tempo della mente e del linguaggio»G. Gramigna, Zanzotto, le stagioni e il tempo interiore, in «Corriere della Sera», 27 giugno 1996., per arrivare a dire che «Meteo, come insinua il titolo, sarà vivere, scrivere una meteora, un evento formato da grappoli di eventi mentali, psichici, atmosferici, con il loro corteggio di personaggi: prati, alberi, nuvole, insetti, stagioni: in mezzo ai quali si colloca, insaziabile e incontornabile, il Soggetto che parla».

Indice I venti testi di Meteo, elencati ordinatamente di seguito, sono in lingua italiana (con le consuete incursioni di termini da altre lingue, basti considerare il titolo Live della quartina che apre il libro), ad eccezione di due, (Marotèi de matina bonora) e La Taresa, in dialetto solighese, i quali risentono dell'esperienza bilingue della raccolta precedente (Idioma).

Live Morèr Sachèr (Marotèi, de matina bonora) Lanugini Non si sa quanto verde I-II Leggende Stagione delle piogge Tu sai che Altri papaveri Currunt Colle, ala I-II E ti protendi Ticchettio I-II Tempeste e nequizie equinoziali Topinambùr Altri topinambùr Sedi e siti La Taresa Erbe e Manes, Inverni Albe, Manes, vitalbe

Edizioni Andrea Zanzotto, Meteo, Roma, Donzelli, 1996.

Note

Bibliografia Stefano Dal Bianco, Profili dei libri e note alle poesie: Meteo, in A. Zanzotto, Le poesie e prose scelte, Milano, Mondadori, 1999, pp. 1667–81. Giuliano Gramigna, Zanzotto, le stagioni e il tempo interiore, «Corriere della Sera», 27 giugno 1996. Paolo Steffan, Un «giardino di crode disperse». Uno studio di Addio a Ligonàs di Andrea Zanzotto, Roma, Aracne, 2012.

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