Ulisse era un fico è un libro scritto da Luciano De Crescenzo e pubblicato dalla Mondadori nel 2010.
Trama Come ha già fatto nella maggior parte dei suoi romanzi precedenti, De Crescenzo analizza la figura degli eroi e degli dei greci. Dai misfatti di Prometeo agli amori finiti male di Teseo e Arianna, dai tradimenti di Zeus alla scoperta delle vere cause della guerra di Troia, l'autore arriverà a descrivere il suo personaggio preferito: Ulisse.
Di quest'eroe, De Crescenzo analizza sia i pregi riconoscendolo vero eroe dell'Odissea e dell'Iliade dato che è il più intelligente di tutti, ma anche grande imbroglione e traditore della fedeltà della sposa Penelope.
Per rendere ancora più accattivante il racconto, l'autore come sempre fa molti confronti tra questi personaggi e quelli della nostra società moderna.
Capitoli DEI Il mito di Narciso Orfeo Amore e Psiche Prometeo Dioniso Afrodite Zeus ed Era EROI Teseo Paride Ettore Achille ULISSE Il cavallo di Troia Polifemo Circe Le Sirene Il ritorno ad Itaca e Argo Penelope
DEI Il mito di Narciso
Narciso è un giovane di straordinaria bellezza nato da una ninfa e dal fiume Cefiso. La madre, essendo ancora egli un infante, interrogò l'indovino Tiresia, chiedendogli quanto avrebbe vissuto il ragazzo e l'uomo ripose che sarebbe vissuto fino a quando non si sarebbe visto in volto.La ninfa fa di tutto per impedirlo, ma il ragazzo, essendo anche scorbutico e amante solo delle sue prodezze, un giorno si scontra prima con la dea Eco e poi si vede riflesso in uno specchio d'acqua. Subito Narciso s'innamora del suo ritratto alla follia. Essendo il suo amore condannato ed impossibile da realizzare, Narciso si trafigge disperato.
Il mito di Orfeo
Orfeo è un giovane e bel ragazzo che ha l'arte di incantare qualsiasi cosa, perfino senza vita come le pietre o le montagne, con la dolce musica della sua lira.Egli è famoso in tutta la Grecia e presto le pretendenti non tarderanno a farsi aventi per sposarlo. Ma Orfeo tra le tante fanciulle sceglie la soave e mite Euridice che però muore subito dopo le nozze a causa del morso velenoso di un serpente. L'anima della sventurata vola nell'Oltretomba, la casa dell'oscuro Ade e Orfeo è disperato. Tuttavia decide di scendere negli Inferi per riprendersi la sua amata sposa e con il suo canto riesce ad addolcire sia il nocchiero Caronte che il cane a tre teste Cerbero, il guardiano dell'inferno messo da Ade.Quando Orfeo si presenta da Ade e la sposa Persefone, i due sovrani rimangono stupiti e abbagliati dalle doti del mortale e così il dio decide di premiare il cantore restituendogli l'anima della sposa a patto che questi le si rivolga solo dopo usciti dagli oscuri meandri dell'Oltretomba.Orfeo obbedisce e il fantasma di Euridice lo segue, ma la tentazione è troppo forte e lo sposo si gira per vedere un'ultima volta la sua cara amata. Senza più voglia di vivere Orfeo si aggira disperato per le vie della sua città, rifiutando la mano di qualunque ragazza, allora le donne infuriate decidono di tendergli un agguato e di ucciderlo, per poi decapitarlo.
Il mito di Amore e Psiche
La dea Venere scatena violenze su una città greca per la bellezza straordinaria di una fanciulla di nome Psiche. I cittadini allora decidono di sacrificarla per ingraziarsi la divinità, offrendola in sposa ad un uomo brutto e deforme. Ma di notte, mentre la ragazza aspetta la sua sorte piangente su un'altura, scende dal cielo il dio Amore (ovvero "Eros") per salvarla, innamorato della sua immacolata bellezza.Questi porta la ragazza nel suo splendido palazzo d'oro e passa intere notti d'amore intenso con Psiche, raccomandandole però di non guardarlo mai in faccia altrimenti lei sarebbe tornata alle sue misere condizioni.Psiche promette ciò al suo amante, ma una sera, vinta dalla curiosità si avvicina con una candela al volto di Amore e inavvertitamente fa cadere una goccia di cera fusa sulla sua spalla. Il dio si sveglia e vola via per sempre.Psiche ora è veramente nei guai perché ritorna magicamente sulla Terra e per di più scopre che le sue sorelle stanno tramando contro di lei per andare a letto con Amore.Solo un aiuto divino può salvare Psiche e alla fine sarà proprio Venere, la dea che tanto voleva vederla morta, ad aiutarla, facendole superare quattro dure prove per riavere per sé il suo Amore. Quest'ultima consiste nell'entrare negli Inferi e di chiedere a Proserpina un po' della sua bellezza per consegnarla a Venere; ma la pozione è in realtà un veleno. Infatti la ragazza, risalita dall'Oltretomba, l'apre per rubarne un po' e cade a terra priva di sensi. Amore riesce a liberarsi dalla gabbia ove lo aveva rinchiuso la madre e soccorre Psiche, facendola guarire da Zeus e poi sposarla in tutta tranquillità.
Prometeo
Prometeo è un titano, il primo custode dell'umanità creato da Zeus a sua immagine e somiglianza assieme al fratello Epimeteo. Da essi è nata la stirpe degli uomini, tuttavia priva di poteri. Mentre tutti gli altri animali possedevano una qualità, donatagli da Epimeteo sotto ordine degli dei, il titano si era dimenticato di darne qualcuno all'uomo, troppo spaurito per farsi aventi.Ebbene Prometeo decide di fare qualcosa: rubare un po' del fuoco per far sì che l'uomo potesse almeno riscaldarsi e cuocere le carni.Prometeo riesce nell'impresa, ma Zeus scopre tutto e lo incatena. Infatti Prometeo già aveva avuto altri disguidi col padre degli dei, ad esempio rubava già nell'Olimpo per i suoi beniamini e una volta aveva addirittura sostituito la carne di un animale, squartato per un sacrificio, con le ossa e il grasso.Quindi ora prometeo è condannato ad essere incatenato mani e piedi ad una rupe e per di più tormentato da un'aquila che gli divora il fegato ogni giorno, per poi ricominciare il lavoro il dì oltre, dopo la ricrescita notturna dell'organo.
Dioniso
Il dio Dioniso è la più particolare delle divinità, perché ha due volti: quello della felicità e del divertimento, mentre l'altro include la follia e la furia.Nacque dall'amore di Zeus con una mortale. Questa, chiedendo di vedere il marito in volto, rimase folgorata e il feto fu cucito da Zeus nella coscia. Alla nascita del piccolo i Titani lo hanno fatto a pezzi, ricomposti in un secondo momento dalla dea Rea, madre di Zeus, riportando Dioniso alla vita. Da giovane il ragazzo ha scoperto la bevanda alcolica del vino, spremendo dei chicchi d'uva, e da allora è nato il suo mito e quello delle Baccanti, donne con sembianze di satiro che lo seguono in tutte le sue orge.
Afrodite Afrodite è nata dai genitali di Urano, bisnonno di Zeus, gettati in mare da Crono. La ragazza simboleggia l'amore e a bellezza, ma anche il tradimento. Infatti De Crescenzo cita molti dei suoi accoppiamenti clandestini con gli altri dei e mortali, escludendo unicamente Zeus, il Padre degli Dei. Il più famoso tradimento ricordato da De Crescenzo è quello fatto dalla dea con Ares, dio della guerra e della violenza, col quale è rimasta intrappolata in una rete d'oro costruita appositamente dal marito cornificato Efesto per cogliere in flagrante la coppia.
Zeus ed Era A causa dei numerosi tradimenti del Padre degli Dei, la coppia Zeus/Era ha passato nella mitologia greca sempre brutti momenti caratterizzati da litigi, sfuriate e vendette da parte della coniuge. De Crescenzo ne cita alcuni dei più famosi.
EROI Teseo
Teseo è considerato da De Crescenzo uno dei più importanti e intelligenti degli eroi greci, fondatore della politica a caste e dei primi giochi olimpici. Dopo essere stato riconosciuto dal padre Egeo grazie al possesso di una spada, messa sotto un masso parecchi anni prima dal genitore, Teseo parte per Creta con scopo di uccidere il Minotauro, mostruosa creatura nata dall'unione abominevole della moglie di Minosse con un toro del pascolo.Quindi l'eroe viene a sapere che nell'isola di Creta il re Minosse preleva dalla Grecia un gruppo di giovani maschi e femmine per darli in pasto al suo figlio disgraziato: il Minotauro. Questi è un essere metà uomo e metà toro, rinchiuso in un grande labirinto costruito da Dedalo e Icaro.Teseo parte con un gruppo di compagni per ucciderlo, arrivato si reca a palazzo dove incontra la bellissima principessa Arianna che lo aiuta nell'impresa: lei gli dona un gomitolo di lana in modo che l'ero possa trovare la via del ritorno nel labirinto, senza perdersi.Infatti il trucco riesce: Teseo dopo un po' nel labirinto trova alcuni cadaveri dei suoi compagni e infine la mostruosa bestia che uccide con un colpo di spada ben assestato. Infine l'eroe ritorna verso la Grecia portandosi con sé Arianna che ben presto abbandona, mentre lei dorme, nell'isola abitata dal dio Dioniso.Tuttavia il fato si vendica contro Teseo: questi si dimentica di issare la vela bianca, simbolo della vittoria e lascia quella nera, segno della sua morte e il padre, vedendo la barca ritornare, si lascia cadere in mare da una rupe.
Paride
Paride è il famoso artefice della guerra di Troia. Per causa sua la città tanto amata è caduta preda delle incursioni degli Achei, con il rapimento e lo sposalizio di Elena, la favolosa e meravigliosa sposa del re spartano Menelao, fratello di Agamennone.In origine la dea della Discordia Eris giunse sull'Olimpo per assistere al matrimonio tra Peleo e Tetide, madre futura di Achille. Giunta, la dea fa rotolare sulla tavola imbandita una mela con scritto "Alla più bella" (Kalliste) e così si accende una feroce disputa tra Afrodite, Era e Atena. Zeus allora per togliersi dall'impiccio, decide di far chiamare Paride come giudice da Ermes.Sulle montagne, Paride sta pascolando allegramente le pecore, quando giungono le tre dee in abiti sfavillanti e invitano il giovane a decidere chi è la più bella, promettendogli vari doni.Era gli propone di farlo diventare padrone dell'Asia, Atena gli comunica di donargli tutta la saggezza del mondo, e per ultimo Afrodite gli promette la bellezza eterna e la mano di Elena. Paride non ci pensa due volte e accetta l'ultima proposta, scatenando le ire e le ingiurie più terribili delle altre due.
Ettore Ettore per De Crescenzo è il vero modello dell'eroe da osservare: è sposato e con un figlio, ama la patria e fa di tutto per difenderla, al contrario del bellimbusto Paride che, sposata Elena, se ne sta a far l'amore con lei negli appartamenti reali.Morto per mano sua Patroclo, miglior amico e amante di Achille, Ettore, sebbene consapevole della sua triste sorte, decide di non fuggire dentro le mura della città quando Achille infuriato riprende le armi e comincia a fare una carneficina dei nemici. Achille insegue Ettore per tre volte le mura di Troia e alla fine la dea Atena, sotto le sembianze di Deifobo (futuro sposo di Elena, dopo la morte di Paride per mano di Filottete) invita Ettore a fermarsi e a colpire l'eroe che, tuttavia riesce a schivare la lancia e a colpire alla gola l'eroe.
Achille
Achille è da considerarsi il più forte, violento e valoroso degli eroi greci, sempre di carattere burrascoso e facilmente irritabile, ma anche amante della poesia e del canto.Ucciso il povero Ettore, egli gli lega i piedi alla biga e se lo trascina per il campo, sia acheo che troiano, dopo aver sacrificato sulla tomba di Patroclo alcuni giovanissimi troiani catturati in battaglia.Qualche notte dopo, mentre Leonte e Gemonide (i protagonisti del romanzo, sempre scritto da De Crescenzo, Elena, Elena, amore mio) stanno bevendo alla taverna, ascoltando le chiacchiere e le imprecazioni di Tersite contro gli eroi e in particolare Achille, il vecchio re troiano Priamo giunge nell'accampamento per reclamare dall'eroe il corpo del figlio ucciso. Sulle prime Achille rifiuta ma poi, commosso dalle suppliche del re piangente, decide di ripensarci.
ULISSE
Il cavallo di Troia