Eliana e gli uomini (Elena et les Hommes) è un film del 1956 diretto da Jean Renoir.

I titoli di testa del film lo presentano come "una fantasia musicale di Jean Renoir".

Il film costituisce una specie di trilogia con i precedenti film del regista La carrozza d'oro (1952) e French Cancan (1955):

Trama Elena Sorokovska, vedova in esilio di un principe polacco è una giovane donna stravagante che vive a Parigi intorno al 1880. È persuasa di poter aiutare gli uomini celebri a raggiungere le mete del successo: il suo talismano è una margherita.

Il primo personaggio a cui si dedica è François Rollan, un generale molto popolare. Suo amico è il visconte di Chevincourt, un amabile gentiluomo anch'egli innamorato d'Elena. Nella vita della principessa appare un altro uomo, il ricco industriale della calzatura, Martin-Michaud, che la chiede in sposa. Ella accetta il suo invito a recarsi nel suo castello di Bourbon-Salins.

Nel castello si ritrovano tutti: Rollan, suo figlio Godin, fidanzato con la figlia di Martin-Michaud, Chevincourt. La festa proseguirà nell'accogliente dimora di Rosa la Rose. Ad essi si aggiungerà un gruppo di gitani. Rollan fugge con la padrona di casa, Elena cadrà nelle braccia di Chevincourt e Martin-Michaud si consolerà con una bottiglia di champagne.

Produzione Franco-London-Film, Les Films Gébé (Paris), Electra-Compagna-Cinématografica (Roma).

Produttori: Henry Deutschmeister e Joseph Bercholz Titolo Il titolo francese fa immediatamente riferimento ai temi centrali del film, l'amore e la bellezza femminili, che nella mitologia greca sono rappresentati dalla figura simbolica di Elena.

La traduzione italiana di Eliana purtroppo nasconde questo riferimento importante, che Renoir stesso sottolinea nelle sue memorie:

Soggetto La rievocazione storica ricorda un episodio di "fin de siècle": il caso Boulanger. L'episodio si sviluppa dal 1886 al 1889. Georges Boulanger (1837-1891) fu un generale che tentò un colpo di Stato, dopo la sconfitta subita dalla Francia nel 1870 ad opera della Prussia.

Riprese Le riprese ebbero luogo dal 1º dicembre 1955 al 17 marzo 1956 a Parigi negli studi Boulogne-Billancourt, Hauts-de-Seine e gli esterni nel parco di Ermenonville e nel Bois de Saint-Cloud.

Colore Renoir racconta:

Il critico Giorgio De Vincenti commenta:

Prima In Francia la prima si ebbe il 12 settembre 1956.

Il carattere del film Renoir afferma:

Accoglienza Alla sua uscita il film non fu apprezzato né dal pubblico né dalla critica.

Renoir fu amareggiato del massacro subito dalla versione americana del film, ribattezzato Paris Does Strange Things e uscito senza il montaggio voluto dal regista. I due anni successivi Renoir si dedicherà alla scrittura e a regie teatrali.Charlotte Garson, Jean Renoir, pag. 79. Critica Lo spirito dei pionieri del cinema François Truffaut:

Renoir e Mozart Jean Luc Godard:

Collegamenti con La regola del gioco Daniele Dottorini:

Tecnica cinematografica Éric Rohmer così commenta lo stile di Renoir in questo film:

Sequenze celebri La parata del 14 luglio Elena è condotta in carrozza, insieme al re della calzatura Martin Michaud, alla parata del 14 luglio. La folla impedisce alla carrozza di procedere.

Renoir ha rappresentato la festa del 14 luglio in un'altra celebre sequenza del film Il diario di una cameriera. L'incidente della mongolfiera

Il contagioso bacio della sequenza finale Elena e Henry si baciano davanti alla finestra. La folla radunata di fronte alla casa li osserva e ben presto ogni coppia li imita. L'amore trionfa e contagia gli spettatori: i baci si moltiplicano in un crescendo travolgente e ironico. Le canzoni Come in molti altri film di Renoir, anche in questo, il ruolo della canzone è fondamentale. Il ballo popolare Per le strade di Parigi in festa c'è una gran folla. Gruppi di coristi attraversano le strade. Léo Marjane canta:

Elena e Henri decidono di ballare. C'è un piccolo palco, un'orchestra che suona. Le donne sono a capo scoperto. Elena si toglie il cappello e lo lancia lontano. Si divertono, ridono, bevono vino rosso. Finiscono in un caffè in cui possono abbracciarsi.Jean Renoir, Écrits (1926-1971), pp. 386-387.

L'accampamento gitano Verso la fine del film, a Bourbon-Salins dove si ritrovano i personaggi della storia, in un accampamento gitano una giovane zingara, interpretata da Juliette Gréco canta:

Commenta lo stesso Renoir:

Note

Bibliografia André Bazin, Jean Renoir, curato e tradotto da Michele Bertolini, Mimesis Cinema, Milano-Udine, 2012 ISBN 978-88-575-0736-1 Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, Marsilio, Venezia 1996. ISBN 88-317-5912-4 François Truffaut, I film della mia vita, Marsilio, Venezia 1978 ISBN 88-317-8164-2 Jean Renoir, La mia vita, i miei film, Marsilio, Venezia 1992. ISBN 88-317-5419-X Jean Renoir, Écrits (1926-1971), Éditions Ramsay pour l'éditions de poche, 1989, 2006 ISBN 2-84114-816-5 Jean Renoir, La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971, Longanesi, Milano 1978 traduzione di Giovanna Grignaffini e Leonardo Quaresima. Éric Rohmer, Il gusto della bellezza, testi raccolti e presentati da Jean Narboni, ed. it. a cura di Cristina Bragaglia, Parma, Pratiche Editrice, 1991. Carlo Felice Venegoni, Renoir, La nuova Italia, Firenze 1975. Charlotte Garson, Jean Renoir, Cahiers du Cinéma, Paris 2007, ISBN 978-2-86642-501-2 Daniele Dottorini, Jean Renoir. L'inquietudine del reale, Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo, novembre 2007 ISBN 978-88-85095-39-7 Collegamenti esterni

Categoria:Film commedia drammatica Categoria:Film diretti da Jean Renoir