Insieme a Franco Franchi formò il famoso duo comico Franco e Ciccio, entrato nella storia della cinematografia italiana. La coppia girò più di 100 film tra gli anni sessanta e ottanta, e si distinse anche nel mondo dello spettacolo, tra televisione (apparizioni e conduzione di programmi di successo) e teatro.
Nel corso della sua lunga carriera cinematografica, Ingrassia è stato candidato più volte alla vittoria di svariati premi. Fu candidato per la prima volta ai Nastri d'argento nel 1974, come miglior attore non protagonista per Amarcord di Federico Fellini. Ebbe successivamente altre due candidature, sempre come miglior attore non protagonista nel 1976, per il quale vinse il premio recitando nel ruolo dell'onorevole Voltrano nel film Todo modo di Elio Petri e nel 1996, per il film Camerieri. Nel 1988 venne candidato ai Ciak d'oro come miglior attore non protagonista per il film Domani accadrà, diretto da Daniele Luchetti (al suo esordio alla regia), mentre nel 1991 vinse il David di Donatello per il film Condominio, come miglior attore non protagonista nel ruolo del maresciallo Gaetano Scarfi.
Biografia Giovinezza Nacque a Palermo, nel quartiere Il Capo, in via San Gregorio, il 5 ottobre 1922. Molte biografie riportano il 1923, ma si tratta di un refuso giornalistico che il comico non si è mai premurato di correggere. Quartogenito dei cinque figli di Pietro Ingrassia (muratore) e di Nunzia Motta (casalinga), di modestissime condizioni economiche. Sin dall'infanzia manifestò uno scarso interesse per l'istruzione e una propensione all'umorismo. Nonostante il modesto impegno profuso nell'attività scolastica, riuscì a ottenere la licenza elementare, ma con molti problemi perché non era bravo in matematica. Nel 1936 si iscrive al primo ginnasio dell'Istituto "De Cosme" pur cosciente di non aver alcuna speranza di terminare gli studi. Il suo unico scopo era quello di avere la divisa nuova della scuola (un vestito nuovo all'epoca era ambitissimo) e, una volta ottenuta, lasciò gli studi dopo appena due mesi per dedicarsi al lavoro ed ottenere il denaro che sarebbe servito alla sua famiglia. Nell'adolescenza cercando di mantenersi con i mestieri più disparati (barbiere, falegname, calzolaio, salumiere), si guadagnò da vivere dal 1938 come intagliatore di calzature; eppure già iniziò a manifestarsi la sua passione per il mondo dello spettacolo e cominciò a esibirsi in occasione di cerimonie private dove imitò con successo alcune gag di Totò, divenuto il suo idolo.
Il suo vero e proprio esordio sulle assi del palcoscenico risale a qualche anno più tardi, in pieno conflitto mondiale: nel 1944, infatti, dopo una lunga frequentazione del "Bar degli artisti" di Palermo, autentico raduno di celebrità in erba, si riunì a Enzo Andronico e a Mimì Ciampolo a formare il Trio Sgambetta. Da quel momento per il comico palermitano iniziò una lunga gavetta, segnata da condizioni al limite dell'indigenza. Alla fine della guerra si trasferì a Torino, dove si misurò, al fianco di un esordiente Gino Bramieri, nel genere della parodia che allora godeva dei favori del pubblico. Nel 1950 nacque un altro trio formato da Ciccio, Cecè Doria e Maurel, il cui pezzo forte era un numero in cui andavano in scena vestiti da donna, un espediente di grande effetto comico spesso usato nell'avanspettacolo. Durante una recita milanese, nel 1957, Ingrassia conobbe una componente di una scalcagnata orchestra di Tabarin, Rosaria Calì (1926-2019), con la quale convolò a nozze a Genova il 5 settembre 1960 ed ebbe da lei il figlio Giampiero, nato il 18 novembre 1961, che più tardi seguirà le sue orme.
Franco e Ciccio
All'inizio degli anni cinquanta, Ingrassia era attore in una compagnia teatrale, con regolare contratto. Per le strade di Palermo incontrò quasi casualmente Francesco Benenato, che presto acquisisce il nome d'arte di Franco Franchi, iniziando un lungo sodalizio artistico cinematografico, che avrebbe dato vita a una coppia definita "d'oro" per il grande successo che ebbe di pubblico e di botteghino. L'occasione per debuttare insieme avvenne quando il capocomico della compagnia di avanspettacolo "Pasquale Pinto", Giuseppe Pellegrino di Catania, propose a Ciccio di sostituire uno dei suoi comici Nino Formicola (che si era ammalato durante il viaggio da Napoli a Palermo) nello spettacolo che dovevano fare in Sicilia. Ciccio all'inizio rifiutò, perché era tornato a fare il tagliatore-modellista di calzature e propose a Pellegrino di assumere Franco al suo posto. Inizialmente il capocomico non voleva scritturare Franco perché voleva puntare sul sicuro, ma Ciccio insistette così tanto (perché credeva nelle sue qualità) che alla fine Pellegrino accettò a patto però che venisse anche Ciccio, in modo che se Franco si fosse rivelato un fiasco avrebbe avuto un valido ricambio. Così il gran debutto avvenne nel Teatro Costa di Castelvetrano presso Trapani. Nel 1954, si esibirono per la prima volta insieme. Il primo spettacolo era dedicato alla canzone napoletana Core 'ngrato.
La collaborazione artistica fra i due comici siciliani si consolidò ben presto in una profonda amicizia. L'esperienza e la maggior padronanza del linguaggio di Ciccio si fondono perfettamente con la vitalità e la grande potenzialità comica di Franco. Dopo un periodo di prova nella maggior parte dei teatri siciliani, Franco e Ciccio approdarono a Napoli. Qui ottennero un enorme successo al Salone Margherita, dove fecero moltissimi spettacoli (generalmente dei collage di sketch). Benché i due comici fossero ormai diventati noti, finora avevano frequentato soltanto i teatri di serie B del sud e il loro tenore di vita era ancora basso (dormivano nello stesso letto e non sempre mangiavano).
Un'altra svolta nella loro vita avvenne quando vennero notati da un altro capocomico siciliano, Giovanni Di Renzo che li aveva visti durante uno spettacolo tenuto al Politeama per i vigili urbani. Di Renzo affermò che se Franco e Ciccio avessero ottenuto anche al nord almeno il 50% del successo che avevano riscosso lì, sarebbero diventati i migliori comici italiani e così vennero ingaggiati per una tournée al nord. Il capocomico anticipò loro 10.000 lire, che spesero subito e per questo furono costretti a fare un prestito per pagare il biglietto ferroviario per Milano.
Nel 1957 Franco e Ciccio si esibirono in molti teatri lombardi. Il debutto al nord avvenne a Como con lo spettacolo Al Texas Club scritto da Gallucci, che poi portarono anche a Bergamo (al Teatro Duse). Il secondo lavoro che presentarono si intitolò Due in allegria e cinque in armonia scritto da Amedeo Sollazzo (in futuro, sceneggiatore di alcuni loro film). In questo spettacolo Franco e Ciccio interpretavano lo sketch di due legionari, ripreso poi nel film del 1962 I due della legione. In Lombardia Franco e Ciccio riscossero successo e apprezzamenti dando prova che la loro comicità fosse universale e quindi non legata a confini regionali.
Dopo la Lombardia, Franco e Ciccio cominciarono a girare, nel 1959, i teatri del Veneto. Durante un loro spettacolo a Belluno, Franco rimase imprigionato con le ballerine nel teatro dove era scoppiato un incendio. Fortunatamente riuscì a trovare l'estintore e si salvò. Questi due lavori gli valsero il primo riconoscimento ufficiale, il premio "Mascotte", assegnato dall'omonima rivista d'avanspettacolo, come rivelazione dell'anno. Con Due in allegria e cinque in armonia si esibirono anche in Francia, grazie all'interesse dell'impresario francese Metz. Nonostante il loro francese fosse del tutto incomprensibile, riuscirono a far ridere anche il pubblico, grazie alla potenza comica delle loro gag visive.
Nel 1960 esordirono nel cinema, con il film Appuntamento a Ischia di Mario Mattoli, nel ruolo di due contrabbandieri. Essi realizzarono insieme, senza contare i film da solisti, centotrentadue film prevalentemente nella prima metà degli anni sessanta, lavorando con registi, come: Vittorio De Sica, Mario Bava, Lucio Fulci, Mario Mattoli, Steno, Pier Paolo Pasolini (li scritturò per l'episodio Che cosa sono le nuvole? del film corale Capriccio all'italiana del 1968), Paolo e Vittorio Taviani, Castellano e Pipolo (spesso anche sceneggiatori dei loro film e programmi TV), Camillo Mastrocinque, che li diresse nel film I motorizzati, Bruno Corbucci, Sergio Corbucci, Gianni Puccini, Luigi Comencini e lavorando con attori, quali: Buster Keaton, Vincent Price, Philippe Noiret, Totò, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Walter Chiari, Virna Lisi, Lando Buzzanca, Franca Valeri, Sylva Koscina, Valeria Fabrizi, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi, Gina Lollobrigida, Nino Manfredi, Misha Auer, Gino Bramieri, Lino Banfi, Aldo Giuffré, solo per citarne alcuni.
Nel 1961 presero parte alla commedia musicale Rinaldo in campo, diretta da Garinei e Giovannini, con Domenico Modugno, Delia Scala e Paolo Panelli. Nella stagione 1963-1964, presero parte all'opera teatrale Tommaso d'Amalfi, diretta da Eduardo De Filippo, accanto a Domenico Modugno (che li diresse nel film Tutto è musica del 1963). Nella stessa stagione furono ospiti fissi del programma Cantatutto, presentato da Claudio Villa, Milva e Nicola Arigliano.
Nel solo 1964 realizzano ben ventidue film, incassando circa sette miliardi e trecento milioni di lire, circa il 10% dei proventi della filmografia italiana in quell'anno. Sebbene apprezzati dal pubblico, i loro lavori furono sovente snobbati dalla critica. Molti film sono incentrati sul tema della mafia, giocando inizialmente sullo stereotipo siciliano-mafioso come L'onorata società di Riccardo Pazzaglia e la serie che segue I due mafiosi di Giorgio Simonelli. Altri s'incentrano sulla satira umoristica della società prendendo di mira la politica (I 2 deputati di Giovanni Grimaldi), la religione (Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione di Marino Girolami), lo sport (I due maghi del pallone di Mariano Laurenti), la giustizia (Riuscirà l'avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il pretore Ciccio De Ingras? di Mino Guerrini), di genere western (I due sergenti del generale Custer di Giorgio Simonelli), film con titoli demenziali (Come rubammo la bomba atomica, Come svaligiammo la Banca d'Italia, Come inguaiammo l'esercito di Lucio Fulci) o incentrati semplicemente sui personaggi (I 2 pompieri di Bruno Corbucci, I due assi del guantone di Mariano Laurenti, Franco, Ciccio e le vedove allegre di Marino Girolami) e musicali (Nel sole di Aldo Grimaldi, con Albano Carrisi e Romina Power, Stasera mi butto di Ettore Maria Fizzarotti, con Rocky Roberts e Giancarlo Giannini o Lisa dagli occhi blu di Bruno Corbucci, con Mario Tessuto). Recitarono in film realizzati in fretta e con pochi mezzi, come quelli girati con il regista Marcello Ciorciolini, arrivando a realizzarne in un anno anche una decina, spesso privi di una vera e propria sceneggiatura e dove spesso improvvisavano sul set; di migliore fattura risultano i tredici film diretti da Lucio Fulci che fu l'artefice del ribaltamento dei loro ruoli tipici, facendo diventare Ciccio quello serio, la spalla, e Franco quello comico.
Considerati da sempre come protagonisti di film trash, vennero successivamente rivalutati per la loro comicità e le capacità creative, divenendo oggetto di studio. Alla fine degli anni sessanta, fu proposto loro di prendere parte al film Pinocchiaccio di Nelo Risi, nei ruoli del gatto e della volpe, ma il progetto non vide mai la luce. Successivamente, interpretarono tale ruolo nel noto sceneggiato Rai Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini, insieme a Gina Lollobrigida, Andrea Balestri e Nino Manfredi.