I Robinson italiani è un romanzo avventuroso di Emilio Salgari scritto nel 1896. Il libro è considerato parte di un gruppo di tre opere, definite "Romanzi in Oceania", e rientra nel filone della "robinsonata".
L'influenza della lettura di Daniel Defoe è tangibile in questo romanzo, come si nota già a partire dal titolo che rimanda a Robinson Crusoe. I personaggi di questa avventura, cosa non frequente in Salgari, sono degli italiani, tre personaggi (il Signor Emilio Albani, Enrico e Piccolo Tonno) che il caso ha fatto naufragare insieme su un'isola deserta.
Storia editoriale I Robinson italiani fu pubblicato nel 1896 dall'editore genovese Anton Donath, con cui Salgari aveva firmato un contratto quello stesso anno. L'illustratore fu Giuseppe Garuti, noto con lo pseudonimo Pipein Gamba, che sarebbe diventato uno dei collaboratori figurativi più assidui dello scrittore veronese. Il romanzo uscì in un periodo di straordinaria produttività: nel solo 1896 Salgari pubblicò una decina di titoli, frutto di un ritmo di lavoro frenetico imposto dai contratti editoriali e dai debiti cronici che lo attanagliavano.
Donath ristampò il libro nel 1905 in fascicoli, formula diffusa per raggiungere un pubblico più ampio a costi ridotti. Il romanzo entrò poi nel repertorio stabile di A. Vallardi, che lo ripubblicò più volte a partire dal 1927, mantenendo le illustrazioni di Gamba. Le edizioni Vallardi si succedettero per tutto il secondo dopoguerra, fino agli anni sessanta.
Nel frattempo il libro aveva varcato i confini nazionali: già nel 1899 Montgrédien pubblicò la prima traduzione francese a opera di Jean de Casamassimi, e in Spagna circolò con il titolo Los náufragos del Liguria nella collana della Biblioteca Calleja di Madrid, nella traduzione di Rafael Balsa de la Vega.
In Italia il titolo continuò a essere ristampato da editori diversi — Viglongo, Edizioni Paoline, Fabbri — con illustrazioni di Luigi Togliatto e, nelle edizioni Fabbri, nuovamente di Pipein Gamba.
Trama Tre italiani, Enrico, Piccolo Tonno ed Emilio Albani provenienti da diverse regioni e con diverse estrazioni culturali, si ritrovano naufraghi in un'isola della Papuasia. A seguito di questo evento d'apertura, incomincia una storia di sopravvivenza.
Enrico e Piccolo Tonno, entrambi marinai, il primo genovese e il secondo napoletano, fanno da controparte pratica ad Emilio Albani, signore erudito Veneziano che fornisce ai due uomini di mare nozioni utili per trovare soluzioni alle sfide della sopravvivenza in un'isola disabitata dal mondo civile. Tuttavia il gruppo dovrà affrontare attacchi di pirati, indigeni e animali pericolosi.
Critica La storia di sopravvivenza dei tre italiani esplicitamente richiama l'esperenza del Robinson Crusoe di Daniel Defoe.
Il personaggio di Emilio Albani è quello che ha più interessato la critica, che ha individuato un aspetto fortemente autobiografico nel personaggio, a partire dal nome, caratterizzato da una vasta cultura, che spazia dalle nozioni botaniche e scientifiche, a quelle relative alla cultura indigena.
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