Quito (), ufficialmente San Francisco de Quito, è la capitale dell'Ecuador, capoluogo della Provincia del Pichincha e sede del Distrito Metropolitano de Quito.
È situata sopra il bacino idrografico di Guayllabamba, sulle pendici orientali dello stratovulcano attivo Pichincha, nella parte occidentale delle Ande. Si trova a un'altitudine di sul livello del mare, il che ne fa la seconda capitale amministrativa più alta del mondo, dopo La Paz. La sua popolazione è di abitanti, tra l'area urbana ( abitanti) e quella rurale () (Censimento nazionale del 2010). La città è suddivisa in 32 unità amministrative, le Parroquias, le quali si suddividono a loro volta in barrios.
La data della fondazione è incerta. I primi insediamenti sull'altopiano (El Inga) sono attestati millenni prima di Cristo. Tuttavia la data di nascita ufficiale della città è considerata il 6 dicembre del 1534 con la conquista spagnola. Fu la prima città dichiarata, insieme a Cracovia in Polonia, come Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, il 18 settembre 1978. Nel 2008 è stata nominata sede dell'Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur).
Geografia fisica Territorio
La città e il distretto si trovano ubicati principalmente nella valle di Quito, che forma parte del bacino di Guayllabamba, a un'altitudine media di 2850 m.s.l.m. La città è delimitata dal vulcano Casitagua al nord, la faglia geologica EC-31 a est, le faglie orientali del Pichincha ad ovest e dal vulcano Atacazo a sud. Le sue dimensioni cittadine sono di circa 50 km in longitudine da nord a sud e di 8 km di larghezza da est a ovest.
Centinaia di milioni di anni fa, nel paleozoico, si svilupparono le basi di quella che poi sarebbe diventata la Cordigliera delle Ande, quando iniziò la subduzione della placca di Nazca sotto alla placca sudamericana, quella che apparteneva all'antico continente di Gondwana. La maggiore attività tellurica si registrò durante il periodo quaternario nel pleistocene, la quale formò il paesaggio accidentato della città. Nel pliocene, si presentarono vari eventi di considerabile importanza nel paese e nel continente, e anche se la città non fu particolarmente influenzata da questi eventi, qualche assestamento di quel periodo è visibile nella zona est della città.
Successivamente la morfología del distretto continuò a trasformarsi; i periodi glaciali coprirono la regione di ghiaccio, il quale si sciolse progressivamente per il cambio climatico naturale che sperimentò il pianeta dopo l'ultima glaciazione, complice anche una serie di eruzioni vulcaniche che contribuirono allo scioglimento dei ghiacci. Si formarono così paludi e lagune in tutto il territorio, alcune delle quali erano alimentate da fiumi formatisi per il disgelo delle cime innevate. Gli abitanti di quel periodo costruirono le loro case vicino a uno dei laghi più grandi del distretto, chiamato Iñaquito, che scomparve con l'opera di drenaggio che realizzarono gli spagnoli al loro arrivo.
Attualmente, Quito si trova su un terreno irregolare ha un'altitudine che oscilla tra i 2800 mslm delle zone pianeggianti ai 3100 mslm dei quartieri più elevati. Il paesaggio che si è formato è irregolare e con limiti ben definiti: nella sua parte centrale è diviso dalla collina del Panecillo (3035 m.s.l.m), a est dalle alture di Puengasí, Guanguiltagua e Itchimbía. La principale catena montagnosa appartenente al vulcano Pichincha, chiude a ovest la città con le sue tre differenti vette, il Guagua Pichincha (4794 m), il Rucu Pichincha (4.698 m) e il Condor Guachana. A causa di questi limiti naturali la città possiede una forma allungata, la cui larghezza non supera i 8 km, mentre il distretto occupa ben 12.000 km² della valle. Il punto più basso si trova a 2680 m a El Condado, mentre il più alto è la sommità del La Libertad a 3400 m, ad ovest dal centro della città e nel lato orientale dello stesso Pichincha, dove nel 1822 si svolse la famosa battaglia che liberò l'Ecuador dal dominio spagnolo.
Clima Sebbene sorga a pochi chilometri dall'equatore, a causa della elevata altitudine Quito gode di un clima temperato, con notti fresche e precipitazioni abbondanti. Una stagione secca esiste, dura da giugno a settembre, periodo nel quale le precipitazioni sono scarse, non superando i , contro i 150 mm del solo mese marzo e i 170 di aprile, i mesi mediamente più piovosi della capitale ecuadoriana. In luglio e agosto la temperatura è leggermente più calda di giorno, mentre nel resto dell'anno la si può definire temperata. Le notti sono fresche. Nel gennaio del 2006 la temperatura scese eccezionalmente sotto lo zero, arrivando a .
Sotto, la tabella climatica di Quito con le temperature minime, medie e massime registrate dal National Oceanic and Atmospheric Administration dal 1991 al 2000 al vecchio Aeroporto Internazionale Mariscal Sucre, a quel tempo situato nel centro della città. I dati sulle precipitazioni si riferiscono alla media del periodo 1981-2010.Instituto nacional de meteorologia e hidrologia - Quito worldweather.wmo.int
Storia
Di origine pre-incaica, fu un centro economico e politico di grande importanza al centro-nord di quello che oggi è il territorio dell'Ecuador dove si sviluppò la cultura quitus (da qui il suo nome). Con l'arrivo degli Inca la città acquisì anche un'importanza militare divenendo il secondo centro politico dell'Impero Inca, distante oltre dalla capitale Cuzco, alla quale era unita da un'importante strada. Benché il suo territorio fosse stato annesso all'impero nel 1430, gli Inca non dominarono la popolazione bensì ne rispettarono la cultura, arricchendola e convertendo la città in un grande centro urbano. Il penultimo sovrano Inca, Huayna Cápac, passò a Quito gli ultimi anni della sua vita e, secondo una versione contestata, in punto di morte, suddivise il regno in due parti: il figlio Atahuallpa, il suo favorito, si stabilì a Quito che divenne la capitale della parte dell'impero a lui assegnata, mentre il fratello Huáscar rimase con la parte dell'impero di Cuzco.
Con l'arrivo degli spagnoli, il condottiero inca Rumiñahui preferì distruggere la città lasciando solo cenere e nascondendo i tesori in modo che gli invasori europei non trovassero nulla. La storia ispanica di Quito, però, comincia il 24 agosto del 1534 con la fondazione di Santiago de Quito nelle vicinanze di Riobamba, città distrutta dagli indigeni ostili alla conquista e rifondata, da Benalcazar, con il nome di San Francisco de Quito, il 6 dicembre del 1534 dove attualmente sorge, alle falde del vulcano Pichincha. Grazie all'arrivo di numerose comunità religiose la città crebbe rapidamente e si sviluppò acquisendo grande importanza culturale e religiosa.
La città mantenne la sua importanza essendo il nesso tra i "virreinati" di Nueva Granada e il Perù, e fu la prima città americana a organizzarsi in vista dell'indipendenza dalla corona spagnola, il 10 agosto 1809: in onore di questo avvenimento la città è anche denominata Luz de America. Dopo anni di tentativi falliti, il 24 maggio 1822 l'esercito indipendentista guidato da Antonio José de Sucre entrò a Quito ed ebbe definitivamente la meglio sugli spagnoli nella Battaglia di Pichincha. Con l'indipendenza dalla Spagna divenne uno dei tre centri politici della Grande Colombia e nel 1830, con la dissoluzione di questa, fu riconosciuta come capitale dell'Ecuador.
Monumenti e luoghi d'interesse Quito conta la più ricca e importante collezione di arte coloniale d'America, In effetti la scuola d'arte quitegna fu la più importante della colonia e si evidenzia per artisti indigeni e meticci di grande valore che hanno lasciato una eredità senza paragoni nel nuovo continente. Il centro storico della città ospita 40 chiese e cappelle, 16 convitti e monasteri con i suoi chiostri, 17 piazze, 12 sale capitolari, 12 musei e innumerevoli cortili di straordinaria bellezza.
I monumenti più importanti sono la chiesa della Compagnia di Gesù, ispirata alla Chiesa del Gesù di Roma, e considerata una delle più importanti opere barocche del Sud America; la chiesa di San Francisco (1534-1650), quella di San Agustin, la Basilica del Voto Nacional e il complesso di edifici affacciati sulla Plaza Grande: la cattedrale, il palazzo arcivescovile, il palazzo di Carondelet (attuale sede del governo). Il centro storico è di per sé un monumento che dimostra l'abilità e l'origine meticcia da cui proviene la cultura ecuadoriana.
Proprio per l'importanza di questi patrimoni architettonici, l'UNESCO ha dichiarato Quito patrimonio dell'umanità nel 1978
Un importante sito turistico di Quito è El Panecillo, una collina al centro della città che si eleva a oltre 3000 m s.l.m. e dalla quale è possibile osservare tutta la città e i dintorni, comprese le fiancate del vulcano Pichincha dove, nel 1822, il Mariscal Sucre sconfisse gli spagnoli nella famosa battaglia di liberazione dell'Ecuador. Sulla sua vetta è posta una statua di una Madonna alata alta 45 metri, costruita nel 1976 dall'artista spagnolo Agustín de la Herrán Matorras.
Parchi Numerosi in parchi cittadini, come il Parco La Carolina, situato a nord-ovest della città e che si estende per 64 ettari, dentro il quale si trovano tra gli altri il Parco Náutico, il Giardino botanico di Quito, il Museo Ecuadoriano di scienze naturali e il Parco interattivo di dinosauri meccanici.
Più a nord ancora si trova il Parco Metropolitano Guanguiltagua, che con un'estensione di 557 ha è considerato il polmone della città. Verso il centro della città si trovano invece il Parco El Ejido e il Parco Alameda, il più antico parco cittadino, dentro il quale si trova l'Osservatorio astronomico di Quito, costruito nella seconda metà del XIX secolo.
Società Evoluzione demografica Il Distretto Metropolitano di Quito, nome ufficiale del Cantone di Quito, aveva nel censimento del 2010 2,2 milioni di abitanti, risultando la seconda città più popolata dell'Ecuador dopo Guayaquil. L'intera area metropolitana di Quito, che include anche le parrocchie suburbane di Conocoto, Amaguaña, Cumbaya, Nayón, Zambiza, Llano Chico, Calderón, Pomasqui, San Antonio, Tumbaco, Guangopolo, Puembo, Alangasi, La Merced e Sangolquí. ha una popolazione totale di abitanti.
Etnie e minoranze straniere Secondo il censimento nazionale del 2010 dell'Instituto Nacional de Estadística y Censos (INEC) la maggioranza degli abitanti di Quito è di etnia meticcia (82,8%), con una presenza del 6,70% di bianchi, del 4,70% di afroecuadoriani e del 4,10% di indigeni.
Religione
Come nel resto del paese, la religione praticata prevalentemente è quella cattolica. L'Arcidiocesi di Quito è divisa in 15 zone pastorali a loro volta suddivise in 176 parrocchie ecclesiastiche.Zonas pastorales y parroquias Arcidiocesi di Quito
Cultura Università La città e i suoi dintorni sono dotati di un buon numero di università, la più antica delle quali, l'Universidad Central del Ecuador, fu fondata nel 1826.Consejo Nacional de Educación Superior del Ecuador (Consultado el 29 de octubre de 2009)
Di seguito un elenco dei maggiori istituti di formazione superiore di Quito, ordinati per anno di fondazione:
Fondazione Università 1826 Universidad Central del Ecuador UCE 1869 Escuela Politécnica Nacional EPN 1946 Pontificia Universidad Católica del Ecuador PUCE 1977 Escuela Politécnica del Ejército ESPE 1986 Universidad Tecnológica Equinoccial UTE 1993 Universidad Internacional SEK Ecuador UISEK 1994 Universidad Politécnica Salesiana UPS-Q 1995 Universidad San Francisco de Quito USFQ 1995 Universidad de las Américas UDLA 1996 Universidad Internacional del Ecuador UIDE
Ricerca Flora Huayaquilensis, raccolta di documenti di carattere medico e botanico del Dr. Eduardo Estrella Aguirre circa la ricerca di Juan José Tafalla Navascués dal 1799 al 1808. Aguirre, autore della biografia di Tafalla, nel 1989 trovò alcuni documenti inediti risalenti a due secoli prima al Real Jardín Botánico de Madrid, e riguardanti l'opera di Tafalla Flora Huayaquilensis.
Musei