I Ruschi sono una famiglia pisana, di antica nobiltà ghibellina, che annovera fra i suoi membri studiosi di agraria, di ingegneria e di medicina, un maire, un sindaco e un rappresentante nelle prime legislature del Senato del Regno (Italia) (Rinaldo Ruschi).
Storia
Origini La famiglia, secondo la tradizione, venne in Toscana da Como ed ottenne, nel 1566, con Domenico di Bernardino di Domenico o, stando a altre fonti, con Giovan Battista (o Giovan Francesco) di Domenico la cittadinanza pisana. Il 1589 vide quest'ultimo risiedere fra i priori carica che vedrà costantemente nei secoli successivi un membro della famigliaAlessandro Panajia, Il casino dei nobili: famiglie illustri, viaggiatori, mondanità a Pisa tra Sette e Ottocento, Edizioni ETS, 1996, pag. 78 (consultabile anche online). Da Giovan Battista nacquero Paolo, Cammillo e Bernardino.
Secolo XVII Paolo, canonico nella Primaziale pisana, fondò una Commenda nell'Ordine di Santo Stefano, del quale vestì le divise nel 1634 (dal 1634 i Ruschi ebbero sempre rappresentanti nel Sacro Ordine Militare dei Cavalieri di Santo Stefano). Bernardino fu priore di Pisa. Attorno alla metà del XVII secolo sono noti due medici: Cesare (1570-1641), a lungo imbarcato sulle galere, e Giovanni Battista (1605-1649)Laura Caretti, Dinora Corsi, Incanti e sortilegi: streghe nella storia e nel cinema, Edizioni ETS, 2002, pag. 78 (consultabile anche online), che fu professore di medicina, anatomia e filosofia. Le ceneri di quest'ultimo furono deposte nella Chiesa di San Frediano, in un sepolcro di marmo con vari ornamenti funerarii eretto dal nipote ed erede Antonio Ghirlandari nel 1653Ranieri Grassi, Descrizione storica e artistica di Pisa e de suoi Contorni, Università di Pisa, 1838, pag. 52 (consultabile anche online).
Secolo XVIII I discendenti di Bernardino vestirono l'abito di cavaliere stefaniano nel 1745 con Francesco, figlio di Verissimo, che fu ascritti alla nobiltà di Pisa con decreto del 9 settembre 1754.
Nel corso del Secolo XVIII la famiglia Ruschi espanse la sua tenuta urbana nel quartiere di San Francesco: acquistò dapprima un'ulteriore porzione del giardino e dell'orto e, nel 1792, affrancò anche la casa e il giardino di via S.Elisabetta.
Fu soprattutto Camillo Ruschi, soprintendente dello Scrittoio della Religione di Santo StefanoRoberto Pertici, L'Ordine di Santo Stefano nella Toscana dei Lorena, Ministero per i beni culturali e ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1992, ISBN 9788871250373, pag. 107 (consultabile anche online), ad occuparsi dell'ampliamento e dell'abbellimento del Palazzo e delle collezioni di famigliaRivista d'Arte, Fratelli Alinari Editore, 1991, Volume 43, pag. 180 (consultabile anche online).
XIX secolo
A cavallo tra Settecento e Ottocento ha particolare rilievo Giovanni Battista Ruschi (1771-1831), cavaliere e gran tesoriere dell'Ordine di S. Stefano, maire di Pisa nel periodo francese. Egli sposò Elisabetta Scorzi ed ebbe quattro figli maschiLe carte dei fratelli Francesco e Rinaldo Ruschi fanno parte dell'omonimo archivio familiare, del quale costituiscono la parte più cospicua. L'archivio nel suo complesso è stato dotato di un inventario analitico nel 1993, curato da Osvaldo Priolo: Pietro (1806-1865), Francesco (1807-1875), Leopoldo detto Poldo (1810-1882)Albert Lumbroso, Miscellanea carducciana, Zanichelli, 1908, pag. 18 (consultabile anche online) e Rinaldo (1817-1891), che ebbe una brillante carriera politica del Granducato di Toscana e nel neonato Regno d'Italia.
Francesco fu avvocato, gonfaloniere di Vicopisano dal 1844 al 1846, gonfaloniere di Pisa dal 1847 al 1863 e sindaco di Vicopisano dal 1865 al 1866; sposò nel 1837 Maria Paperini e dalla loro unione nacquero Maria Elisabetta coniugata Banti (+ 1876), Giovanni Battista (+ 1882), Giulio (dal quale discendono gli attuali Ruschi, +1906 Alessandro Polsi, Possidenti e nuovi ceti urbani: l'élite politica di Pisa nel ventennio post-unitario, in Quaderni storici, nuova serie, vol. 56, anno 19 (1984), n. 2 (maggio-agosto), pag. 511.), Paolo (+ 1868), Adolfo (+ 1917) e Luisa (coniugata con il cugino Girolamo Ruschi, da cui derivano i Ruschi Noceti di Pontremoli).
La nipote di Rinaldo, Giuseppina Agostini Venerosi Della Seta, fu coniugata con Cesare Studiati.
Residenze e patrimonio artistico
A Pisa la famiglia risiedette nel palazzo che ancora oggi ne porta il nome e che costituisce l'isolato tra piazza San Francesco, via San Francesco, vicolo Ruschi e Piazza D'Ancona.
Esisteva poi una seconda dimora collocata nell'angolo fra via Tavoleria e via del Castelletto, appartamento di Camillo RuschiMario Noferi, La Fontana dei putti della Piazza del Duomo di Pisa, Felici, 2001, pag. 140 (consultabile anche online) nel quale nel 1760 si trasferì a vivere il pittore Giovanni Battista Tempesti (del quale Camillo era amico e protettore)Società storica pisana, Deputazione di storia patria per la toscana, Florence. Sezione di Pisa, Bollettino storico pisano, Vol. 72, Pacini, 2003, pag. 260 (consultabile anche online), che ne affrescò alcune scene allegoriche le volte delle salette del piano nobileE. Daniele, Le dimore di Pisa. L'arte di abitare i palazzi di una antica Repubblica marinara dal medioevo all'Unità d'Italia, Alinea Editrice, 2010, 9788860555564, pag. 211 (consultabile anche online). Come usava all'epoca i Ruschi possedevano anche due ville in campagna (una a Calci e una a San Lorenzo alle Corti) e delle tenute in Maremma.
Come altre famiglie della zona i Ruschi godettero di ingenti rendite finanziarie che permisero loro di tenere tanto nella sede in campagna che in quella cittadina collezioni di artisti che includevano nomi anche prestigiosiPierluigi Carofano, Franco Paliaga, Pittura e collezionismo a Pisa nel Seicento, Edizioni ETS, 2001, pag. 150 (consultabile anche online): ad esempio in un inventario risalente al 24 marzo 1642 sono annoverati una quarantina di dipinti appartenuti al cavaliere Paolo Ruschi, purtroppo senza indicazione specifiche dei loro autoriPierluigi Carofano, Franco Paliaga, Pittura e collezionismo a Pisa nel Seicento, Edizioni ETS, 2001, pag. 150 (consultabile anche online).
Note
Bibliografia Marcella Aglietti, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, Edizioni ETS, 2000, pag. 294. Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L'area pisana, a cura di Emilio Capannelli e Elisabetta Insabato, coordinatore Romano Paolo Coppini, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2000, pp. 255–260. Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano, 1928-1956, 873-874, vol. V.
Altri progetti
Collegamenti esterni Scheda sulla famiglia Ruschi su SIUSA - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche Fonti sui fratelli Francesco e Rinaldo Ruschi su SIUSA - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche
Categoria:Famiglie di Pisa